Pac 2028-2034, meno vincoli sui fondi in cambio del sì al Mercosur

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La Commissione ha proposto a Parlamento e Consiglio di rendere subito disponibili due terzi dei 67 miliardi del fondo di revisione che solitamente viene utilizzato a metà del ciclo di bilancio

L’agricoltura torna al centro dell’agenda europea. Non per un ripensamento ideologico, ma per necessità politica. A Bruxelles la Pac diventa il perno su cui tenere insieme consenso sociale, stabilità economica e partite geopolitiche sempre più complesse.

La mossa della presidente della Commissione europea Ursula von der Leyen sul futuro bilancio agricolo segna un cambio di passo netto: anticipare risorse, aumentare la flessibilità e rimettere gli agricoltori al centro del quadro finanziario 2028-2034. Un segnale forte, arrivato in un momento tutt’altro che casuale, mentre l’Unione prova a chiudere il dossier Mercosur e a contenere nuove tensioni commerciali internazionali.

Con una lettera inviata il 6 gennaio ai presidenti del Parlamento europeo e del Consiglio, la Commissione apre alla possibilità di rendere disponibili fino a 45 miliardi di euro per la Pac già dal 1° gennaio 2028, senza attendere la revisione di metà periodo del bilancio prevista nel 2031. Non è solo una questione tecnica. È una scelta politica.

Bilancio Ue: come funziona l’anticipo da 45 miliardi

Il Quadro finanziario pluriennale dura sette anni e include un fondo di revisione di metà percorso, pari a circa 67 miliardi di euro, che normalmente viene utilizzato solo a metà del ciclo di bilancio.

La proposta della Commissione consente agli Stati membri di utilizzare subito due terzi di quel fondo, pari a 45 miliardi di euro, a patto che vengano destinati all’agricoltura e agli agricoltori.

Non si tratta di nuovi fondi né di contributi aggiuntivi nazionali: sono risorse già previste, ma anticipate nel tempo. Per gli agricoltori, significa liquidità prima. Per Bruxelles, significa rafforzare la Pac senza riaprire formalmente il negoziato sulle cifre complessive.

Sviluppo rurale e crisi: più margini di manovra

L’anticipo dei 45 miliardi non è l’unica novità. Il pacchetto proposto dalla Commissione include:

  • 48,7 miliardi di euro di risorse per lo sviluppo rurale esplicitamente apribili alle misure agricole, superando l’impostazione iniziale che escludeva gli agricoltori;
  • 6,3 miliardi di euro per il fondo di crisi agricola;
  • maggiore possibilità di utilizzare la flessibilità dei National and Regional Partnership Plans (NRPP) in caso di emergenze climatiche, sanitarie o di mercato.

Nel complesso, se gli Stati membri decidessero di utilizzare pienamente queste opzioni, il bilancio Pac potrebbe arrivare a circa 400 miliardi di euro in euro correnti, 13 miliardi in più rispetto all’attuale Pac. Sarebbe la prima crescita reale dopo anni di contrazione, anche se legata alle scelte nazionali.

Il nodo del 10%: più libertà agli Stati membri

Uno dei punti più controversi del dibattito estivo sul bilancio europeo riguardava il trasferimento di risorse agricole in un fondo unico nazionale, senza vincolo specifico per l’agricoltura. Una soluzione che aveva acceso le proteste del mondo agricolo.

Ora la Commissione cambia impostazione. Il vincolo del 10% dei piani nazionali potrà essere utilizzato anche per pagamenti agli agricoltori, investimenti aziendali e sviluppo rurale agricolo, non più solo per infrastrutture o interventi territoriali generici.

Una maggiore libertà che viene letta come un tentativo di ricucire il rapporto con il settore primario e restituire centralità alle scelte agricole.

L’agricoltura al centro di una partita geopolitica

Non è un caso se, a poche ore dalla lettera della presidente della Commissione europea, i ministri dell’Agricoltura dell’Ue sono stati convocati a Bruxelles per una riunione straordinaria ad alto livello, con la partecipazione dei commissari Šefčovič (Commercio), Várhelyi (Salute e benessere animale) e Hansen (Agricoltura).

Formalmente, l’incontro aveva l’obiettivo di “fare il punto” sullo stato del settore agricolo. In realtà, si è trattato di un vertice geopolitico: sul tavolo non c’erano solo numeri e bilanci, ma decisioni che incidono direttamente sulla capacità dell’Ue di reggere la competizione globale.

Tre le priorità principali: il rischio di una nuova escalation commerciale con gli Stati Uniti di Donald Trump, la necessità di rafforzare i rapporti con l’America Latina e l’urgenza di chiudere l’accordo Mercosur prima che la pressione dei farmer europei torni a esplodere nelle piazze.

Nei documenti ufficiali della Commissione, l’agricoltura viene definita “cruciale per la sovranità europea”. Un cambio di paradigma evidente: il settore primario non è più soltanto politica redistributiva, ma una vera e propria infrastruttura strategica dell’Unione, con un ruolo chiave nella sicurezza e nella competitività globale dell’Europa.

Fertilizzanti e Cbam: il punto più critico

Tra i temi più sensibili emersi nel confronto c’è quello dei fertilizzanti. L’entrata in vigore del Carbon Border Adjustment Mechanism (Cbam) ha riacceso le preoccupazioni di governi e organizzazioni agricole.

I prezzi restano elevati – circa il 60% in più rispetto al 2020 – e la dipendenza dalle importazioni espone l’agricoltura europea a nuove vulnerabilità.

La Commissione promette correttivi: eccezioni al Cbam, riduzioni tariffarie temporanee, un Piano fertilizzanti europeo nei prossimi mesi. Ma la percezione diffusa nel settore è che le risposte arrivino sempre dopo l’emergenza, non prima.

Mercosur: equilibri ancora fragili

Sul fronte commerciale, l’unità europea resta fragile. La Francia mantiene una posizione critica, soprattutto per l’impatto su settori sensibili come carne bovina, pollame, zucchero, etanolo e miele, e chiede maggiori garanzie su reciprocità degli standard e controlli alle frontiere.

L’Italia appare più dialogante. Il rafforzamento – almeno potenziale – della Pac sembra aver contribuito a un atteggiamento più pragmatico, che potrebbe risultare decisivo nei prossimi passaggi politici a Bruxelles.

In sintesi

  • Più risorse subito, ma senza nuovi stanziamenti
  • Maggiore flessibilità per Stati membri e agricoltori
  • Pac sempre più legata alle scelte geopolitiche dell’Ue

La Commissione gioca su due piani: tecnica di bilancio e strategia politica. Anticipare risorse non significa automaticamente rafforzare la Pac, ma cambia i tempi e il peso politico dell’agricoltura nei negoziati europei.

La vera partita si giocherà ora: nelle scelte degli Stati membri, nei testi giuridici e nella capacità di evitare che la Pac diventi solo una compensazione ex post di decisioni prese altrove. Perché senza un’agricoltura economicamente solida, l’Europa perde non solo competitività, ma sovranità. E su questo, ormai, anche a Bruxelles il messaggio sembra essere chiaro.

Pac 2028-2034, meno vincoli sui fondi in cambio del sì al Mercosur - Ultima modifica: 2026-01-09T11:49:14+01:00 da Simone Martarello

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