FederBio: «Il marchio del biologico italiano è un’opportunità»

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Maria Grazia Mammuccini, presidente di FederBio

La pubblicazione in Gazzetta Ufficiale del decreto che disciplina le condizioni e le modalità di attribuzione e utilizzo del Marchio del biologico italiano rappresenta, secondo FederBio, un passaggio decisivo per il comparto. La Federazione esprime infatti apprezzamento per l’impegno del Ministero dell’Agricoltura, della Sovranità Alimentare e delle Foreste (MASAF) e del Sottosegretario Luigi D’Eramo nel promuovere politiche volte a sostenere lo sviluppo del biologico nazionale.

Con l’entrata in vigore del provvedimento, il nuovo marchio potrà essere utilizzato gratuitamente dagli operatori sui prodotti biologici italiani, affiancando il logo europeo dell’«eurofoglia». Per FederBio si tratta di uno strumento destinato a rafforzare la riconoscibilità e la competitività delle produzioni biologiche Made in Italy, valorizzandone l’origine e la qualità certificata.

Maria Grazia Mammuccini, presidente di FederBio, commenta: «L’introduzione del Marchio del bio nazionale consente di rafforzare il ruolo degli agricoltori puntando su filiere di made in Italy Bio al “giusto prezzo”, in grado di rappresentare l’insieme dei valori del biologico: tutela dell’ambiente, origine della materia prima, trasparenza verso i cittadini ed equità sociale lungo l’intera filiera».

Secondo la presidente della Federazione, il nuovo marchio rappresenta anche un elemento distintivo per il mercato. «Costituisce inoltre un elemento distintivo che contribuisce a consolidare fiducia, tracciabilità e sicurezza, consentendo un’immediata riconoscibilità degli alimenti realizzati con materie prime biologiche coltivate esclusivamente in Italia, permettendo così alle produzioni bio italiane di distinguersi e competere a livello internazionale.»

Per il comparto biologico, l’avvio dell’operatività del marchio nazionale apre quindi una nuova fase nella valorizzazione delle produzioni certificate italiane. L’obiettivo è rafforzare la competitività delle filiere, migliorare la riconoscibilità dei prodotti presso i consumatori e sostenere il posizionamento del biologico italiano sui mercati esteri.

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