Ortofrutta, la filiera cooperativa riduce del 34% i trasporti e aumenta l’efficienza

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Presentati a Bologna i risultati del progetto tra Coop Alleanza 3.0 e Apofruit. Meno viaggi, maggiore saturazione dei mezzi e benefici economici redistribuiti tra consumatori e produttori

Ridurre i passaggi logistici lungo la filiera ortofrutticola può tradursi in minori costi, maggiore efficienza e una migliore distribuzione del valore tra produzione e consumo. È quanto emerge dai risultati del progetto "Dal produttore al consumatore. Il modello cooperativo per una filiera integrata", presentati a Bologna nel corso di un'iniziativa promossa da Legacoop Emilia-Romagna.

La sperimentazione, realizzata durante la campagna invernale 2025-2026, ha coinvolto il 95% dei volumi ortofrutticoli movimentati tra Coop Alleanza 3.0 e Apofruit. Secondo i dati illustrati, il nuovo modello organizzativo ha consentito di ridurre del 34% il numero di ordini e i viaggi dei mezzi di trasporto, migliorando al contempo il livello di riempimento delle pedane (+9%) e la saturazione dei camion.

L'ottimizzazione dei flussi logistici ha inoltre permesso di anticipare di un giorno i tempi di consegna e di registrare un aumento del 10% dei volumi ordinati. I vantaggi economici ottenuti sono stati trasferiti sia ai consumatori, attraverso una riduzione dei prezzi finali, sia ai produttori coinvolti nella filiera.

La presentazione del progetto "Dal produttore al consumatore. Il modello cooperativo per una filiera integrata"

Dalla logistica all'integrazione di filiera

Il progetto ha coinvolto diversi soggetti del sistema cooperativo agroalimentare: Coop Italia e Coop Alleanza 3.0 per la distribuzione, Apofruit, Agribologna, Terremerse e Codma per la produzione, oltre a Fruttagel per la trasformazione. L'iniziativa è stata supportata da Coopfond e Legacoop Agroalimentare, con il coordinamento tecnico di Scs Consulting.

«Con questo progetto – dichiara Daniele Montroni, presidente di Legacoop Emilia-Romagna passiamo dall’analisi della logistica alla costruzione di una filiera integrata, dove produzione, logistica, trasformazione e distribuzione ragionano come un’unica azienda. Le cooperative sono presenti lungo tutta la filiera e il principio del cooperare tra cooperative ha agevolato la gestione come se fosse un’unica azienda.  Per la cooperazione, la convenienza non può essere disgiunta dalla qualità del lavoro e dalla salvaguardia dei territori: i risultati di oggi sull’ortofrutta tracciano una rotta che dovrà estendersi progressivamente a tutte le nostre eccellenze agroalimentari».

Secondo il presidente di Legacoop Nazionale, Simone Gamberini, il progetto rappresenta un esempio concreto di collaborazione tra i diversi anelli della catena del valore. «Stimolare queste sinergie significa distribuire meglio il valore aggiunto lungo la filiera, rafforzare tutti gli attori coinvolti e generare maggiore sostenibilità e vantaggi economici per soci e consumatori».

Daniele Montroni, presidente di Legacoop Emilia-Romagna

Nuovi prodotti in arrivo

L'integrazione tra i diversi soggetti cooperativi non si è limitata agli aspetti logistici. Il tavolo di coordinamento ha infatti portato anche allo sviluppo di nuove referenze commerciali.

Dopo il lancio dell'avocado italiano e della mela Regal You, da giugno 2026 entreranno nella rete vendita i nuovi pomodori di filiera. In autunno sono inoltre previsti i primi test dedicati all'insalata baby romana.

«I risultati ottenuti in questi anni dimostrano che una visione cooperativa della filiera può generare benefici per tutti gli anelli coinvolti», ha osservato il presidente di Legacoop Agroalimentare, Cristian Maretti.

Per Maura Latini, presidente di Coop Italia, l'esperienza evidenzia come sia possibile «generare efficienza e ridurre le frammentazioni ancora presenti nella filiera ortofrutticola, mettendo al centro il consumatore e garantendo risposte che non comportino ulteriori aggravi economici».

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