Convegno biodinamico, la parola d’ordine è “agroecologia”

Iniziata in mezzo alle polemiche, si è conclusa con successo la tre giorni promossa dall'Associazione biodinamica. Piena condivisione per l'indirizzo agroecologico

Non si sono visti né stregoni né pratiche esoteriche al 35° Convegno internazionale dell'Associazione per l'agricoltura biodinamica (che aveva come titolo "Innovazione e ricerca, alleanza per l'agroecologia), che si è svolto (15-17 novembre) con successo nonostante le polemiche e l'ostracismo della senatrice a vita e docente della Statale di Milano Elena Cattaneo. Secondo la Cattaneo infatti, appoggiata da diversi altri scienziati, era stata considerata inopportuna la scelta di un'istituzione scientifica e qualificata come il Politecnico di Milano per ospitare un convegno «basato su pratiche antiscientifiche».

Carlo Triarico, presidente dell'Associazione per l'agricoltura biodinamica

Allo stesso tempo oltre 70 accademici avevano sottoscritto l’appello (prima firmataria la professoressa emerita Claudia Sorlini) per sostenere i lavori del convegno e una ricerca priva di pregiudizio

Il rettore Ferrucio Resta non si è fatto vedere per i suoi saluti di apertura del convegno, ma tutto si è svolto regolamente. Del resto anche Giuseppe Sala, sindaco di Milano, Alessandra Pesce, sottosegretario del Mipaaft, e Paolo De Castro, vicepresidente della Commissione agricoltura del Parlamento europeo, hanno testimoniato, sia pure in video, la loro approvazione per i temi del convegno. Significativa anche la presenza di Maria Letizia Gardone, giovane coltivatrice certificata biologica, in rappresentanza di Coldiretti.

Pieno rispetto dell'ambiente

Promosso dall'Associazione per l'Agricoltura Biodinamica, dal Fai (Fondo per l'ambiente), Demeter (certificazione del biodinamico) e dal Politecnico, con più di 400 iscritti e seguitissime dirette streaming, il convegno ha coinvolto, oltre ad agronomi e rappresentanti di aziende, associazioni e istituzioni, anche paesaggisti, filosofi e giuristi di notevole livello.

La parola d'ordine è stata "agroecologia" (che consiste nell'applicazione dei principi ecologici alla produzione di alimenti, carburante, fibre e farmaci nonché alla gestione di agrosistemi), una disciplina assolutamente sostenuta dall'adozione dell'agricoltura biologica e biodinamica. Lo stesso Rapporto GreenItaly 2018 (Unioncamere e Fondazione Symbola) ha definito la biodinamica “il fiore all’occhiello della sostenibilità”. Basti pensare al ridotto numero di principi attivi utilizzabili nella pratica agricola (vedi tabella sotto), come ricordato da Enrico Amico (Gruppo Amico Bio) nella sua relazione.

Principi attivi utilizzabili per metodo di produzione agricolo

Prodotto Convenzionale (1) Biologico (2) Biodinamico (3)
Diserbanti 31 0 0
Acaracidi 9 1 1
Antiriscaldo 2 0 0
Fitoregolatori 4 1 0
Nematocidi 3 2 0
Insetticidi 83 17 7
Fungicidi 229 16 8 (*)
Totale 361 37 16
(1) Elenco agrofarmaci rilervati presso il Laboratorio Specializzato Fitofarmaci di Arpac - Campania
(2) Elenco tratto dell'Allegato II del Reg. Ce n. 889/2008.
(3) Elenco tratto dallo standard Demeter anno 2018.
(*) Comprensivo del rame utilizzabile solo sulle colture perenni.
Fonte: Enrico Amico (Gruppo Amico Bio)

E i rappresentanti della Fao intervenuti al convegno hanno ricordato che l’Italia si è impegnata, aderendo assieme ad oltre 100 paesi, all’applicazione dell’agroecologia.

Paolo Carnemolla (presidente Federbio, federazione delle associazioni per il biologico e la biodinamica) e Carlo Triarico (presidente dell'Associazione biodinamica), sostenuti anche dal giurista Filippo Briguglio (Università di Bologna) hanno ricordato che la biodinamica è normata oltre che dalla legge italiana anche nell'ambito del regolamento Ue sul biologico e che i "preparati" utilizzati sono riconosciuti per legge.

La presenza di Esselunga al convegno testimonia come anche la grande distribuzione sia sempre più coinvolta in queste dinamiche. «Quando il cliente ci chiederà il prodotto biodinamico - ha detto Luca Magnani responsabile assicurazione Qualità Esselunga - noi saremo in grado di fornirglelo».

Pioniera dell'agricoltura biodinamica

Ha seguito con grande attenzione tutto il convegno, dall'alto dei suoi 95 anni, Giulia Maria Crespi, fondatrice del Fai (Fondo Ambiente Italiano) e "pioniera" dell'agricoltura biodinamica italiana, che ha cominciato a sperimentare nel 1974 nella sua tenuta di Bereguardo (Pv), che poi si è evoluta in un'azienda di grande successo.

«Tutti i relatori, giuristi, studiosi, ricercatori universitari e organizzazioni agricole evidenziano e condividono gli indirizzi di sviluppo internazionali sull’agroecologia - ha detto Triarico concludendo i lavori del convegno -, e plaudono al Bando del Ministero dell’Agricoltura appena pubblicato, che richiama una linea di ricerca che presenti proposte per l’implementazione e la validazione delle tecniche e dei principi dell’agricoltura biodinamica».

LASCIA UN COMMENTO

Per favore inserisci il tuo commento
Per favore inserisci il tuo nome