Maxi sequestro di passata di pomodoro spacciata per italiana

passata di pomodoro
Operazione della Guardia di Finanza coadiuvata da ispettori dell'Icqrf al porto di Brindisi

Oltre 42 tonnellate di passata di pomodoro proveniente dalla Bulgaria ma che sarebbe stata venduta come prodotto italiano sono state scoperte e sequestrate nel porto di Brindisi, all'interno di due camion sbarcati da una nave proveniente dalla Grecia. I legali rappresentanti di due società, a cui erano destinati i prodotti, sono stati denunciati con l'accusa di falsa indicazione di origine. Nonostante la documentazione commerciale e di trasporto a corredo riportasse l'origine bulgara, gli investigatori hanno scoperto le etichette apposte sulle confezioni con la scritta "Country of origin-Italy". I controlli sono stati svolti in maniera congiunta dai funzionari dell'Agenzia delle Dogane e Monopoli, unitamente ai finanzieri del gruppo Brindisi e agli ispettori dell'Icqrf di Puglia e Basilicata.

Passata destinata a due note imprese italiane

Oggetto del trasporto, secondo quanto accertato, era un semilavorato del pomodoro, destinato a due imprese italiane note per la commercializzazione di prodotti ottenuti da materia prima di origine italiana. "Una frode che, se posta in atto, oltre a ingannare la fiducia degli ignari consumatori, avrebbe fruttato - viene riferito in una nota - centinaia di migliaia di euro di profitti illeciti, costituendo potenzialmente un danno per la salute pubblica, non potendosi escludere la presenza, all'interno del prodotto, di contaminanti vietati dalla normativa unionale".

29 Commenti

  1. I nomiii dei delinquenti dovete fare,non coprirli nell’ anonimato! I nomi, soprattutto di quelli che girano in giacca cravatta e ferrarino..

  2. Benissimo il controllo da parte degli organismi preposti. Bisogna, però, che la gente sappia i nomi delle aziende coinvolte, in modo che la pubblicità negativa vanifichi la speranza di guadagni illeciti.

  3. Speriamo che il vero prodotto italiano sia sempre più tutelato , della serie voglio sapere cosa mangio…Sarebbe giusto fare i nomi delle aziende che fanno i furbi a danno dei tanti onesti agricoltori e consumatori italiani……

  4. Mai pubblicità al nome di queste aziende !! come consumatrice vorrei proteggermi ma avere la notizia senza il nome non lo fa! la mia unica scelta è non comperare più passato di pomodoro e facessero così tutti .. il mercato come reagirebbe.. sempre più crisi per colpa di sta gente che pensa solo ai soldi

  5. In questi casi bisogna anche dire i nomi delle società che commettono queste frosi in modo da tutelare i consumatori perché così nn serve a niente questi pagano una multa e tutto ritorna come prima

  6. Perché non dire le Marche a cui erano destinati , altrimenti la gente non saprà più di quale Marche potersi fidare,e la cosa non è giusta.

  7. Vergogna ???????? e poi vogliamo promuovere il cibo made in Italy, guardando con giusto disgusto le imitazioni, quando noi in primis siamo i truffatori

  8. Dovrebbero essere resi noti i marchi incriminati a tutta l’opinione pubblica,perché questi criminali non hanno alcun pudore e speculano sulla salute dei cittadini.

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