Regione Puglia e Università di Bari (Dbba - Dipartimento di bioscienze, biotecnologie e ambiente) hanno sottoscritto un accordo per le attività di monitoraggio e gestione del parrocchetto monaco (“pappagallo” Miyopsitta monachus) con l’approvazione delle “Prime linee di indirizzo per la gestione, il controllo e la rimozione dei nidi sul territorio della Regione Puglia”.
Parrocchetto monaco, specie aliena invasiva

Il parrocchetto monaco è una specie aliena invasiva originaria della parte sud-orientale dell’America meridionale (Argentina, Bolivia, Brasile, Paraguay e Uruguay), dove viene cacciato come uccello dannoso alle coltivazioni.
È un agile e affusolato pappagallo dalla taglia di circa 29 cm e dalla colorazione generale verde chiara, con fronte, guance e petto grigio chiaro, ventre giallognolo sfumato in verde; remiganti e timoniere blu.
Prende di mira soprattutto i frutteti, facendo strage dei germogli e dei primi frutti in formazione e nella fase più delicata del loro sviluppo. Sono ghiotti di mandorle, fichi e ciliegie, ma possono essere una seria minaccia anche per altre produzioni come pesche, albicocche, uva da tavola.
Un’invasione iniziata 20 anni fa

L’invasione di questi uccelli è iniziata a Molfetta (Ba) oltre 20 anni fa, poi però i pappagallini verdi si sono moltiplicati, arrivando a far pesare la propria presenza anche nei territori di Bisceglie, Bitonto, Giovinazzo, Palese, Palo del Colle, Ruvo di Puglia, Terlizzi e in gran parte di altri comuni dell’Area metropolitana di Bari fino ad arrivare sull’Alta Murgia, andando a insidiare il paesaggio rurale e danneggiando le colture arboree e soprattutto frutticole.
I cambiamenti climatici potrebbero aver favorito il rapido ambientamento di una specie abituata a climi più caldi e umidi.
Solitamente, questi uccelli per cibarsi vanno alla ricerca di frutta fresca o morbida di stagione, ma le preoccupazioni degli agricoltori riguardano anche le attrezzature agricole, come gli impianti di irrigazione che vengono danneggiati dai volatili per abbeverarsi.
Linee di indirizzo operative
L’importanza del provvedimento varato dalla Regione Puglia consiste nella messa a punto delle linee di indirizzo operative per la gestione delle popolazioni di parrocchetto monaco in Puglia, con specifico riferimento alla rimozione dei nidi in condizioni di criticità. Tali linee guida, elaborate in collaborazione con il Dbba dell'Università di Bari, definiscono
- i protocolli di intervento,
- i criteri di selettività per la tutela della biodiversità autoctona
- e le modalità di smaltimento del materiale rimosso secondo la normativa sanitaria vigente.
Inoltre definiscono anche la formazione specifica destinata a cacciatori abilitati e proprietari di fondi privati per un’attività destinata a diminuire il numero dei parrocchetti, ormai esorbitante e tale da mettere a rischio anche la sopravvivenza di altre specie e da altera gli equilibri degli ecosistemi.
Cia Puglia: «Provvedimento affronta problema enorme»
Sul provvedimento della Regione Puglia è intervenuto il presidente di Cia Puglia, Gennaro Sicolo, esprimendo il proprio plauso all’assessore all’Agricoltura Francesco Paolicelli e all’Università di Bari.
«Questo provvedimento affronta un problema enorme: la proliferazione senza controllo di una specie che, negli ultimi tempi, sta causando danni enormi alle colture agricole, distrutte dalla loro voracità e da un numero di esemplari cresciuto in maniera esponenziale. È necessario ripristinare una situazione di equilibrio ambientale che da molti anni non c’è più».












