Glifosate, per l’Efsa non è un interferente endocrino

Il parere dell'Agenzia europea per la sicurezza alimentare rafforza le basi per la proposta originaria di rinnovare l’autorizzazione del glifosate per altri 10 anni

Adesso il dossier sul glifosate è praticamente completo.

È da poco giunta alla Commissione europea l’ultima relazione dell’Efsa, l’Agenzia europea per la sicurezza alimentare, che doveva valutare se la sostanza fosse un interferente endocrino, cioè un perturbatore del sistema ormonale con effetti dannosi sulla salute.

Come ci aspettava il parere è negativo: secondo l’Efsa il glifosate non presenta alcun rischio per la salute umana.

Con questa atto il dossier di Bruxelles è completo e rafforza le basi per la proposta originaria di rinnovare l’autorizzazione per il diserbante più controverso del mondo per altri 10 anni.

Secondo l’Agenzia per la sicurezza alimentare non vi sarebbero prove a sufficienza per considerare che il glifosate possa essere nocivo per il sistema ormonale.  Nel documento infatti è riportato che: «nessuna evidenza è stata trovata negli studi ecotossicologici che contraddicono questa conclusione».

In attesa della riunione del Comitato fitosanitario permanente, che raduna gli esperti di tutti gli stati membri, si ravviva una polemica che va avanti ormai ormai da due anni e mezzo, ossia da quando l’Agenzia internazionale per la ricerca sul cancro (Iarc) ha classificato il glifosate come «probabilmente cancerogeno per l’uomo». Questo parere è stato contestato dall’Efasa che poi è finita al centro delle polemiche per conflitti di interessi che ne avrebbero inficiato la contro-valutazione.

 

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