Veneto, ecco come certificare la biodiversità nei boschi

    biodiversità
    Veneto Agricoltura e Università di Padova al lavoro in Cansiglio. L’obiettivo è valorizzare la qualità del legname per stabilirne il giusto prezzo

    Testare modalità innovative di valutazione della biodiversità degli ecosistemi forestali attraverso l’utilizzo di indici biotici sintetici e con l’elaborazione di un prototipo di certificazione. Ma anche progettare e sperimentare modelli operativi di pagamento dei servizi ambientali delle foreste. Questi gli obiettivi principali di BIOΔ4, progetto finanziato dal Fondo di sviluppo regionale (Fesr) della Commissione europea, nell’ambito del Programma Interreg V-A Italia-Austria (bando 2017), cofinanziato dal Fondo di rotazione nazionale.

    Capofila del progetto è Veneto Agricoltura, che opera in collaborazione con l’Università di Padova (Dipartimento Tesaf) e la Camera dell’Agricoltura del Tirolo (Landwirtschaftskammer Tirol).

     

     

    Il metodo

    Il primo passo nell’elaborazione del metodo BIOΔ4 ha riguardato la scelta delle aree di analisi. Questa scelta, così come la definizione delle metodologie di rilievo e le successive analisi, si sono svolte sotto il coordinamento del Dipartimento Tesaf dell’Università di Padova e ha riguardato formazioni boscate ricche in abete bianco delle foreste del Cansiglio (in provincia di Belluno, Veneto) e di Ampezzo (in provincia di Udine, Friuli-Venezia Giulia).

    Le zone di studio sono state categorizzate in 15 aree centrali, più 45 aree secondarie, sia in Cansiglio che ad Ampezzo, per un totale di 30 aree centrali e 90 secondarie. Ulteriori aree, anche esterne a queste due zone, sono state investigate per poter testare il metodo in situazioni di più elevata o minore biodiversità.

    Dallo spoglio bibliografico emergono molti punti che qui per brevità raggruppiamo in poche considerazioni di base. La biodiversità è certamente funzione del numero di specie, ma in molti casi può essere stimata anche in base a categorie di livello superiore o a specie qualificate. Le specie, a partire da quelle arboree dominanti, non devono avere carattere sostitutivo, né tantomeno essere alloctone (cioè originarie di territori diversi da quello in cui vivono). Aspetti morfologici e strutturali possono semplificare molto la stima in modo indiretto.

    In altri termini, la biodiversità nel bosco deriva da un elevato numero di componenti, ognuna delle quali potrebbe essere oggetto di rilevamento diretto, ma è del tutto improponibile procedere con rilievi esaustivi.

    Occorre quindi riferirsi a un set di indicatori rappresentativo, anche in modo indiretto, delle principali componenti della biodiversità, ognuna delle quali si esprime a una diversa scala, che può variare da quella di una nicchia in un singolo tronco a quella dell’intero popolamento forestale.

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    tab. 1 Indicatori di biodiversità e criteri di valutazione
    INDICATORI BIOΔ4 Criterio generale di valutazione
    ARTICOLAZIONE DELLA STRUTTURA DEL BOSCO Conteggio del numero di strati in cui è articolata in verticale la vegetazione
    NUMEROSITÀ DI SPECIE CHE COMPONGONO LO STRATO ARBOREO E ARBUSTIVO Conteggio del numero di specie arboree e arbustive (escluse le alloctone)
    DENDRO MICROHABITAT Conteggio del numero e della varietà dei dendro-microhabitat sugli alberi viventi
    NECROMASSA IN PIEDI Conteggio del numero e della diffusione di fusti morti in piedi
    NECROMASSA A TERRA Conteggio del numero e della diffusione di tronchi morti a terra (e/o ceppaie)
    NUMERO PIANTE DI GRANDI DIMENSIONI Conteggio del numero e della varietà di alberi di grandi dimensioni
    SPECIE DI INTERESSE CONSERVAZIONISTICO Conteggio del numero di specie rare/protette di flora e fauna
    SITI RIPRODUTTIVI E ZONE DI ALLEVAMENTO DI SPECIE DI INTERESSE CONSERVAZIONISTICO Verifica di presenza e conteggio di tane, rendez-vous, arene di canto, zone di allevamento della covata, nidi e/o fori di picchi, di specie faunistiche qualificate
    PRESENZA DI RADURE Misura dell'incidenza di radure erbacee o basso-arbustive che contribuiscono all'articolazione della struttura orizzontale della vegetazione
    HABITAT LEGATI ALLA MORFOLOGIA E ALLE ACQUE Verifica di presenza e stima della varietà di habitat umidi o rocciosi che contribuiscono all'articolazione geomorfologica del sito forestale
    SUPERFICIE INTERNA AD AREE PROTETTE O SOGGETTA A SPECIFICI REGOLAMENTI O IMPEGNI Incidenza delle superfici specificatamente regolamentate ai fini della tutela ambientale
    FATTORI DI DISTURBO PER LA BIODIVERSITÀ brucatura di ungulati selvatici Verifica di presenza di condizioni o attività a determinismo antropico in grado di limitare (direttamente o indirettamente) in misura rilevante la biodiversità:
    lontananza dalla vegetazione potenziale - perdita di rinnovazione per eccessiva brucatura;
    presenza di alloctone invasive - presenza di formazioni forestali sostitutive e/o antropogene o di specie alloctone;
    altri fattori di disturbo - rilevanza di altri disturbi/danni legati alla presenza antropica (infrastrutture, turismo, ecc.)

    Le certificazioni

    Tra gli obiettivi del progetto c’è l’elaborazione di uno schema di certificazione (BIOΔ4) basato sull’applicazione di questo set di indicatori che possa consentire di promuovere e sostenere sul mercato la commercializzazione del legname proveniente da boschi ricchi di biodiversità. Gli standard attuali di certificazione di gestione forestale sostenibile più diffusi in Italia (Pefc e Fsc) e correlate catene di custodia, le quali mirano a garantire la tracciabilità del legname di provenienza fino alla sua trasformazione nei vari prodotti possibili, potranno implementare parzialmente o integralmente lo schema di valutazione della biodiversità appositamente predisposto con il progetto BIOΔ4, che potrà comunque trovare applicazione indipendentemente.

    La vasta gamma di servizi ecosistemici forniti dall’ecosistema foresta, per i quali è sempre più viva l’esigenza di definirne i sistemi di remunerazione, avranno la possibilità di fregiarsi di un’attestazione di biodiversità collegata al bosco e ai requisiti stabiliti dagli indicatori messi a punto da BIOΔ4, a sostegno di una gestione forestale attiva.

    Gli indicatori

    I ricercatori hanno focalizzato l’attenzione su alcuni aspetti principali. Ricchezza della componente nemorale arborea, arbustiva ed erbacea. Presenza di specie vegetali alloctone. Presenza di microhabitat forestali. Esistenza di microstrutture quali affioramenti rocciosi, ghiaioni/pietraie, scorrimenti idrici/zone umide. Valenze faunistiche (ad esempio presenza di alberi con fori di alimentazione o riproduzione di picchi, siti di nidificazione, arene di canto dei galliformi, tane, ecc.). Valenze floristico-vegetazionali (presenza di specie rare, di lista rossa, o di orchidee). Rinnovazione forestale e pressione esercitata dagli ungulati su di essa. Valenze selvicolturali (numero di alberi di grande diametro, legno morto, composizione della componente arborea, presenza/assenza di strato arbustivo, ecc.).

    Veneto, ecco come certificare la biodiversità nei boschi - Ultima modifica: 2021-01-16T09:22:53+01:00 da K4

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