Sicurezza alimentare, commercio e Pac: agricoltura europea sotto pressione geopolitica

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Da Bruxelles segnali forti: il cibo entra nel perimetro della sicurezza, mentre la Pac post-2027, le pratiche sleali e le tensioni commerciali ridisegnano il campo di gioco per gli agricoltori europei

A Bruxelles il lessico è cambiato. Non si parla più soltanto di redditi agricoli, sostenibilità o competitività, ma di sicurezza. Sicurezza alimentare come pilastro geopolitico, vulnerabile alle crisi, alle guerre ibride e alle fratture del commercio globale. È il filo rosso che attraversa le ultime settimane europee, mentre i dossier agricoli più caldi si intrecciano con difesa, energia e relazioni internazionali. Un cambio di paradigma che chiama in causa direttamente il ruolo degli agricoltori e delle politiche Ue.

Sicurezza alimentare nel mirino delle guerre ibride

Il messaggio più netto arriva dal commissario all’Agricoltura Christophe Hansen, intervenuto alla Conferenza sulla sicurezza di Monaco: il cibo è diventato un’arma strategica. Le esportazioni di grano, i fertilizzanti e le infrastrutture agricole sono ormai strumenti di pressione geopolitica, come dimostra il conflitto in Ucraina e la gestione dei flussi dal Mar Nero.

Secondo la Commissione, l’Ue ha già reagito rafforzando la resilienza del sistema: corridoi di solidarietà per l’export ucraino, stoccaggi, riduzione delle dipendenze esterne – in primis dai fertilizzanti russi – e una nuova attenzione alla dimensione territoriale dell’agricoltura, soprattutto nelle regioni di confine. Gli agricoltori, nelle parole di Hansen, diventano così “prima linea di difesa” della stabilità europea.

Emergenze climatiche e sostegni: il caso Portogallo

La sicurezza passa anche dalla gestione delle crisi climatiche. Durante una visita nelle aree colpite dalle recenti tempeste in Portogallo, la Commissione ha assicurato la continuità dei pagamenti PAC anche in caso di impossibilità produttiva e valutato l’attivazione della riserva agricola europea. Il messaggio politico è chiaro: proteggere il reddito agricolo è parte integrante della risposta alle emergenze, non una concessione straordinaria.

Pac post-2027 e pratiche sleali: il nodo politico all’Agrifish

Il prossimo Consiglio Agrifish del 23 febbraio sarà un passaggio chiave. I ministri discuteranno il ruolo delle raccomandazioni della Commissione nella futura PAC post-2027: uno strumento non vincolante, ma pensato per orientare le scelte nazionali su reddito, competitività, ambiente e ricambio generazionale.

Sul tavolo anche la valutazione della direttiva sulle pratiche sleali nella filiera agroalimentare. Un tema sensibile, che misura la reale capacità dell’Ue di riequilibrare i rapporti di forza tra agricoltori e grandi acquirenti, andando oltre i principi e verificando l’efficacia concreta delle regole.

Fertilizzanti e Cbam: scontro di narrazioni

Torna a farsi sentire il fronte dei costi di produzione. L’associazione Fertilizers Europe respinge le accuse secondo cui il meccanismo Cbam starebbe destabilizzando il mercato dei fertilizzanti. Secondo i produttori, i picchi di import del 2025 – corsa a evitare il nuovo regime climatico – hanno falsato i dati, mentre l’impatto sui prezzi sarebbe “relativamente modesto”.

Il vero rischio, avverte l’industria, è l’incertezza politica: rimettere in discussione il Cbam a pochi giorni dall’entrata in vigore avrebbe creato più instabilità del meccanismo stesso. Il dibattito resta aperto, con le organizzazioni agricole che chiedono correttivi immediati a tutela degli agricoltori.

Sicurezza alimentare e consumatori: il verdetto Efsa

Sul fronte food, Efsa conferma la sicurezza del sucralosio agli attuali livelli di utilizzo, ma frena sull’estensione ai prodotti da forno. Le incertezze legate alle trasformazioni chimiche ad alte temperature spingono l’Autorità alla prudenza, rimandando alla Commissione ogni decisione politica. Un promemoria di quanto il rapporto tra innovazione alimentare e tutela del consumatore resti centrale nell’agenda europea.

Mercati globali: latte, Omc e contenziosi

Nel quadro economico, la cooperativa Arla Foods chiude il 2025 con ricavi record, ma segnala un’inversione di ciclo: l’aumento delle produzioni lattiero-casearie europee sta già comprimendo i prezzi nel 2026. Un esempio concreto di come volatilità e sovrapproduzione restino fattori strutturali.

Sul piano multilaterale, l’Organizzazione Mondiale del Commercio avanza una bozza di decisione a sostegno delle piccole economie, mentre negli Stati Uniti Bayer tenta di chiudere il lungo capitolo giudiziario sul glifosato con un maxi-accordo. Tutti segnali di un sistema agroalimentare sempre più condizionato da regole, contenziosi e rapporti di forza globali.

L’agricoltura al centro della nuova Europa

Il messaggio che arriva da Bruxelles è inequivocabile: l’agricoltura non è più solo una politica settoriale, ma una leva strategica dell’Unione. Dalla sicurezza alimentare alle crisi climatiche, dal commercio internazionale alla transizione verde, il settore primario si ritrova al centro di un equilibrio fragile. La sfida, ora, è tradurre questa consapevolezza in politiche coerenti e stabili, capaci di dare certezze agli agricoltori senza rinunciare alle ambizioni geopolitiche e ambientali dell’Europa. Perché, come ormai ammettono anche nei palazzi UE, senza cibo non c’è sicurezza.

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