Metis, obiettivo 2026 fissato a 4.200 tonnellate

    metis
    Per la campagna in corso di questa susina premium è attesa una produzione in crescita. Il progetto punta su differenziazione e continuità dell’offerta

    È attesa superiore alle 4.200 tonnellate la produzione italiana di Metis per la campagna 2026, il progetto varietale nato dall’incrocio naturale tra susina e albicocca e sviluppato in Italia da Granfrutta Zani in collaborazione con Star Fruits. La filiera italiana conta oggi circa 250 ettari coltivati e una sessantina di produttori soci, con una presenza commerciale che si estende da giugno a dicembre grazie a cinque segmenti varietali – Oxy, Sunset, Safari, Dark e Sunny – e alla disponibilità di produzioni provenienti anche dagli areali del Sud Italia.

    I numeri e le strategie per la nuova campagna sono stati presentati nel corso di «Colazione da Metis», iniziativa organizzata presso Granfrutta Zani, in provincia di Ravenna, che ha consentito di seguire le diverse fasi della filiera, dalla produzione in campo al confezionamento.

    Il progetto italiano è partito nel 2010, quando Granfrutta Zani ha scelto di investire in una categoria allora ancora emergente, diventando successivamente distributore autorizzato del marchio sul mercato nazionale. A livello europeo il coordinamento è di Star Fruits e coinvolge produttori e operatori di Francia e Spagna, oltre che italiani. La base genetica deriva da un programma di miglioramento sviluppato da BQ Genetics in California e proseguito con un lavoro di selezione e sviluppo varietale rivolto a ottenere frutti con caratteristiche organolettiche e qualitative definite.

    Da sinistra: Giulia, Elisa e Antonio Zani

    Per la produzione, il progetto si basa su un disciplinare che stabilisce parametri relativi, tra gli altri aspetti, a contenuto zuccherino, consistenza, calibro e succosità. La raccolta e la selezione vengono effettuate manualmente e sottoposte a controlli tecnici prima dell'immissione sul mercato. L'obiettivo è mantenere standard qualitativi omogenei nelle diverse fasi della campagna.

    La campagna 2025, secondo una nota aziendale, si è chiusa con una crescita delle vendite a doppia cifra, nonostante una riduzione dei volumi produttivi legata alle condizioni climatiche. Il mercato italiano ha assorbito circa il 65% delle quantità commercializzate, mentre la quota restante è stata destinata soprattutto a Germania, Norvegia e Gran Bretagna.

    La campagna 2026 sarà inoltre accompagnata da una nuova identità visiva e da un packaging rinnovato, con l'obiettivo di rendere il prodotto più riconoscibile sul punto vendita.

    LASCIA UN COMMENTO

    Per favore inserisci il tuo commento
    Per favore inserisci il tuo nome