Spighe Verdi ai territori virtuosi e sostenibili

spighe verdi
Claudio Mazza e Mario Guidi
Iniziativa di Fee e Confagricoltura è un'evoluzione rurale delle “Bandiera Blu”, i riconoscimenti assegnati ogni estate alle migliori località balneari

Dal mare alla campagna, per disegnare lungo la nostra Penisola una mappa ideale dei comuni e dei territori più virtuosi e “sostenibili”. È questo il senso del progetto “Spighe Verdi”, evoluzione rurale delle “Bandiera Blu”, i riconoscimenti assegnati ogni estate alle migliori località balneari.

È stata ideata dalla Foundation for Environmental education (Fee) Italia e da Confagricoltura. La prima metterà a disposizione l’esperienza nella gestione del programma “Bandiera Blu”, la seconda i principi e i casi di successo del progetto Eco-Cloud, la rete che mette a sistema le aziende agricole capaci di conciliare produttività e tutela dell’ambiente. Lo scopo è favorire lo sviluppo sostenibile del territorio e dei comuni rurali, con particolare riguardo alle aree interne del Paese.

«La nostra definizione – spiega il presidente della Fee Italia, Claudio Mazza – è piuttosto semplice: un processo di crescita economica del territorio che non impoverisca l’ambiente, ma lo valorizzi. Per questo abbiamo scelto come partner Confagricoltura: è un’organizzazione capillare, ma è anche una realtà molto concreta». Quali saranno i criteri per assegnare le “Spighe”? «Un gruppo di lavoro sta impostando gli indicatori da prendere in esame. Con Bandiera Blu il processo di selezione è certificato secondo il sistema di Gestione Qualità Uni En Iso 9001-2008». La base di partenza dovrebbe essere più o meno la medesima e considererà elementi come raccolta differenziata, spazi verdi, efficienza energetica, qualità dell’acqua, servizi, ma anche valorizzazione dei centri storici e della cultura, educazione ambientale. Il target non è definito una volta per tutte: la Bandiera o la Spiga vanno meritate ogni anno.

«La differenza principale rispetto alle Bandiere Blu è che si tratta di territori che hanno uno sviluppo non stagionale. L’analisi da fare è dunque più ampia» e coinvolge in prima persona l’attività agricola. La previsione è comunque di partire con le prime “Spighe” – se ne prevedono una ventina – già la prossima primavera, in modo da avviare un processo virtuoso sul territorio, possibilmente da esportare all’estero.

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