Editoriale – La pera è un toccasana, ma lo sanno in pochi

pera
C’è un farmaco, naturale, dalle fantastiche proprietà: elevato contenuto in polifenoli e molta fibra

Al contadino non far sapere... di Beatrice Toni

C’è un farmaco, naturale, dalle fantastiche proprietà: elevato contenuto in polifenoli (sinonimo di lotta ai radicali liberi) e molta fibra (maggior velocità di transito intestinale, minori sostanze citotossiche).

Studi, recentissimi, da confermare in vivo, dicono di altre virtù: prevenzione di malattie degenerative come Parkinson e Alzheimer, oltre a diabete, ipertensione, tumori gastrici. Stringiamo: elevato contenuto in acqua (la disidratazione limita le capacità cognitive), molti minerali e poche calorie.

Eppure, questo frutto, che si chiama pera, è confinato al settimo posto nelle preferenze dei consumatori (vedi l’indagine di Agri2000 nelle prossime pagine) mentre la notissima cugina, la mela, è in cima all’hit parade.

Spicca un altro dato: il 25% dei consumatori non associa la pera ad alcuna immagine.

Non è un caso: in questi anni siamo riusciti a vendere senza promuoverla. La gdo aggiunge: non è un prodotto ideale, dovrebbe almeno avere shelf life e resistenza alla maturazione elevate e   soprattutto avere un’identità.

Domanda: chi è il primo produttore in Europa, terzo nel mondo, con tre sole province a fare il 75% del prodotto nazionale? L’Italia, con l’Emilia-Romagna e il triangolo, poco magico per ora, Ferrara-Bologna-Modena. Record amaro perché i produttori soffrono di scarsa redditività.

Ma potrebbero creare una multinazionale del farmaco-pera cercando nuovi mercati, con nuove varietà e servizi legati al prodotto per difendere quella delicatissima buccia dove peraltro più si concentrano i preziosi polifenoli.

La stessa buccia effimera e deteriorabile che in passato anziché difetto era virtù, sinonimo di status, di cibo per ricchi: «Al contadino non far sapere quanto è buono il formaggio (cibo degli umili) con le pere».

Facciamolo sapere a tutti.

 

L’Aggregazione è la strada maestra di Gabriele Ferri

Direttore generale Naturitalia

Nella primavera 2015 l’organizzazione commerciale del comparto pere del nostro paese è cambiata enormemente: finalmente si è deciso di dare vita a due importanti aggregazioni che gestiscono più del 40% della produzione nazionale. Sarebbe stato ancora meglio riuscire a concentrare il comparto in un’unica realtà ma anche così con grande probabilità si potranno raggiungere risultati davvero positivi.

Naturalmente il compito principale di queste due soggetti è quello di ottenere dal mercato un ritorno economico in grado di remunerare adeguatamente la produzione. A tale proposito, bisogna necessariamente far crescere i consumi nei paesi dove le pere sono già note e far conoscere il frutto dove è sconosciuto.

L’unica strada percorribile per tale scopo è comunicare le meravigliose caratteristiche di questo frutto senza cannibalizzare i consumi di altri frutti con caratteristiche altrettanto positive e stimolando invece i consumatori ad incrementare l’utilizzo di ortofrutta traendone ottimi benefici salutistici.

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