Bruxelles prova a riaprire il negoziato con gli Stati Uniti per alleggerire il peso dei dazi sulle esportazioni europee, a partire dai prodotti agroalimentari. La Commissione europea ha infatti trasmesso a Washington una nuova lista di beni per i quali chiede l'esenzione dal dazio del 15% previsto dall'accordo commerciale raggiunto tra Ue e Usa nell'estate del 2025.
Secondo quanto anticipato da Euractiv, tra i prodotti indicati figurano vino, formaggi, olio d'oliva, pasta e liquori, insieme ad altri beni industriali come robot, tessuti, calzature, ceramiche e prodotti medicali.
Richiesta di reciprocità
La richiesta si basa sul fatto che l'Unione europea ha già applicato gli impegni assunti con l'accordo, eliminando dal 1° luglio i dazi su centinaia di prodotti industriali e agroalimentari provenienti dagli Stati Uniti. Bruxelles chiede ora reciprocità, con il ritorno alle aliquote tariffarie ordinarie per una serie di esportazioni europee considerate strategiche.
L'intesa di Turnberry, tuttavia, non aveva previsto esenzioni generalizzate per numerosi prodotti agroalimentari. Vino, alcolici e formaggi sono infatti rimasti soggetti al dazio del 15%, nonostante le ripetute richieste della Commissione. Già nel novembre 2025 Bruxelles aveva ampliato l'elenco dei prodotti da escludere, includendo anche pasta, olio d'oliva, liquori, tessuti, calzature, ceramiche e robot industriali.
Restano invece già esentati dai dazi alcuni comparti industriali, tra cui aeromobili e componentistica, farmaci generici e apparecchiature per la produzione di semiconduttori.
Ottimismo sui negoziati
La Commissione ha confermato ufficialmente l'esistenza della lista. Il portavoce Olof Gill ha spiegato che Bruxelles ha condiviso con gli Stati Uniti «un'ampia lista di prodotti di esportazione dell'Ue per cui riteniamo possibili riduzioni tariffarie» e che il confronto è tuttora in corso.
Secondo Gill, entrambe le parti hanno rispettato gli impegni assunti sulla riduzione dei dazi e ora possono lavorare per individuare ulteriori settori nei quali ridurre o eliminare le tariffe, a beneficio di esportatori e consumatori. Il portavoce ha parlato di una fase positiva dei negoziati, caratterizzata da contatti costanti e da una comune volontà politica di trovare un'intesa.












