
L’impegno della Regione Puglia nel contrasto a Xylella fastidiosa sottospecie fastidiosa entra in una nuova fase operativa con l’estirpazione obbligatoria dei mandorli marginali o in stato di abbandono situati entro i 400 metri dal perimetro delle aree delimitate.
La misura, attuata tramite l’Agenzia regionale per le attività irrigue e forestali (Arif), si inserisce nel quadro delle misure fitosanitarie di eradicazione e prevenzione del batterio, con l’obiettivo primario di tutelare colture di pregio e comparti produttivi di rilievo economico per l’agricoltura pugliese. Diverse centinaia sono i proprietari censiti dall’Osservatorio fitosanitario per la realizzazione di questa misura di prevenzione.
Mandorlo suscettibile a Xylella fastidiosa subsp. fastidiosa

Le evidenze scientifiche confermano la fondatezza del provvedimento. L’Autorità europea per la sicurezza alimentare (Efsa), nella relazione pubblicata il 3 febbraio 2025, ha inserito il mandorlo tra le specie con la più elevata suscettibilità a Xylella fastidiosa sottospecie fastidiosa e ha evidenziato che le piante ospiti presenti entro 400 metri dai confini delle zone infette sono esposte a un rischio di infezione significativamente superiore rispetto a quelle situate al di fuori di tale fascia.
I dati del monitoraggio rafforzato, effettuato dall’Osservatorio fitosanitario regionale, confermano che il mandorlo è la specie maggiormente infetta in queste aree, con un ruolo chiave nella dinamica di diffusione del patogeno verso colture limitrofe quali vite e olivo. Inoltre, il monitoraggio dei vettori indica una possibile trasmissione primaria da piante esterne ai vigneti – probabilmente mandorli infetti – e secondaria all’interno dei vigneti stessi.
In presenza di mandorli in stato di abbandono negli agri di Triggiano, Bari, Capurso e Noicattaro, la rimozione di queste piante costituite da potenziali serbatoi di infezione è considerata misura cautelativa fondamentale per la tutela fitosanitaria del territorio.
Estirpazione mandorli abbandonati per ridurre il rischio
La decisione della Regione si basa sulla valutazione che l’estirpazione dei mandorli marginali o abbandonati nelle immediate vicinanze delle aree infette contribuisce a ridurre il rischio di diffusione di Xylella e rappresenta una condizione essenziale per progredire verso la revoca delle delimitazioni fitosanitarie, al fine di riattivare attività agricole e commerciali in condizioni di accertata sicurezza sanitaria.
La misura assume un valore strategico in considerazione del peso economico del comparto viticolo regionale. La Puglia è infatti leader nazionale nella produzione di uva da tavola: con oltre 23.000 ettari coltivati, rappresenta circa il 60% della produzione italiana, confermandosi tra i primi poli produttivi in Italia e tra i principali a livello europeo. La tutela di questa filiera è quindi una priorità assoluta per la salvaguardia dell’occupazione, della competitività e dell’identità agricola regionale.
La Regione Puglia precisa, inoltre, che eventuali mandorleti produttivi presenti entro i 400 metri dalle aree infette saranno sottoposti a specifiche attività di monitoraggio, nel rispetto delle disposizioni normative e delle indicazioni tecniche dell’Osservatorio fitosanitario.
Paolicelli: «Tutelare territorio e sistema agricolo»
«L’adozione di queste misure fitosanitarie – dichiara l’assessore all’Agricoltura della Regione Puglia, Francesco Paolicelli – risponde a un preciso dovere istituzionale: tutelare la salute del territorio e la competitività del nostro sistema agricolo. Intervenire con rigore e tempestività sulla rimozione dei serbatoi di infezione è un atto di responsabilità verso i produttori e, in questo caso, verso un comparto, quello dell’uva da tavola, che rappresenta un’eccellenza riconosciuta e un motore economico fondamentale per la Puglia. Non stiamo semplicemente applicando una norma: stiamo difendendo il futuro della nostra agricoltura. Con questa azione proteggiamo il valore delle nostre filiere, la dignità dei produttori e la capacità della Puglia di competere sui mercati nazionali e internazionali».











