Tecnologie innovative, dalla teoria al campo

Cristiano Tartari (Syngenta): «L’agricoltura di precisione non è più un concetto astratto, ma uno strumento operativo, accessibile e misurabile»

La tecnologia digitale sta cambiando concretamente le decisioni degli agricoltori italiani in campo. Dai primi esempi di guida assistita e poi automatica sui trattori e sulle macchine da raccolta, di strada ne è stata fatta tanta e oggi agricoltura di precisione significa gestire mappe di prescrizione e applicare sistemi a rateo variabile di semine, concimazione e trattamenti.

Ne parliamo con Cristiano Tartari, Seeds Business Unit Head South Europe di Syngenta, da sempre riconosciuta come uno dei leader globali a livello di offerta sementiera (ibridi ad alto valore genetico progettati per garantire rese elevate e resilienza agli stress climatici), ma oggi in primo piano anche per la piattaforma digitale che mette a disposizione degli agricoltori.

Cristiano Tartari

«I numeri oggi ci dicono che l’agricoltura di precisione diventerà fondamentale – spiega Tartari – anche in funzione delle indicazioni che arrivano dalla nuova Pac, dalla Unione europea ecc. E aggiungo che si parla sempre più di agricoltura rigenerativa, legata a doppio filo con quella che è l’agricoltura digitale. Per arrivare a questo è necessario avere la conoscenza e la conoscenza la possono fornire solo i dati, grazie al binomio tra agricoltura di precisione e intelligenza artificiale».

Qual è l’offerta attuale di Syngenta in ambito digitale?

«La nostra offerta si sviluppa attorno a Cropwise, la piattaforma digitale che porta l’intelligenza artificiale e i dati satellitari direttamente nelle mani di chi lavora la terra. Dalla scelta dell’ibrido più adatto alle condizioni specifiche di ogni parcella, alla gestione della variabilità del suolo, fino al piano di concimazione a rateo variabile: l’agricoltura di precisione smette di essere un concetto astratto e diventa uno strumento operativo, accessibile, misurabile. È una storia che unisce genetica e digitale, innovazione e concretezza, con numeri reali e casi d’uso già attivi sul territorio italiano. Con Cropwise, ci tengo a sottolinearlo, non andiamo a sostituirci né all’agricoltore né agli agronomi, diamo solo una base per poter prendere le decisioni migliori sulla base di dati».

Facciamo un passo indietro e parliamo di sementi, il core business di Syngenta.

«Syngenta è impegnata soprattutto nelle colture industriali, per cui le colture principali per noi continuano a essere mais, con il quale stiamo via via crescendo anche in ambito nazionale (abbiamo una posizione di rilievo all’interno del segmento del trinciato), girasole (dove siamo leader di mercato in Europa e in Italia), soia, sorgo e orzo (dove proponiamo anche un orzo ibrido chiamato Hyvido, anch’esso utilizzato nel segmento trinciato grazie ad alcune sue caratteristiche particolari)».

Dunque, oltre ai prodotti, Syngenta offre anche servizi per l’agricoltore: è qui che si inserisce la piattaforma Cropwise?

«Esatto. I nostri servizi digitali vengono inglobati nella piattaforma Cropwise, un’unica piattaforma digitale che integra diverse soluzioni e servizi a sostegno dell’agricoltura, interconnessi tra di loro. Il tutto con l’obiettivo di consentire ai professionisti del mondo agricolo di disporre di un kit unico che raccolga i migliori strumenti, da utilizzare in maniera efficace ottimizzando gli investimenti, di aumentare l’efficienza delle attività compiute ogni giorno, tramite un’ottimale gestione delle diverse operazioni di campo (semina, nutrizione, difesa), e di sfruttare la potenza dei dati, al fine di prendere decisioni sempre più smart tramite operazioni interconnesse, durante tutte le fasi colturali.

All’interno di Cropwise forniamo diverse tipologie di aiuti: Seed selector, Planting, Nutrition, Protector (non ancora disponibile in Italia) ed Explorer. Seed selector, per esempio, è legato agli ibridi di mais e, grazie anche all’elaborazione degli innumerevoli dati che abbiamo inserito attraverso le nostre prove, aiuta l’agricoltore nella scelta dell’ibrido in funzione dei vari tipi di terreni, campi, destinazione d’uso ecc., quindi dà indicazioni più dettagliate e non si limita all’investimento ideale.

Evoluzione del Seed selector è il Cropwise Planting. È quello che poi fornisce tutte le indicazioni per realizzare una semina a rateo variabile, perché nasce dalle informazioni che sono legate a uno specifico campo e dà consigli su come sostenere un certo tipo di investimento. Questo si lega a sua volta al Cropwise Nutrition, per avere in questo caso non solo la giusta densità di investimento delle piante, ma anche l’indicazione precisa di come nutrire nel modo corretto le piante stesse in funzione della fertilità del suolo e non solo. Diciamo che andiamo a integrare informazioni molto importanti.

Infine, per dare un qualcosa di concreto a tutto questo proponiamo Cropwise Explorer, un’altra piattaforma dove praticamente ci avvaliamo del satellite Sentinel per avere le immagini dei diversi campi e in più forniamo indicazioni attraverso l’indice di vegetazione Ndvi. L’ultima generazione si chiama InterraScan: si tratta di un sistema di mappatura del suolo che lavora con un grado di precisione straordinario (fino a ventisette diversi strati), per cui fornisce molte più informazioni rispetto alla mera analisi del suolo che si faceva una volta. A me piace definirla analisi del suolo 4.0».

Come operate nel concreto?

«Per fare un esempio pratico, quest’anno andremo a mappare circa cinquantamila ettari di mais in modo da fornire ai nostri clienti indicazioni circa le priorità di intervento in funzione delle analisi che ricaveremo. Crediamo che questo oggi, date le condizioni estreme in cui ci troviamo a operare, sia particolarmente utile. Non bisogna più ragionare in base a “io ho sempre condotto i miei campi così”, per questo vogliamo dare ai nostri clienti informazioni dettagliate su dove andare a investire meglio le loro risorse e su quali sono le priorità di intervento, proprio al fine di ottenere i migliori risultati.

Ogni due giorni inviamo ai clienti un variability report, ovvero una relazione basata su queste informazioni (satellite + Ndvi) che, unite all’intelligenza artificiale, consentono di consigliare dov’è prioritario l’intervento. La sola massa di dati sarebbe di difficile interpretazione senza il supporto dell’intelligenza artificiale, che ti “traduce” questi dati e ti indica le priorità di intervento».

L’ agricoltore riesce a gestirsi da solo o serve il vostro supporto (o di un agronomo)?

«Possiamo dire che è una via di mezzo. Noi ovviamente diamo, e ci tengo a dirlo, gratuitamente questo servizio aggiuntivo al nostro cliente, con tutta la nostra rete di tecnici qualificati a disposizione per supportarlo al meglio e in modo tempestivo. Prendiamo l’esempio dell’irrigazione: le temperature così elevate che si registrano sempre più spesso nel momento della fioritura del mais, quindi in un momento chiave per garantire poi la produzione finale, fanno sì che sia determinante capire in quale campo o in quale serie di campi è necessario intervenire. Senza considerare che non è più necessario andare di persona a visitare tutti i campi».

Quanti clienti in Italia utilizzano attualmente questa vostra piattaforma?

«Attualmente sono più di 350, ma vogliamo davvero incrementare questi numeri in modo esponenziale, perché i nostri clienti sono migliaia, non centinaia. E sempre di più stanno capendo l’importanza dell’utilizzo di questa tipologia di strumenti. Attraverso il variability report, infatti, in cui sono riportati dati sia storici sia riferiti al momento attuale, puoi dare risposte alle esigenze immediate, ma allo stesso tempo fare delle valutazioni storiche. Ed è quella la base per l’agricoltura digitale, per tutto quello che si andrà a costruire e per l’utilizzo delle altre piattaforme».

Oltre alla semina e alla concimazione, state lavorando anche sulla difesa delle colture e quindi sui trattamenti a rateo variabile?

«Sì, la nostra divisione Crop Protection è fortemente impegnata su questo fronte. L’adeguamento alle nuove direttive europee e la gestione mirata di infestanti e patologie sono oggi priorità assolute per il settore. Tuttavia, quando parliamo di difesa di precisione, dobbiamo fare una distinzione importante rispetto alla semina o alla nutrizione: l’applicazione del rateo variabile richiede molta più cautela. Per ragioni normative e di sicurezza, ogni intervento fitosanitario deve rispettare rigorosamente le condizioni e le dosi d’uso autorizzate in etichetta. Di conseguenza, non è possibile modulare liberamente la dose di un agrofarmaco campo per campo come si farebbe, ad esempio, con la concimazione azotata.

È proprio per rispondere a questo limite che, con la piattaforma Cropwise, abbiamo scelto di concentrarci sulla componente decisionale della difesa di precisione. Utilizziamo i dati e il digitale per stabilire con esattezza scientifica dove, quando e se sia necessario intervenire. Crediamo che questa capacità di targettizzare l’intervento sia l’aspetto a maggior valore aggiunto per l’agricoltore. Si tratta di un approccio che non solo risponde perfettamente ai requisiti di difesa integrata previsti dal Pan (Piano di Azione Nazionale), ma che guida concretamente l’evoluzione dell’agricoltura di precisione in Italia verso una reale sostenibilità economica e ambientale».

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