«Serve più responsabilità da parte delle Regioni. Non è possibile che all'ultimo momento, quando si sta per approvare un documento fondamentale come il Pgra spunta qualcuno che chiede qualcosa. Capisco che il pacchetto di fondi (650 milioni l'anno del Feasr ndr) faccia gola, ma la misura è nazionale e tale deve rimanere per garantirne il corretto ed efficiente funzionamento. In questo modo stiamo facendo un danno agli agricoltori, perché poi le assicurazioni non hanno tempo di preparare le offerte in tempo per l'apertura della campagna assicurativa». La sferzata alle Regioni arriva nel corso del Forum Asnacodi dal capo dipartimento del Masaf Giuseppe Blasi dopo la mancata approvazione del Piano di gestione del rischio per il 2026 nel corso dell'ultima riunione tra gli assessori regionali all'Agricoltura nell'ambito della Conferenza Stato-Regioni, il 27 novembre.
«Non riusciamo mai ad approvare il Pgra nei tempi che ci prefiggiamo. Ma siamo noi incapaci o tutti gli interlocutori dovrebbero interfacciarsi tra loro in maniera più costruttiva?» ha chiesto retoricamente Blasi che poi ha auspicato che nelle prossime due riunioni della Conferenza in programma prima di Natale ci possa essere la fumata bianca sul documento che regola le assicurazioni agevolate.
«La gestione del rischio è una materia fortemente divisiva – ha spiegato Blasi –. Il Pgra non è stato approvato per questioni amministrative: abbiamo ricevuto richieste da parte delle Regioni dotate di organismi pagatori propri di gestire i pagamenti a livello regionale. Questo significherebbe abbandonare la politica di gestione del rischio per come la conosciamo. Non possiamo imporre regole diverse per ogni territorio per soddisfare interessi locali quando la misura è nazionale e richiede controlli nazionali – ha argomentato Blasi – salvo poi lamentarsi se il ministero non paga. Bisogna essere consapevoli di quello che si chiede e del ruolo che si svolge – ha concluso il capo dipartimento del Masaf – è una misura troppo importante per il nostro sistema agricolo e deve essere pronta nei tempi giusti».
Nuova Pac: «Proposta Commissione da brividi»
Durante il dibattito, sollecitato dal direttore del Cesar Francesco Martella, Blasi ha commentato anche la proposta di nuova Pac 2028-2034 presentata dalla Commissione europea e già fortemente criticata dalle organizzazioni di categoria. «A noi questa riforma non piace per niente – ha scandito Blasi – non ci piace come è impostata e per i soldi che sono molti meno rispetto al passato». Ma non solo. Blasi ha bocciato senza appello anche l'organizzazione dello strumento proposta dall'esecutivo comunitario, che nelle intenzioni dovrebbe essere più semplice rispetto al passato.
«Chi programma non gestisce – ha sottolineato il capo dipartimento del Masaf – noi già con il sistema di oggi ci confrontiamo tutti i giorni con problemi gestionali enormi. Una programmazione settennale avrà bisogno di moltissimi aggiustamenti e modifiche nel corso degli anni perché le cose cambiano, soprattutto nel settore agricolo e pensare di farle dentro un sistema come quello proposto dalla Commissione ci fa rabbrividire: è improponibile. Ci abbiamo messo quattro anni a mettere a punto la programmazione attuale che ha avuto bisogno poi di aggiustamenti e modifiche interpretative di molte norme e adesso la stravolgono».










