Mezzi tecnici certificati. Più garanzie per il bio

Suolo e Salute lancia un protocollo di certificazione volontaria per tutelare produttori e utilizzatori. Alessandro D’Elia: «La reputazione dell’agricoltura biologica è un capitale da difendere»

Zero problemi nella scelta e nell’utilizzo di mezzi tecnici effettivamente ammissibili in biologico. Un’esigenza diventata pressante per gli agricoltori bio dopo alcuni fraintendimenti che hanno provocato gravi problemi di conformità.

La soluzione può arrivare dalla certificazione, come spesso capita per il bio. Suolo e Salute ha infatti proposto uno standard di certificazione volontaria dei mezzi tecnici che può unire le esigenze di chiarezza di chi li utilizza e quelle di trasparenza di chi li produce.

 

 

Il webinar di Edagricole

Alessandro D'Elia

Si chiama “Suolo e Salute Inputs” ed è stato presentato nel corso di un webinar organizzato assieme a Edagricole. «L’agricoltura biologica italiana – ricorda Alessandro D’Elia, direttore generale di Suolo e Salute – è una realtà che oggi conta 83mila aziende, circa due milioni di ettari, per un valore di oltre sei miliardi di euro di fatturato».

L’Italia è in vantaggio rispetto ai principali competitor nell’obiettivo del Green Deal europeo di arrivare al 25% di superficie bio entro il 2030: oggi infatti siamo al 15,5% (la Spagna è al 10, la Francia all’8%, la media Ue è 8,5%). «La reputazione –afferma D’Elia – è il capitale da difendere per conservare questo vantaggio competitivo: tutti devono dare il proprio contributo in questo senso, dagli agricoltori ai produttori di mezzi tecnici fino agli enti di certificazione».

Servono garanzie

Suolo e Salute Inputs” nasce proprio con questo obiettivo: mettere ordine in un settore, quello dei mezzi tecnici, oggi penalizzato da una certa confusione e da una diffusa incertezza da parte degli agricoltori bio su quali prodotti possano essere effettivamente impiegati senza incorrere in provvedimenti da parte degli Organismi di controllo e certificazione. «Lanciamo un servizio che può rilevarsi utile sia per i fabbricanti di mezzi tecnici, per qualificare ulteriormente la loro offerta, che per le aziende agricole e i consulenti per conoscere quali mezzi tecnici siano stati sottoposti ad un ulteriore processo di revisione e infine possa far diminuire i casi di soppressione dell’indicazione biologica dovute a contaminazioni con sostanze non ammesse (ad es.: acido fosforoso)».

Oggi la normativa europea prevede infatti la certificazione delle aziende agricole bio e delle loro produzioni, ma non quella dei mezzi tecnici utilizzati, come ad esempio, fertilizzanti, agrofarmaci o anche corroboranti.

Michele Staiano

«Il Reg. 2021/279 – mette in evidenza Michele Staiano, responsabile dello Schema - “Suolo e Salute Inputs”-, in esecuzione del Reg. 848/2018, nuova normativa di settore che entrerà in vigore dal prossimo gennaio, ha ribadito che la responsabilità per la conformità delle produzioni è a carico degli imprenditori agricoli».

Un quadro normativo in evoluzione

Le norme comunitarie si limitano infatti ad indicare quali siano i mezzi tecnici consentiti, lasciando all’agricoltore la scelta ed agli enti certificatori il controllo.

«Compiti – commenta Staiano- che sono resi ardui da un quadro normativo molto complesso e in evoluzione, dalla presenza di mezzi tecnici, in particolare fertilizzanti, immessi sul mercato italiano in base al principio del mutuo riconoscimento e quindi non registrati al Sian e anche dalla presenza di “zone grigie” favorite dal fatto che, in ambiti come quello dei fertilizzanti , basta una semplice autodichiarazione (la dicitura “consentito in agricoltura biologica”) per l’immissione in commercio».

Giancarlo Roccuzzo

«L’agricoltura biologica – ricorda Giancarlo Roccuzzo, ricercatore del Crea – si basa prevalentemente sulla circolarità, ovvero sulla gestione delle risorse interne all’impresa privilegiando tecniche naturali come ad esempio il compostaggio dei residui. La semplificazione e impoverimento degli agrosistemi, l’alta specializzazione colturale e i bassi livelli di sostanza organica nei suoli rendono però necessario il ricorso ai mezzi tecnici».

 

Fertilizzanti, cambia tutto

Pier Luigi Graziano

«Il settore dei fertilizzanti – informa Pier Luigi Graziano di Arvan – è all’alba di una rivoluzione copernicana. Dal prossimo 22 luglio, con la piena applicazione del Reg. UE 2019/1009, diventerà molto più difficile capire quali formulati organici, organo-minerali, biostimolanti, ammendanti, ecc. siano effettivamente ammessi per il biologico».

Colpa di due normative, quella del biologico e quella dei fertilizzanti, che parlano due lingue diverse. «Oggi la “traduzione simultanea” è garantita dall’All. 13 al D.Lgs. 75/2010 che fornisce una tavola sinottica confrontando le diverse denominazioni e fissando una corrispondenza univoca. Bisognerebbe ora seguire la stessa strada anche a livello europeo, ma le tempistiche e le modalità sono assolutamente imprevedibili».

Vittorio Ticchiati

«Nel caso dei prodotti fitosanitari – afferma Vittorio Ticchiati di Compag – i produttori e i rivenditori sono maggiormente tutelati dal fatto che anche per gli agrofarmaci autorizzati per il biologico valgono le stesse stringenti regole imposte dal Reg. 1107/2009 per tutti gli agrofarmaci utilizzati in agricoltura, ma le “zone d’ombra” sono sempre possibili. Ritengo molto utile una certificazione dei mezzi tecnici, in particolare sui fertilizzanti, per dare maggiori garanzie all’anello finale rappresentato dai rivenditori».

Revisione e visita ispettiva

Francesco Riva

In una situazione come questa vale senz’altro la pena di puntare sulla certificazione volontaria dei mezzi tecnici, uno strumento che ha avuto una forte diffusione negli altri Paesi membri della Unione europea. «È importante sottolineare – ribadisce Francesco Riva, Consulente di Suolo e Salute – che tale certificazione non è regolamentata, ma è un’assunzione di responsabilità da parte del fabbricante e dell’ente certificatore che il prodotto ha i requisiti per essere utilizzato inel bio».

Riva spiega che per ottenere la certificazione “Suolo e Salute Inputs” è necessario sottoporsi ad una revisione documentale e ad una visita ispettiva che si svolga presso gli impianti di produzione. «È prevista anche la verifica della rintracciabilità delle materie prime e di un sistema di gestione della qualità che implichi la tenuta di registri e il calcolo di bilanci di massa sulle materie prime».

«Inoltre viene eseguito un campionamento e conseguenti analisi sui prodotti a certificazione, per verificare la funzione dichiarata del prodotto in base alla composizione e al modello di applicazione, nonché l’assenza di contaminanti. ad esempio l’acido fosforoso, che possono risultare critici per il sistema di certificazione del biologico».

«L’elenco dei mezzi tecnici certificati – conclude D’Elia – costituirà un registro pubblico consultabile dal sito di Suolo e Salute. Uno strumento che può portare grossi vantaggi per il biologico italiano, facendo diminuire i prodotti “borderline” che dichiarano certe funzioni in etichetta ma che sono proposti per altri scopi, potenzialmente non conformi in biologico».


I vantaggi

Il sistema “Suolo e Salute Inputs” assicura vantaggi per:

- Produttori di mezzi tecnici. Chi sostiene il processo di certificazione può infatti dimostrare, a diversi livelli, la completa aderenza del prodotto agli standard normativi e l’assenza di sostanze non ammesse e di contaminanti;

- Utilizzatori. Imprenditori agricoli e tecnici hanno la necessità di maggiori garanzie, in particolare rispetto a classi merceologiche come fertilizzanti e corroboranti, perché usi impropri possono esporli a sanzioni fino alla soppressione dell’indicazione biologica;

- Enti di certificazione. Maggiori garanzie per il sistema di controllo e una riduzione dei provvedimenti a carico delle aziende biologiche, spesso utilizzatori inconsapevoli di mezzi tecnici non ammessi;

- Consumatori. Maggiore tutela e garanzia non solo sul prodotto agro-alimentare certificato ma anche sui mezzi tecnici e gli ausiliari di produzione correttamente ammessi nella fase di processo.

Mezzi tecnici certificati. Più garanzie per il bio - Ultima modifica: 2021-08-29T23:55:53+02:00 da Lorenzo Tosi

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