Agricoltura biodinamica sotto la lente

Un’alternativa che non si pone in contrapposizione all’agricoltura convenzionale, con la quale intende aprire un dialogo. Sarà interessante seguire il convegno presso il Politecnico di Milano (15-17 novembre) per cercare di conoscerla meglio

Il Politecnico di Milano dal 15 al 17 novembre ospiterà il 35° Congresso internazionale di agricoltura biodinamica, non senza uno strascico di polemiche che coinvolgono una parte del mondo accademico. La biodinamica intende cogliere l’occasione di questo incontro per cercare di sdoganare la validità scientifica di questo tipo di agricoltura, coinvolgendo studiosi che ne hanno fatto oggetto di ricerca.

È in discussione, infatti, non tanto la validità del metodo biodinamico in sé (moltissime aziende lo stanno adottando, specie nel settore vitivinicolo, con positivi risultati) quanto le sue basi che, secondo alcuni, non avrebbero fondamenta scientifiche.

Le uniche due cose certe dell’agricoltura biodinamica sono la massima sostenibilità ambientale e la garanzia del mantenimento se non addirittura l’incremento della sostanza organica del terreno, fattori che sono stati ampiamente verificati.

Resta comunque da dimostrare “scientificamente” come si realizzino questi risultati e da verificare se l’agricoltura biodinamica sia in grado di garantire una buona produttività delle colture e di fornire all’agricoltore un’adeguata redditività.

Edagricole, ormai da 80 anni a fianco degli agricoltori, ha accettato di essere media partner al convegno milanese (voluto dall’Associazione biodinamica, dall’ente di certificazione Demeter e sostenuta dal Fai-Fondo italiano per l’ambiente), per cercare di raccontare e spiegare questo settore che, possibilmente, vorrebbe scrollarsi di dosso la patina “esoterica” per vestire più appropriati panni di scientificità.

In ogni caso la biodinamica non deve essere vista in contrapposizione con le altre agricolture (biologica, conservativa, integrata o convenzionale), ma come una proposta alternativa, a garanzia della sostenibilità ambientale.

Dal congresso emergeranno sicuramente spunti interessanti per analizzare il settore ed apprezzare meglio scopi e funzionalità della biodinamica A tale proposito abbiamo raccolto gli interventi di tre fra i più importanti relatori che parteciperanno all’incontro e che riportiamo a seguire.

 

La scienza deve basarsi su dialogo e confronto

di Claudia Sorlini
Professore emerito di Microbiologia Agraria - Università degli Studi di Milano

Per l'agricoltura non è una fase facile perché ad essa si richiede di continuare a produrre come prima, anzi di più, e nello stesso tempo di ridurre i suoi impatti sull'ambiente, in altri termini di essere sostenibile. E questo in uno scenario nel quale il cambiamento climatico fa sentire i suoi effetti prevalentemente negativi sull'agricoltura e il fenomeno di erosione dei suoli (che interessa 24 miliardi di tonnellate per anno), resi più vulnerabili dalle modalità di gestione, dall'espansione delle superfici coltivate in modo non sostenibile, dall'ampliamento dei territori dedicati ai pascoli, dal taglio delle foreste, dall'urbanizzazione e dalle altre attività produttive incalza (Ipbes, 2018). Erosione che non risparmia l'Europa coinvolta per 12 milioni di ettari (con perdite di produttività agricola di 1,25 miliardi ogni anno) dove l'Italia è il paese dei 27 maggiormente colpito.

La parte di agricoltori più sensibili a questi problemi che praticano i diversi tipi di agricoltura (di precisione, conservativa, biologica, biodinamica, agroecologia) è impegnata a introdurre azioni virtuose nella gestione delle loro aziende, finalizzate, ciascuno secondo la propria visione, a rendere più sostenibile l'agricoltura.

Gli strumenti digitali  consentono di controllare meglio semine e uso di prodotti agrochimici (se usati), mentre altre pratiche portano a una più attenta conservazione della fertilità dei suoli, a conservare  e arricchire la microflora del terreno che concorre a formare l'humus, risparmiare acqua, a dotarsi di fonti energetiche rinnovabili, a ridurre  l'uso di fertilizzanti e fitofarmaci non solo per abbattere l'inquinamento diretto, ma anche quello indiretto provocato dalla emissione dei gas serra per la loro produzione, a contrastare gli agenti biotici e abiotici nel modo più sostenibile, a mantenere l'agrobiodiversità e la biodiversità, a conservare i paesaggi rurali.

Bisogna lavorare insieme

Molti di questi temi, che stanno a cuore a tutto il mondo dell'agricoltura, compresa ovviamente l'Agricoltura Biodinamica, saranno oggetto di discussione al XXXV congresso che si terrà presso il Politecnico di Milano il 17-20 al quale sono stata invitata, e a cui parteciperò volentieri proprio nello spirito di quel confronto che la società di Agricoltura Biodinamica auspica. Questo spirito ha sollecitato decine di ricercatori di alto profilo a studiare le pratiche agronomiche di questa associazione pubblicandone i risultati su riviste scientifiche di alta qualità e IF, pubblicazioni che potrebbero riservare sorprese a chi le leggesse.

Succede ora che alcuni esponenti del mondo accademico si sono scatenati nel denigrare a priori l’iniziativa di questo congresso, con lettere di pressione sui vertici del Politecnico e sulle autorità cittadine perché si astengano perfino dal portarvi il proprio saluto e augurio di buon lavoro.

A questo proposito, ritengo che sarebbe meglio che il mondo della scienza, invece di lanciare anatemi o sprezzanti giudizi, accettasse un dialogo senza pregiudizi per evitare di perdere credibilità o di restare inascoltato. In fondo non è proprio il confronto uno dei compiti della scienza?

 

Un convegno sulla biodinamica tra principi e responsabilità

di Stefano Bocchi
Dipartimento di Scienze e Politiche Ambientali - Università di Milano

Fece un certo scalpore l’articolo pubblicato da Reganold e colleghi nel 1993 sulla rivista Science.  Quest’ultima, considerata fra le più accreditate dal mondo scientifico internazionale, pubblicava i risultati di un confronto tra aziende biodinamiche e convenzionali, in riferimento a qualità del terreno e performance economiche. L’articolo, al di là delle valutazioni finali, riaccendeva il dibattito interno al mondo scientifico, e non solo. La critica di alcuni era molto semplice: la biodinamica, nata dal pensiero del filosofo Rudolf Steiner e sviluppata con approccio dogmatico e pratiche piuttosto lontane dai canoni scientifici, doveva essere respinta in toto.

L’articolo di Science non era il primo e non sarebbe stato l’ultimo. Una delle più prestigiose riviste del settore agro-ambientale (Agriculture, Ecosystems and Environment) pubblica nel 2017 i risultati di un’approfondita indagine comparativa relativa alle comunità fungine presenti in terreni coltivati con metodo biodinamico o convenzionale. Numerose altre autorevoli riviste scientifiche (ad esempio Plos One, Journal of Cleaner Production, Bioresource and Technology, Soil Science Society of American Journal ecc.) nel corso degli anni dimostrano lo sforzo continuo della comunità scientifica internazionale verso un’analisi sempre più approfondita dell’agricoltura biodinamica e dei suoi impatti sull’ambiente, sull’economia dell’azienda agricola, sulla salute umana e sulla società.

Ricerca della sostenibilità

Molti di questi articoli scientifici partono da una sorta di principio di realtà: il sistema agro-alimentare attuale non è sostenibile; l’azienda agricola, per sopravvivere economicamente e per rispondere alle responsabilità di salvaguardia delle risorse naturali che gestisce, deve cercare e trovare alternative, il mondo scientifico condivide queste tensioni.  Il metodo scientifico è uno strumento utilizzato non tanto per predisporre rigide preclusioni, quanto per verificare rigorosamente la validità di modelli, metodologie e pratiche, con particolare riferimento agli impatti che queste hanno sui livelli quali-quantitativi delle produzioni agrarie, sulla salute individuale e collettiva, sull’ambiente, in sintesi: sulla sostenibilità globale.

Ancora una volta, principi e responsabilità si intrecciano, si fronteggiano, creano tensioni regolarmente registrate all’interno di appuntamenti che vogliono affrontare, senza chiusure, le tematiche della sostenibilità. Il convegno che il Politecnico di Milano ha proposto nei giorni del 15 -17 novembre prossimi pone al centro del dibattito queste tematiche di assoluta importanza e attualità.

 

Una review sulla ricerca scientifica in agricoltura biodinamica

di Gaio Cesare Pacini

Dipartimento di Scienze Produzioni Animali Agroalimentari e del’Ambiente - Università di Firenze

Negli ultimi anni l’agricoltura biodinamica sta progressivamente incrementando il proprio successo commerciale e il credito che ottiene dai consumatori, anche in settori estremamente competitivi e importanti per l’export nazionale come ad esempio quello vitivinicolo. Tuttavia, parte della comunità scientifica pone dei dubbi sulle basi scientifiche del metodo di produzione biodinamico.

In generale, come prima osservazione, troviamo che la dichiarazione del problema della ricerca dovrebbe essere formulata in maniera differente. Il quesito non dovrebbe essere se le basi scientifiche del metodo di produzione agricola biodinamico sono corrette o no; piuttosto, il quesito dovrebbe essere se i fenomeni naturali che avvengono in un agroecosistema gestito col metodo biodinamico possano essere spiegati o meno con le conoscenze attualmente a disposizione della comunità scientifica. Se la risposta fosse negativa, un conseguente quesito riguarderebbe le linee di ricerca da attivare per comprendere i fenomeni naturali, ma anche sociali, collegati allo sviluppo dell’agricoltura biodinamica, nella misura in cui questi fenomeni destano interesse non tanto all’interno della comunità scientifica, quanto nella società nel suo complesso, inclusi agricoltori, consumatori e politici.

Il primo passo di questo processo di ricerca è comunque quello di verificare ciò che è stato fatto in passato in termini di ricerca scientifica per rispondere a questi quesiti. Noi abbiamo eseguito una rivista della letterature su agricoltura biodinamica a partire dal 1985, considerando solo pubblicazioni sottoposte a referaggio su riviste dotate di impact factor (IF).

Le pubblicazioni

I risultati di questa rivista possono essere sintetizzati nei seguenti punti:

  1. Esistono al momento poche pubblicazioni su agricoltura biodinamica e tutte molto recenti. Attualmente, se consideriamo termini di ricerca estesi, troviamo 147 articoli a partire dal 1990. Se riduciamo i termini della ricerca strictu sensu alle locuzioni inglesi per agricoltura biodinamica il numero di pubblicazioni diminuisce a 62. Per avere un termine di riferimento, lo stesso tipo di ricerca eseguita per agricoltura biologica e agricoltura integrata darebbe rispettivamente 5498 e 6676 articoli, rispettivamente.
  2. Queste poche pubblicazioni nella norma sono di ottima qualità. Dei 147 articoli considerati nella ricerca estesa, 82 articoli sono risultati con IF>2 e 68 (46 % del totale assoluto) provenivano da riviste appartenenti al primo quartile della rispettiva categoria del Web of ScienceTM (WoS) Core Collection database, che è di gran lunga il database di riviste scientifiche più autorevole al mondo. L’88% degli articoli riporta risultati di ricerche condotte nei cosiddetti paesi sviluppati, tra cui il 54% in Europa settentrionale e centrale e il 12% in Italia.
  3. Non è facile trarre conclusioni che abbiano caratteristiche di genericità e possano essere considerate valide a livello globale sulla base di un numero di pubblicazioni così basso.

Un potenziale importante

Tuttavia, possiamo trarre alcune considerazioni da un gruppo di studi che si sono consolidati nel tempo e sono stati pubblicati dalle più importanti riviste scientifiche del mondo (ad esempio, Nature), ancorché riferiti a condizioni pedo-climatiche e produttive non generalizzabili:

  1. I sistemi biodinamici hanno dimostrato di avere il potenziale per essere superiori, in date condizioni, sia ai sistemi convenzionali che ai sistemi biologici per quanto riguarda la stabilità degli aggregati del suolo, il pH, la formazione di sostanza organica stabile, il calcio, la biomassa microbica e della fauna;
  2. I preparati biodinamici hanno, in determinate circostanze, un impatto positivo sulla biodiversità;
  3. I sistemi biodinamici hanno un impatto positivo sull’utilizzo e l’efficienza dell’energia;
  4. Allo stato attuale dell’arte nessuno è stato capace di rivelare quale principio scientifico sia alla base del funzionamento dei preparati biodinamici, né di dimostrare la loro supposta inconsistenza scientifica.

 

Il Convegno 

Il 35° Convegno internazionale "Innovazione e Ricerca. Alleanze per  l'agroecologia" promosso dall’Associazione per l’agricoltura biodinamica, il Fai - Fondo Ambiente Italiano, il Politecnico di Milano e Demeter Italia si terra dal 15 al 17 Novembre presso il Politecnico di Milano. 

Clicca qui per scaricare il programma del convegno

 

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