La sola partita Iva non basta

partita iva
Agricoltore attivo

Premesso che svolgo attività di lavoro dipendente e che sono in possesso di partita iva con codice Ateco 01, attivata nell’anno 2009 in quanto proprietaria di un ettaro di terreno agricolo seminativo senza titoli Pac, motivo per cui non ho mai presentato domanda di aiuto Pac.  Nel mese di aprile di quest’anno ho preso in locazione dei terreni agricoli con titoli e per i quali il proprietario ha percepito fino allo scorso anno contributi Pac superiori a 1.250 euro.  Tanto premesso, chiedo se quest’anno posso presentare la domanda unica Pac, con la qualifica di “agricoltore attivo” essendo in possesso di partita iva agricola aperta nel 2009 e mai censita presso Agea in quanto non ho mai presentato domanda di aiuto (infatti se interrogo sul Sian la mia posizione, risulto “agricoltore non attivo”, forse perché non ho mail presentato domanda di aiuto? O perché non sono soddisfatti altri requisiti). 


I pagamenti diretti della Pac (pagamento di base, pagamento greening, ecc.) sono percepibili se l’agricoltore possiede:

- titoli all’aiuto;

- superfici ammissibili ai pagamenti diretti;

- requisito di “agricoltore attivo”.

Il lettore possiede i titoli all’aiuto e la superficie ammissibile. Va verificato se possiede il requisito di “agricoltore attivo”.

Il possesso della partita Iva può non essere sufficiente per la dimostrazione del requisito di “agricoltore attivo”.

Un beneficiario della Pac è “agricoltore attivo” se rientra in una delle seguenti sei fattispecie (vedi Terra e Vita n. 18/2017):

  1. pagamenti diretti percepiti nell’anno precedente sotto una certa soglia: 5.000 euro per le aziende prevalentemente ubicate in montagna e/o zone svantaggiate; 1.250 euro nelle altre zone;
  2. iscrizione all’Inps, in qualità di coltivatore diretto o imprenditore agricolo professionale (Iap) o colono o mezzadro;
  3. titolari di partita Iva, attivata in campo agricolo prima del 1° agosto 2014; per le “altre zone”, a partire dal 2016, con dichiarazione annuale Iva;
  4. proventi totali ottenuti da attività agricole nell’anno precedente pari ad almeno un terzo dei proventi totali ottenuti nell’anno precedente;
  5. importo annuo dei pagamenti diretti pari ad almeno il 5% dei proventi totali ottenuti da attività non agricole nell’anno precedente;
  6. la sua attività principale o il suo oggetto sociale è l’esercizio di un’attività agricola.

Il lettore percepisce un importo maggiore di 1.250 euro e si presume che la sua azienda sia ubicata in zona non svantaggiata, per cui non rientra nella fattispecie n. 1.

Il lettore è lavoratore dipendente, quindi non rientra nella fattispecie n. 2.

Il lettore è titolare di partita Iva, attivata in campo agricolo prima del 1° agosto 2014, ma non ha presentato la dichiarazione annuale Iva; pertanto, non rientra nella fattispecie n. 3.

Il lettore potrebbe rientrare nella fattispecie n. 5: “l’importo annuo dei pagamenti diretti pari ad almeno il 5% dei proventi totali ottenuti da attività non agricole nell’anno precedente”.

Ad esempio un lavoratore dipendente che nell’anno precedente ha ottenuto pagamenti diretti per 2.000 euro rientra facilmente in questa fattispecie. Infatti per dimostrare che i pagamenti diretti sono pari ad almeno il 5% dei proventi totali ottenuti da attività non agricole, il suo reddito da operaio o da impiegato non deve essere superiore a 40.000 euro.

Il lettore potrebbe rientrare anche nella fattispecie n. 6 “il suo oggetto sociale è l’esercizio di un’attività agricola”, se risulta iscritto alla Camera di Commercio. A tal proposito, la Circolare Agea n. ACIU.2016.121 del 1 marzo 2016 prevede che l’agricoltore è “attivo” se è iscritto alla Cciaa e se è titolare di partita Iva attiva in campo agricolo con codice Ateco agricoltura 01 principale.

Si ricorda che requisito di “agricoltore attivo” va verificato annualmente e deve essere posseduto al momento della presentazione della Domanda Unica di Pagamento.

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