Riso, vicinissima l’applicazione della clausola di salvaguardia

    La Commissione europea ha dato l'ok per procedere al voto per la sua adozione. La decisione va a premiare il lavoro di Mipaaft, Mise ed Ente Risi che hanno lavorato all'unisono per motivarne l'adozione. Tutto ora è nelle mani del Comitato Spg che dovrebbe essere convocato a dicembre per la decisione finale

    La Commissione Ue dà ragione ai produttori italiani di riso: c'è stato danno economico causato dalle importazioni a dazio zero da Cambogia e Birmania, paesi per i quali potrebbe essere presto ristabilito il dazio. Sono le conclusioni dell'indagine iniziata nel marzo scorso dall'Esecutivo europeo, che ora proporrà al voto dei 28 il ripristino dei dazi ai due Paesi asiatici.

    Abbiamo appena scritto del pressing fatto dal comparto per lo sdoganamento della clausola di salvaguardia e, con grande soddisfazione del settore, è  già arriva la notizia che la Commissione europea ha pubblicato le conclusioni dell'inchiesta sulle importazioni dai Paesi meno avanzati (Cambogia e Myanmar) nelle quali emerge che la clausola dovrebbe essere applicata a tutela della filiera risicola europea.

    La clausola di salvaguardia, se verrà adottata, consisterà nell’applicare alle importazioni provenienti da questi paesi i dazi per un periodo di tre anni, così come previsto dal regolamento specifico. La Commissione propone di applicare la tariffa doganale pari a 175 €/t per il primo anno e in misura ridotta per il secondo e terzo anno.

    «È un risultato importante che riconosce al nostro Paese il danno economico causato dalle importazioni a dazio zero da Cambogia e Birmania e anche il grande lavoro che stiamo portando avanti a sostegno di un settore che per troppo tempo è stato penalizzato. Abbiamo perso oltre il 50% della superficie investita per la coltivazione. Non possiamo più permettercelo. Adesso basta. Siamo in campo per tutelare i nostri risicoltori che sono controllati e lavorano con tante regole per avere prodotti di altissima qualità» afferma il ministro delle politiche agricole alimentari, forestali e del turismo, Gian Marco Centinaio.

    «Ma non ci fermiamo - continua Centinaio -. Nei prossimi giorni lavoreremo per avere la conferma definitiva del ripristino per tre anni dei dazi e il perfezionamento del provvedimento. Non si fanno sconti. Il dazio applicato deve essere lo stesso per tutti e tre gli anni, non esistendo ragioni giuridiche e tecniche che possano giustificare una riduzione progressiva. Allo stesso tempo proseguiamo i controlli serrati nei confronti delle navi di riso asiatico che arrivano in Italia. Blocchiamo e rispediamo indietro chi non rispetta i nostri standard sanitari e di sicurezza».

    La decisione finale

    riso paolo carrà«Questa decisione è un risultato storico che premia chi, come l'Ente nazionale risi, ha creduto nel diritto e nei numeri: grazie a un lungo lavoro di analisi dei nostri uffici e dei legali incaricati, nonché alla collaborazione del Ministero delle Politiche agricole alimentari e del turismo e Ministero dello Sviluppo economico e dei risicoltori e trasformatori investigati dai funzionari della DG Trade - afferma il presidente dell'Ente Paolo Carrà - la Commissione ha dovuto prendere atto dell'esistenza di un danno reale provocato al riso europeo dalle importazioni a dazio zero da Cambogia e Myanmar ed è disponibile a revocare dal 2019 le esenzioni daziarie».

    A questo punto, tutto dipenderà dalla decisione che sarà assunta dai 28 Stati Membri nell'ambito del Comitato del sistema delle preferenze generalizzate (Spg), presumibilmente convocato nel mese di dicembre.

    «Non intendiamo fermarci - assicura Carrà – e pertanto solleciteremo la Commissione perché riteniamo che esistano i presupposti tecnico-giuridici perché il dazio sia fissato a 175,00 €/t per tutti i tre anni».

    Se tutto filerà liscio la clausola di salvaguardia potrebbe essere applicata entro l'anno.

    Pubblichiamo a seguire una tabella, elaborata da Confagricoltura, che mette in evidenza le variazioni del prezzo del riso fra il 2015 ed oggi.

    Prezzi medi all'origine del risone in Italia
    (elaborazione Confagricoltura su dati Ismeamercati)
    2015 2018* Diff. Diff. %
    Totale risone 414,86 313,83 -101,03 -24,4%
    Arborio e Volano 677,05 336,21 -340,84 -50,3%
    Carnaroli e sim. 687,34 323,93 -363,41 -52,9%
    Indica, Thai e sim. 306,49 278,74 -27,75 -9,1%
    Vialone Nano e sim. 755,99 362,20 -393,79 -52,1%
    * sino alla ultima rilevazione dei primi di novembre