L’associazione dei Paesaggi rurali di interesse storico (Pris) lancia il primo concorso che premia iniziative rivolte al ripristino, alla tutela, promozione, valorizzazione, gestione e pianificazione dei paesaggi rurali classificabili come storici (non necessariamente iscritti nel Registro dei paesaggi rurali di interesse storico del Masaf) e delle Pratiche agricole tradizionali, in atto o conclusi da non più di tre anni.
Il premio vuole valorizzare la qualità del paesaggio intesa come valore aggiunto non riproducibile della nostra agricoltura ed è rivolto a quell'ampia parte del territorio rurale italiano caratterizzato da una forte dotazione di risorse paesaggistiche, ambientali, culturali, storiche e produzioni tipiche che sono suscettibili di valorizzazione in forma integrata.
Chi può partecipare
Obiettivo dell'iniziativa è promuovere progetti riguardanti le aree agricole, pastorali e forestali, tenendo in considerazione sia il patrimonio materiale, che quello immateriale. Il bando è trasversale e aperto a enti pubblici, associazioni, enti governativi e no profit, aziende agricole, consorzi, privati cittadini e prevede un riconoscimento economico di duemila euro per il primo classificato e la pubblicazione dei risultati su quotidiani nazionali a diffusione regionale. Una cerimonia pubblica organizzata in Puglia nell'ultimo trimestre 2026 vedrà la presenza dei primi tre classificati al concorso.
«La civiltà agricola è quella che in modo più persistente e pervasivo ha permeato la nostra cultura, oltre che le forme del nostro paesaggio – ha commentato il presidente dell'associazione Pris Mauro Agnoletti –. Tantissimi nostri borghi, centri storici e monumenti devono la loro esistenza alle attività agricole: vale la pena ricordare che il duomo di Firenze è stato costruito con i finanziamenti della corporazione dell'arte della lana, le cui ricchezze venivano dalle greggi che pascolavano in tante parti della Toscana. Allo stesso modo l'Opera del Duomo per secoli ha procurato le enormi quantità di legname per la costruzione della basilica dai boschi del Casentino. Questi sono stati coltivati per secoli modificando i loro caratteri naturali e assumendo caratteristiche culturali. Anche il paesaggio rurale è parte del nostro patrimonio culturale».
Le candidature potranno essere inviate via mail all'indirizzo e-mail: segreteria@associazionepris.it fino alle ore 12 del 30 aprile 2026








