Agrario e alberghiero a braccetto

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Sinergia vincente tra i due indirizzi nell’istituto Vegni di Cortona (Ar) specializzato in viticoltura e olivicoltura. Previsti investimenti importanti per la didattica

Per l’anno scolastico 2026-2027 l’istituto agrario “Vegni-Capezzine” di Cortona, in Toscana, ha registrato un aumento del 38% delle iscrizioni al primo anno rispetto a quello che sta per terminare. Da settembre le matricole saranno 110 e permetteranno di attivare una terza sezione. Un ottimo inizio per la dirigente scolastica Iasmina Santini arrivata alla guida della scuola nel 2024.
Fondato nel 1886, il Vegni sta vivendo una fase innovativa «che sta dando una scossa al paradigma di riferimento degli agrari – spiega la preside – sempre più poli tecnologici a qualificata specializzazione in ambito agroalimentare».

Come è strutturato l’Istituto?

«Abbiamo 11 classi del tecnico agrario, con le articolazioni di viticoltura ed enologia e di ambiente e territorio, e 4 del corso professionale per l’agricoltura: gli studenti sono 450, di cui oltre 50 usufruiscono del convitto interno».

Ci dica dell’azienda agricola.

«È costituita da 126 ettari, parte di un lascito più significativo dell’ingegner Angelo Vegni, così come i diversi plessi che ricadono nell’area del parco monumentale. Fiore all’occhiello sono i 26 ettari di vigneti, dalle cui uve produciamo i vini della Doc Cortona, tra cui il Syrah del cui Consorzio stiamo fondatori: 10-12 le etichette che escono ogni anno dalla nostra cantina. Significativa anche la produzione di olio ricavato dagli 11 ettari di oliveto, nonché la presenza di due ettari di noccioleto sperimentale, condotto con le più avanzate tecnologie, che ci qualifica come una delle cinque demo farm della multinazionale Ferrero. Chiude il quadro l’unico impianto di piante tartufigene della Toscana e l’orto didattico del Professionale, che rifornisce il ristorante didattico gestito dall’Alberghiero e dal quale vengono ricavati anche prodotti per la cosmesi».

Nuovi investimenti in vista?

«Innanzitutto, ci siamo aggiudicati i 750mila euro del bando “Campus” del Ministero dell’istruzione, importo a cui vanno aggiunti fondi per altri 250mila euro per dotazioni laboratoriali. Andremo a realizzare un nuovo vigneto sperimentale in collaborazione con il Crea incentrato sullo studio della biodiversità locale, un laboratorio per la coltivazione in serra ad atmosfera controllata, un allevamento di cavalli, un oliveto sub-intensivo con varietà autoctone e anche un pollaio. Previsto l’acquisto di nuovi droni con camere multispettrali, dispositivi HiveTech per l’apicoltura, Rtk e W.A.Y. per la guida dei mezzi per un totale di 16 laboratori innovativi».

Avete attivato il percorso 4+2?

«Non sono state raccolte sufficienti adesioni per attivare quello dell’agrario, mentre è partito nell’alberghiero, che convive nel Vegni insieme a un indirizzo Informatico».

Come valuta la “simbiosi” tra gli indirizzi?

«Ritengo che sia assolutamente positiva quella tra Agrario e Alberghiero, tanto più in una regione come la Toscana. Sono convinta che saremo in grado di integrare sempre più anche la dimensione informatica, che è ormai trasversale».

Quali sono i principali rapporti “in uscita”?

«Abbiamo relazioni solide con gli atenei di Siena, Perugia e Firenze, con i quali stiamo mettendo a punto un progetto sperimentale. Inoltre, siamo organici con il sistema dell’Its e stiamo progettando due corsi di specializzazione sulla trasformazione dei prodotti agricoli a valere sulle risorse Ifts».

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