Salicornia, il progetto che punta a recuperare i terreni salinizzati

    L'Università di Pisa coordina Saga, il primo progetto internazionale dedicato allo studio genetico della pianta alofita. Obiettivo: sviluppare nuove opportunità produttive nelle aree agricole colpite da siccità e salinizzazione

    La salinizzazione dei suoli è una delle conseguenze più insidiose dei cambiamenti climatici per l'agricoltura mediterranea. Per affrontare questa sfida prende il via Saga (Salicornia Genotyping for Sustainable Soil and Farming: from Genes to Agroecology), il primo progetto internazionale dedicato allo studio della Salicornia, pianta alofita capace di crescere anche in terreni salini e degradati.

    A coordinare l'iniziativa è l'Università di Pisa, nell'ambito del programma europeo Prima (Partnership for Research and Innovation in the Mediterranean Area), finanziato dal Ministero dell'Università e della Ricerca. Il progetto avrà una durata di tre anni e coinvolge anche l'Università dell'Algarve (Portogallo), l'Università di Ankara (Turchia) e l'Università di Tunis El Manar (Tunisia).

    Una coltura per i terreni difficili

    L'obiettivo è studiare la biodiversità genetica della Salicornia per individuare le varietà più adatte a migliorare la salute del suolo, aumentare la resilienza degli ecosistemi agricoli e offrire nuove opportunità produttive nelle aree maggiormente colpite da siccità e salinizzazione.

    «Con l'aumento della siccità e della salinizzazione dei terreni, trovare colture capaci di crescere dove oggi è difficile coltivare è una sfida cruciale per il futuro dell'agricoltura», spiega Alberto Vangelisti, coordinatore del progetto e ricercatore del Dipartimento di Scienze Agrarie, Alimentari e Agro-ambientali dell'Università di Pisa. «La Salicornia, già apprezzata come alimento e per le sue proprietà benefiche per la salute, può offrire nuove opportunità di mercato ai piccoli e medi agricoltori».

    Il gruppo di ricerca Unipi del progetto Saga, in basso da sinistra: Dr. Tarek Allali, Prof.ssa Francesca Galli, Dr.ssa Susanna Pecchia, Prof. Tommaso Giordani, Dr. Alberto Vangelisti, Prof. Alberto Pardossi, Dr.ssa Irene Ventura. In alto da sinistra: Dr.ssa Sara Devali, Dr. Marco Castellacci, Dr. Marco Santin, Dr. Gabriele Usai, Dr. Samuel Simoni, Prof.ssa: Antonella Castagna, Dr. Ugo Rogo, Dr.ssa Valentina Colombo, Prof. Andrea Cavallini

    Genetica e prove in campo

    Per la prima volta il progetto analizzerà in modo sistematico il patrimonio genetico delle popolazioni mediterranee di Salicornia. L'Università di Pisa guiderà le attività di genomica e bioinformatica, dal sequenziamento del DNA all'individuazione delle varietà più promettenti sotto il profilo agronomico.

    Dal secondo anno prenderanno il via anche le sperimentazioni in campo nei quattro Paesi partner, con l'obiettivo di valutare gli effetti delle diverse varietà sulla produttività agricola, sulla qualità del suolo e sulla biodiversità microbica.

    Agricoltori coinvolti nella sperimentazione

    Uno degli aspetti più innovativi del progetto riguarda il coinvolgimento diretto degli operatori del settore attraverso i Living Labs, nei quali agricoltori, tecnici e decisori pubblici parteciperanno alla progettazione e alla sperimentazione delle soluzioni sviluppate dalla ricerca.

    «Con Saga vogliamo colmare una lacuna scientifica importante, perché la Salicornia, nonostante il suo enorme potenziale per un'agricoltura sostenibile, non è mai stata studiata in modo sistematico dal punto di vista genetico», conclude Vangelisti. «L'obiettivo è trasformare questa conoscenza in strumenti concreti per selezionare le varietà più adatte attraverso una collaborazione scientifica che coinvolge le due sponde del Mediterraneo».

    8 Commenti

    1. buon giorno anche nella mia azienda confinante con lo stagno di marcedi lato comune di Arbus esiste una estesa zona di salicornia se serve sarò a disposizione .
      possibilità di possibilità di sperimentare con ovini che ne vanno ghiotti e bovini distintinsaluti Battistino

    2. Salve, vivo a S. Pietro in Bevagna (Manduria, Taranto) e cerco vanamente di coltivare un terreno di 2h ad 1,5km dal mare, dove non piove MAI. Il mio pozzo fornisce un acqua salmastra che rende la coltivazione ancora più difficile. A pochi km da qui sulle scogliere e in un bacino artificiale di Torre Colimena cresce abbondante la salicornia. Ho provato a trapiantare una pianta di salicornia nel mio terreno, ma è morta…
      Il vostro progetto è molto interessante, sono disponibile per un eventuale collaborazione. In bocca al lupo!

    3. anche sulle coste garganiche presente in modo spontaneo, ricca di sale ma piena di iodio è una toccasana per la tiroide.

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