Secondo Ismea nei primi undici mesi del 2025 le esportazioni di prodotti agroalimentari italiani sono aumentate del 5% rispetto allo stesso periodo del 2024, sfiorando i 67 miliardi di euro. Una crescita superiore a quella dell’export nazionale complessivo, salito del 3,1%. Tra i prodotti trainanti si confermano caffè, alimenti della panetteria e pasticceria, formaggi, prosciutti e frutta fresca. Le stime dell'istituto presieduto da Livio Proietti indicano che il 2025 potrebbe concludersi con un nuovo record a valore per l'export agroalimentare italiano, intorno ai 73 miliardi di euro.
L'anticipazione è contenuta nel primo Report agrimercati di Ismea del 2026, relativo al terzo trimestre 2025. Anche il valore aggiunto agricolo è aumentato tra luglio e settembre 2025: +0,8%, sul trimestre precedente e +0,6% sullo stesso trimestre dell’anno precedente. Numeri che però non si specchiano nell'umore delle aziende agricole, per il 29% delle quali nel periodo preso in esame gli affari sono andati male, mentre per il 53% è stato normale.
Un contributo a questa dinamica è arrivato dal vino, la cui produzione nella campagna 2025/2026 è stimata intorno ai 47 milioni di ettolitri (+8%) conferendo all’Italia il primato mondiale in volume. Positivi anche i risultati del raccolto del pomodoro da industria (+11% rispetto al 2024) e della frutta estiva (ad esempio, +0,5% la produzione di pesche e nettarine rispetto al 2024).
A traino della fase primaria aumentano anche i ritmi produttivi dell’industria alimentare, con l’indice della produzione industriale che ha guadagnato il 3% rispetto al secondo trimestre 2025 e il 4,5% rispetto allo stesso trimestre del 2024. Nei primi nove mesi del 2025 i consumi alimentari domestici accelerano (+4%), confermando il recupero dei volumi per molti prodotti del carrello. Alcuni esempi: uova (+6,7%), ma anche di pane (+3,1%), ortaggi freschi (+2,9%), passate di pomodoro (+2%), formaggi freschi (+3,9%), yogurt (+4,9%), carni avicole (+2%) e vini spumanti (+5,8%).
I trend per comparto
Cereali
- Frumento duro Italia a circa 3,6 milioni di tonnellate (+3,4%), grazie all’aumento delle rese e a un andamento climatico più favorevole, con un profilo qualitativo complessivamente buono. Prezzi da 290,92 €/t a luglio a 271,50 €/t a settembre e fino a 274,90 €/t a dicembre 2025;
- frumento tenero Italia a circa 2,5 milioni di tonnellate, in lieve calo rispetto al 2024. Prezzi da 247,61 €/t a luglio a 245,42 €/t a ottobre e fino a 246,79 €/t a dicembre 2025;
- mais Italia con superficie a circa 541mila ettari (+9,2%), rese 10,2 t/ha (+2,5%), produzione 5,5 milioni di tonnellate (+11,9%). Prezzo 238,56 €/t a settembre 2025 e +6,1% rispetto a settembre 2024 (224,88 €/t).
Vino
Campagna 2025/2026 mondo stimata a 232 milioni di ettolitri (+3%), Italia si conferma leader mondiale con 47 milioni di ettolitri (+8%); giacenze a luglio 2025 pari a 40,6 milioni di ettolitri, di cui 38,2 di vino, stabili sul livello di luglio 2024. In crescita i consumi interni di bollicine del 5,8% in volume e del 5% in valore nei primi nove mesi del 2025.
Olio extravergine d'oliva
Annata 2025/26 di media carica, con produzione in crescita rispetto alla campagna precedente, grazie soprattutto alle regioni del Sud. Di conseguenza, i listini medi dell’evo italiano scesi mediamente poco al di sotto di 8 €/kg; nei primi nove mesi 2025 export a 303mila tonnellate (+17%).
Ortofrutta
Nei primi otto mesi 2025 esportazioni +3,9% in quantità e +6,3% in valore, con saldo commerciale ancora positivo a 1.739 milioni di euro, generato soprattutto dalla componente dei prodotti trasformati, con 1.680 milioni di euro, mentre i prodotti freschi hanno contribuito con 59 milioni.
Carni bovine
In Italia nei primi nove mesi 2025 produzione +1,2%, in controtendenza rispetto al contesto Ue (-4% nei primi otto mesi); prezzi dei ristalli fino a +45% su base annua, vitelloni +25% rispetto al terzo trimestre 2024, vitelli +15%, vacche +43%.
Carni avicole
Nei primi nove mesi 2025 produzione +4,3%; export +2,3% con saldo commerciale positivo per oltre 70 mila tonnellate. Prezzi del pollo vivo a fine settembre 1,58 €/kg (+17% su settembre 2024) e a novembre 1,60 €/kg (+7%). Nei primi nove mesi 2025 le carni avicole rappresentano il 44% degli acquisti complessivi di carne, con volumi +3% e valore +9,7%.
Carni suine e salumi
In Italia, nel periodo gennaio–agosto 2025 l’export di salumi aumenta del 5,7% sia in volume che in valore. Crescono le esportazioni di prosciutti disossati (+1,8% in volume e +3,7% in valore), di insaccati (+5,3% in volume e +6,9% in valore) e di prosciutti cotti (+8,7% in volume e +5,2% in valore). In lieve recupero anche i consumi di domestici di salumi (+0,7 in volume nei primi nove mesi del 2025).
Lattiero caseari
Produzione europea di latte vaccino nei primi nove mesi del 2025 è in lieve aumento (+0,5%) e a settembre il prezzo medio si attesta a 53,4 €/100 kg. In Italia, nei primi nove mesi del 2025 la produzione di latte vaccino cresce +0,3% e a ottobre 2025 il prezzo alla stalla è pari a 57,3 €/100 litri. Tra gennaio e agosto 2025 l’export di formaggi aumenta +14,9% in valore e +5,6% in volume. Per Grana Padano e Parmigiano Reggiano si registra +2,2% in volume e +20,4% in valore. Il Parmigiano Reggiano conferma una dinamica molto positiva, con prezzi che continuano a salire e variazioni a doppia cifra.
Ovicaprino
Pecorino Romano con prezzi assestati a 12,5 €/kg nel periodo gennaio–settembre 2025 ed export pecorino +1,7% in volume nei primi otto mesi 2025. Latte ovino a circa 160 €/100 l (Iva inclusa) nel terzo trimestre 2025 nell’areale sardo. Sul fronte delle carni, a settembre listini a 5,04 €/kg per agnelli leggeri (8–12 kg) e 4,81 €/kg per capi pesanti (12–20 kg), rispettivamente +14% e +19%, macellazioni +4%.
Agricoltori, per il 29% i conti non tornano
Dall’indagine al panel di imprese agricole dell’Ismea realizzata nel terzo trimestre 2025 è emerso che per la maggior parte degli agricoltori intervistati (53%) l’andamento degli affari aziendali nel trimestre è stato normale, per il 19% è stato positivo o molto positivo, per il 29% è stato negativo.
Interpellati sull’andamento degli affari per il quarto trimestre il 62% ha dichiarato che sarà in linea con il precedente (lo scorso trimestre era il 67%), il 14% prevede un peggioramento, il 21% prevede un miglioramento (lo scorso trimestre era il 15% degli intervistati).
Nel terzo trimestre 2025 circa il 55% delle imprese agricole intervistate ha sostenuto di aver incontrato delle difficoltà nella gestione dell’attività aziendale; per il 26% si è trattato di criticità rilevanti, per l’11% molto rilevanti. In particolare, ancora una volta le “condizioni meteorologiche” sono state il primo fattore negativo indicato dal 51% degli intervistati, e nel settore dell’olivo da olio questa quota ha raggiunto circa il 70%. A seguire, i fattori che maggiormente hanno messo in difficoltà gli imprenditori sono stati i “costi correnti” e i “problemi nella ricerca del personale”, selezionati rispettivamente dal 27% e dal 17% degli intervistati.










