La Regione Piemonte ha avviato le procedure per richiedere il riconoscimento dello stato di calamità naturale a causa della grave siccità che, da mesi, sta colpendo vaste aree del territorio piemontese e del Nord Italia. La decisione è stata annunciata al termine di una serie di incontri tra il presidente della Regione, Alberto Cirio, l'assessore all'Agricoltura, Paolo Bongioanni, e i rappresentanti del Ministero dell'Agricoltura, con l'obiettivo di individuare interventi rapidi a sostegno delle aziende agricole.
L'emergenza è legata alla quasi totale assenza di precipitazioni registrata negli ultimi mesi, una situazione che sta mettendo in difficoltà numerose coltivazioni e che rischia di avere pesanti ripercussioni economiche sull'intero comparto agroalimentare regionale. A lanciare l'allarme sono state anche le principali organizzazioni professionali agricole – Coldiretti, Confagricoltura e Cia – che hanno segnalato danni crescenti alle produzioni e un forte stress idrico in molte aree agricole.
Il riso è tra le colture più colpite
Particolarmente critica appare la situazione del settore risicolo, uno dei comparti simbolo dell'agricoltura piemontese. La carenza d'acqua arriva infatti in una fase decisiva del ciclo produttivo del riso, compromettendo le rese e alimentando le preoccupazioni degli operatori. Difficoltà si registrano anche per le colture stagionali, che risentono delle elevate temperature e della mancanza di precipitazioni.
La richiesta dello stato di calamità naturale consentirebbe di attivare strumenti straordinari di sostegno economico e misure di emergenza per le imprese agricole colpite. Nelle prossime settimane la Regione Piemonte continuerà il confronto con il Governo per definire gli interventi necessari e accelerare le procedure amministrative.








