Il contrasto al caporalato e allo sfruttamento lavorativo in agricoltura passa anche da una maggiore qualificazione delle imprese coinvolte negli appalti. È questa una delle direttrici sulle quali sta lavorando il Governo, con l'obiettivo di rafforzare gli strumenti di prevenzione e controllo nel settore agricolo.
A fare il punto è stato il ministro del Lavoro e delle Politiche sociali Elvira Calderone, intervenuta in audizione davanti alle Commissioni riunite Lavoro e Agricoltura della Camera, nell'ambito dell'approfondimento sulle condizioni di sicurezza dei lavoratori agricoli durante le ondate di calore estremo.
«Il Tavolo Caporalato ha provveduto all'aggiornamento del piano triennale di contrasto al caporalato e allo sfruttamento lavorativo in agricoltura. Il Governo lavora per dare un nuovo impulso alla Rete agricola di qualità con interventi specifici che inseriremo anche nei prossimi provvedimenti», ha dichiarato Calderone.
Nuove misure
Tra le misure annunciate assume particolare rilievo la banca dati degli appalti in agricoltura, per la quale il Governo è arrivato alla fase di definizione del concerto definitivo del decreto interministeriale che dovrà disciplinarne il funzionamento.
«Confermo ai signori parlamentari che siamo in fase di definizione del concerto definitivo del decreto interministeriale sulla banca dati degli appalti in agricoltura», ha spiegato la ministra, sottolineando l'importanza di uno strumento considerato strategico per aumentare la trasparenza lungo la filiera del lavoro agricolo.
La banca dati, secondo quanto illustrato da Calderone, dovrebbe rappresentare un sistema di qualificazione delle imprese che operano nell'ambito degli appalti gestiti dalle aziende agricole. L'iscrizione sarà infatti subordinata al possesso di specifici requisiti, con particolare attenzione alla regolarità contributiva e all'applicazione dei contratti collettivi di lavoro.
«Questo è un obiettivo importante – ha aggiunto Calderone – perché nell'ambito del decreto si stabiliscono le regole su cui si fonda l'iscrizione alla banca dati degli appalti in agricoltura, uno strumento nuovo che abbiamo introdotto convintamente e che le organizzazioni datoriali e sindacali hanno apprezzato e che richiedono perché ritengono che possa essere un validissimo strumento anche a contrasto delle irregolarità nel settore».
La gestione della banca dati sarà affidata all'Inps e l'accesso richiederà il rispetto di requisiti di qualificazione. L'obiettivo è creare un sistema in grado di distinguere gli operatori regolari da quelli che non rispettano gli obblighi previsti dalla normativa, intervenendo quindi su uno dei punti più delicati della filiera agricola, quello degli appalti e della gestione della manodopera.
Un ulteriore elemento previsto dal nuovo impianto riguarda le garanzie finanziarie. Le aziende che entreranno nelle dinamiche degli appalti gestiti dalle imprese agricole dovranno infatti disporre di una polizza fideiussoria destinata a coprire le obbligazioni contrattuali e previdenziali.
«Questo comporterà anche l'obbligo per le aziende che si inseriscono nella dinamica degli appalti gestiti dalle imprese agricole di avere una idonea polizza fideiussoria a copertura delle obbligazioni contrattuali e previdenziali e quindi la copertura degli obblighi di pagamento dei contributi dei lavoratori e dipendenti», ha concluso la ministra.
Il provvedimento si inserisce in un quadro più ampio di interventi per contrastare il lavoro irregolare e lo sfruttamento in agricoltura. Il tema degli appalti rappresenta infatti uno dei nodi più sensibili, soprattutto nei comparti caratterizzati da un elevato ricorso alla manodopera stagionale. La banca dati, una volta completato l'iter del decreto interministeriale, dovrebbe quindi affiancare gli strumenti già esistenti, rafforzando i controlli sulla regolarità delle imprese e sulla corretta applicazione delle norme contrattuali e contributive.








