Stefano Serra
Grano duro, spiragli per un aumento dei prezzi in Europa
Perplessità degli operatori sul tenore proteico del nuovo raccolto, ma intanto in Italia i listini scendono ancora. Giù pure il tenero, stabile il mais
L’insostenibile sofferenza dei produttori di grano duro
Nell'editoriale di Terra e Vita n. 11/2025 Stefano Serra fa il punto sul mercato del grano duro in una fase di prezzi in discesa e propone una soluzione per difendere il reddito degli agricoltori
Grano duro, tra gli operatori prevale la linea attendista
La situazione internazionale suggerisce cautela ai compratori, per meglio capire le specifiche di qualità e tenore proteico. Fermi anche i listini di mais e soia
Grano duro in caduta libera, cala ancora anche il mais
Scambi limitati pure per i cereali foraggeri, con il solo sorgo bianco che si conferma, mentre scendono nuovamente gli orzi. Alta volatilità per la soia
Prosegue la fase depressiva per il grano duro, giù anche il...
Settimana caratterizzata da scambi deboli su quasi tutte le piazze. Il trend ribassista tocca anche gli orzi, non cambiano le quotazioni di soia e girasole
Soia, previsti raccolti record e consumi in aumento
Se la variabile clima non inciderà negativamente il raccolto mondiale 2025/2026 è previsto intorno ai 430 milioni di tonnellate (+3% sul 2024/2025). La domanda dovrebbe salire del 4%
Grano duro e tenero, prevalgono le posizioni attendiste
Scambi molto limitati anche per il mais. Intanto, continua a cedere terreno la soia, mentre sorgo e orzo si mantengono sui livelli delle ultime settimane
Il grano duro perde ancora valore
Il progresso del nuovo raccolto e la disponibilità di prodotto estero prolungano la fase depressiva delle quotazioni per il frumento duro. Giù anche i teneri di forza, stabili mais e soia
Grano duro in caduta libera, cede anche il tenero
Per il mais, invece, prevale una sostanziale stabilità, mentre la concomitanza di ribassi in Usa e Sudamerica deprime il mercato della soia
Colza, i dazi deprimono i listini
Nonostante stock mondiali in forte riduzione le prospettive di produzioni abbondanti nel 2025/2026 e il calo del prezzo del petrolio fanno deprezzare l'oleaginosa













