Aronia, il super food che fa bene anche a chi lo coltiva

aronia
Business interessante quello creato dal giovane Luka Sanzin che ha saputo interpretare al meglio le moderne esigenze dei consumatori, con una linea di prodotti a base di aronia che va dai cibi alla cosmesi

La Società agricola “4 Principia Rerum” di Lucinico (Gorizia) di proprietà del giovane imprenditore Luka Sanzin è una delle poche a produrre, in Italia, l’Aronia Melanocarpa, una bacca molto apprezzata per la sua capacità di combattere i radicali liberi grazie al suo alto contenuto di antiossidanti. È una pianta originaria delle lande siberiane e del Nord America (dove è nota con il nome di Chokeberry) per le sue spiccate proprietà nutritive e medicinali. In natura è un fitto cespuglio che produce frutti sotto forma di bacche di colore nero.

 

 

Sintesi tratta da Terra e Vita Magazine 7

 

 

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Sul fronte della distribuzione e della commercializzazione l’aronia è soprattutto un prodotto di nicchia che appartiene alla categoria dei cosiddetti superfood.

Come tale è molto conosciuto soprattutto in Austria, Slovenia, negli Stati Uniti e in Polonia, primo produttore mondiale di questo frutto. Secondo il dipartimento americano dell’agricoltura l’aronia ha, tra le sue tante qualità, una delle più alte capacità di assorbire polifenoli.

Il “super frutto” coltivato a Lucinico contiene anche acido chinico, un disinfettante naturale delle vie urinarie, presente nell’aronia con una concentrazione dieci volte superiore a quella del succo di mirtillo.

La coltivazione di questa pianta, considerata quasi miracolosa per le sue tante virtù, avviene in un percorso di agricoltura sostenibile, biologica e biodinamica.

A corredare il tutto una forte attenzione per la biodiversità come per un mercato che oggi annovera clienti giovani, adulti e anziani. L’aronia, non a caso, rallenta l’invecchiamento, contrasta gli effetti nocivi del fumo e contribuisce alle diete di potenziamento degli sportivi.

L’obiettivo dell’azienda goriziana è, in particolare, diventare una realtà di riferimento per questa pianta che cresce in una posizione favorevole, leggermente sopraelevata rispetto alla piana di Gorizia, tra il fiume Isonzo e le pendici del monte Calvario.

aroniaCome è nata l’idea di coltivare proprio l’Aronia?

È successo quasi per caso. Abbiamo scoperto il suo succo in Germania facendo colazione in un albergo. Di primo acchito non ci è piaciuto però abbiamo notato che tutti lo bevevano e ci siamo chiesti il perché. È vero che i gusti gastronomici cambiano a seconda delle latitudini ma ci sembrava comunque strano che venisse tanto apprezzato un sapore così amaro e aspro. A quel punto abbiamo iniziato a informarci e abbiamo cominciato a scoprire alcune caratteristiche dell’aronia, come l’alto contenuto di tannini e di ferro. In pratica, come abbiamo poi scoperto, il suo succo viene consumato a fini salutistici e come integratore. Quindi abbiamo pensato di provare a coltivarlo da noi, considerando che in Italia la terra è più ricca e può godere di molte più giornate di sole rispetto che alla Germania. A seguire oltre a coltivare abbiamo preso anche a trasformare il prodotto.

In che modo?

Abbiamo una linea con diverse proposte prodotte direttamente da noi, come il succo, la polvere, le bacche essiccate e la tisana. Una piccola azienda di Cuneo si occupa invece di una serie di cosmetici: una crema corpo, due creme lifting e un lipstick. Collaboriamo anche con un’azienda di Modena che produce un aceto balsamico certificato biologico. Con loro abbiamo ideato una linea di glasse biologiche all’aronia. Poi abbiamo la composta e stiamo lanciando, in questi giorni, delle bacche essiccate ricoperte di cioccolata. La nostra linea di prodotti si chiama Aronia Naturalis, dicitura di certo più semplice del nome dell’azienda.

Quali sono i vostri canali distributivi?

Vendiamo molto online. Ho creato personalmente tutto il nostro sito internet con la sezione shop. Sul portale abbiamo caricato anche una ventina di pdf con tutte le informazioni sulla bacca, la sua coltivazione, raccolta, trasformazione e altri particolari. Per il resto smerciamo il prodotto soprattutto nei supermercati locali del Friuli Venezia Giulia e in pochi altri punti vendita nel resto d’Italia, in genere negozi a conduzione familiare o che si occupano di biologico, come nel caso della catena NaturaSì.

Complessivamente gli affari vanno bene?

Sì, complessivamente bene, anche perché ci mettiamo moltissimo impegno. Si lavora 24 ore su 24 e faccio quasi tutto da solo. Qualche volta mi aiutano i familiari ma in sostanza è una ditta individuale.

E la superficie coltivabile?

Abbiamo circa 12 ettari, dedicati interamente alla coltivazione dell’aronia.

Da quanto tempo avete iniziato?

Le prime piante le abbiamo piantate il 2 gennaio 2014. Ci sono voluti un paio d’anni di rodaggio, come succede per qualsiasi azienda. Dall’anno scorso gli affari sono iniziati ad andare bene.

Aronia, i numeri in pillole
Costo medio di una piantina € 0,6 - 3 (dipende dall’età della pianta)
Prima raccolta utile più o meno dopo 2 anni dall’impianto in base all’età della pianta acquistata
Macchina raccoglitrice circa € 20.000
Produzione annua circa 110 quintali di prodotto (a seconda dell’annata)
Prezzo medio di acquisto al kg € 0,30 (agricoltura convenzionale)
Costi annui non troppo elevati, non necessita di lavorazioni particolari se non la pulizia delle file, specie i primi anni
Concimazioni non troppo frequenti (1 invernale e 1 a circa 2 mesi dalla raccolta)
Aronia, il super food che fa bene anche a chi lo coltiva - Ultima modifica: 2020-03-05T17:08:22+01:00 da K4

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