Biologico e biodinamico, il futuro va pensato oggi

Carlo Triarico: «È un modello che con pochi input produce alimenti d’eccellenza, ad alto valore aggiunto»

Biologico e biodinamico possono rappresentare una via di riscatto per l’agricoltura italiana? Sì, secondo Carlo Triarico, presidente dell'Associazione per l'Agricoltura Biodinamica, che è intervenuto al Forum Agrifuturo "Agricoltura intelligente: coltivare il futuro" tenutosi a Ferrara, alla presenza tra gli altri del ministro del Masaf, Francesco Lollobrigida, dei presidenti di Coldiretti e Cia Agricoltori Italiani, rispettivamente Ettore Prandini e Cristiano Fini, dell’europarlamentare Paolo De Castro e del direttore del Crea, Alberto Cavazzini.

«Siamo in un momento decisivo – ha sottolineato Triarico in apertura del suo intervento - in cui rischiamo che siano cancellati anni di conquiste di un'agricoltura che abbia un futuro. La mia voce sarà sempre per una Pac contadina, libera e pulita».

Tre anni per arrivare al 25% di agricoltura biologica

«Tra tre anni – ha sottolineato Triarico - l'Italia si è prefissata di raggiungere il 25% di agricoltura biologica. Oggi siamo intorno al 18%, ma rischiamo una grave recessione. È un momento difficile. Le politiche agricole europee da decenni sostengono un modello che non ce la fa più. In alcuni degli interventi del Forum ho sentito nostalgia per il vecchio modello e paura per il nuovo da avviare. Però dobbiamo dire chiaramente che la sola condizione per cui i cittadini europei potranno accettare che un terzo del bilancio Ue, circa 58 miliardi, sia impiegato in agricoltura, è che i fondi servano ad accompagnare responsabilmente tutti gli agricoltori a uscire vivi da un modello agricolo che non regge più e li impoverisce».

«Biologico e biodinamico sono modelli sostenibili»

«Per questo – ha proseguito Triarico - abbiamo a disposizione tutte le conoscenze tecniche di un modello agroecologico, quello biologico e biodinamico, che con pochi input produce alimenti d’eccellenza, ad alto valore aggiunto, forti per impiego di tecnologia e numero di addetti, apprezzati dai mercati remunerativi. Il modello agricolo biologico e biodinamico non è solo concreto e sostenibile, ma porta con sé tanti vantaggi dal punto di vista sociale e produttivo».

Sfatare i luoghi comuni

«I risultati - puntualizza Triarico - smentiscono la narrazione sui biodinamici stregoni, inventata in un momento in cui interessi esterni a quelli nazionali volevano fermare la legge sul biologico. Per risolvere la crisi, però, non è sufficiente sapere che c’è la nostra tecnica. Sarebbe la stessa illusione che a risolvere il problema siano le tecniche Nbt. Occorre una Pac ecologica di transizione che porti anche l’ultimo degli agricoltori verso una nuova modernità. Non bisogna aver paura dell’approccio rigenerativo e di tutela verso gli ecosistemi. Per esempio, in biodinamica il 10% dei terreni viene destinato alla biodiversità (molto più del 4% pensato dall’Ue e oggi messo in forse), le rotazioni sono obbligatorie, abbiamo restrizioni maggiori del biologico sui mezzi tecnici, eppure questi accorgimenti concorrono a una migliore redditività e stabilità aziendale, perché garantiscono la prevenzione dalle avversità e la migliore qualità merceologica. Il problema è che gli agricoltori educati al vecchio modello non hanno le condizioni per affrontare il cambiamento e non possono farlo da soli. Bisogna offrire a tutti gli agricoltori un’uscita dalla crisi».

«Puntare a un’agricoltura contadina, libera e pulita»

«La prossima Pac – suggerisce il presidente dell'Associazione per l'Agricoltura Biodinamica - dovrà accompagnare il vecchio sistema verso il nuovo. Il progressivo abbandono della Pac del Primo Pilastro, che distribuisce i soldi a pioggia in base agli ettari, dovrà porsi obiettivi coraggiosi. Dobbiamo accompagnare gli agricoltori verso un’agricoltura contadina, libera e pulita, modello in linea, del resto, con l’identità agricola italiana. Il patrimonio di conoscenze dell’agricoltura biologica, biodinamica e rigenerativa, va messo in comune con tutte le forze in campo, per lavorare insieme a progetti ad approccio multiplo verso un’innovazione di sistema, di processo e sociale».

«Mancano ricerca e formazione»

«In Italia – ha precisato Triarico - abbiamo la migliore biodinamica al mondo; eppure, sono state finanziate solo due ricerche negli ultimi anni. Abbiamo importanti pubblicazioni refertate del Ciheam con l’Università del Salento e della Società Italiana di Scienze Biodinamiche. Non abbiamo però neanche un corso di laurea che insegni biologico e biodinamico.  

L'Associazione per l’Agricoltura Biodinamica esiste dal 1947 e in Italia si fa agricoltura biodinamica dagli Anni ’30 del secolo scorso. In un secolo abbiamo accumulato un patrimonio di competenze agronomiche straordinarie. I nostri agricoltori, donne e uomini, sono mediamente più formati e maggiori utilizzatori di innovazione tecnologica. Chiediamo una politica di ricerca, formazione e piani integrati di sviluppo. Abbiamo vinto un finanziamento Masaf grazie al quale potremo fare un po’ di consulenza e formazione gratuita agli agricoltori in dieci regioni italiane, ma è solo un piccolo passo». 

Costruire insieme l’“agri-futuro”

«Sui mercati – ha concluso Triarico - c'è una perdita di redditività per tutti, mentre i costi sono aumentati. Per questo l’Associazione Biodinamica e il mondo sano del bio si mettono a disposizione del Paese per affrontare insieme il momento. Facciamo allora progetti comuni, entriamo nelle scuole, facciamo ricerca, non strettamente settoriale ma partecipativa, che consenta il dialogo tra tutti gli attori per costruire con coraggio l’agricoltura del futuro».  

Per rivedere tutti gli interventi del Forum: clicca qui.  

Biologico e biodinamico, il futuro va pensato oggi - Ultima modifica: 2024-04-10T13:45:47+02:00 da Redazione Terra e Vita

LASCIA UN COMMENTO

Per favore inserisci il tuo commento
Per favore inserisci il tuo nome