Cimice asiatica, in Emilia-Romagna la vespa samurai si è “ambientata” bene

cimice asiatica
Nel 2020 liberati 66mila antagonisti in 300 lanci. Finora la vespa è stata ritrovata nel 5,6% delle uova di cimice asiatica. Secondo i tecnici del Servizio fitosanitario regionale sono numeri molto positivi

Sono promettenti i primi riscontri delle indagini svolte dai tecnici del Servizio fitosanitario regionale dell'Emilia-Romagna che hanno verificato sul campo l’avvenuto insediamento nei siti di lancio della vespa samurai, il piccolo insetto antagonista naturale della cimice asiatica, dopo l’avvio nell’estate 2020 del programma regionale di lotta biologica. Ne dà notizia la Regione con un comunicato.

Un progetto, quello decollato nel giugno scorso con il “lancio” in un’azienda di Campogalliano (Mo) dei primi 110 esemplari di vespa samurai (100 femmine e 10 maschi), che finora ha consentito di liberare circa 66mila insetti utili mediante 300 “lanci” lungo i cosiddetti corridoi ecologici (siepi, are verdi, boschetti, ecc.). Luoghi dove la cimice depone le sue uova che vengono poi parassitizzate, e quindi rese innocue, dalla preziosa vespa.

I risultati degli studi scientifici

A testimonianza del successo dell’intera operazione – scrive la Regione in una nota – il fatto che la vespa sia praticamente in tutto il territorio regionale con percentuali variabili da zona a zona e un indice di parassitizzazione delle uova di cimice fino al 5,6%. Cioè la vespa samurai si è insediata ed è stata ritrovata in 5 uova di cimice ogni 100 controllate.

I monitoraggi effettuati hanno inoltre permesso di verificare l’elevata percentuale di parassitizzazione naturale delle ovature di cimice dovuta all’azione anche di altre specie nemiche presenti nell’ambiente. Sia quelle autoctone, come Anastatus bifasciatus A. sinicus, ma anche quelle esotiche come Trissolcus mitsukurii, la cui azione si è così sommata a quella iniziale della vespa samurai. Le percentuali complessive di parassitizzazione riscontrate sono state anche del 35%.

Infine, a proposito dei possibili effetti ambientali derivanti dall’introduzione nell’ambiente naturale di una specie esotica come la vespa samurai, va rilevato che nelle indagini effettuate dai tecnici in Emilia-Romagna Trissolcus japonicus è stato ritrovato esclusivamente sulle ovature di cimice asiatica e non anche sulle uova di altre specie come i lepidotteri, a conferma di una elevata specificità della vespa samurai, che è perfettamente in grado di riconoscere le ovature di cimice asiatica che in questo momento è il nemico numero uno degli agricoltori emiliano-romagnoli.

Mammi: «Bene, ora continuare con i lanci»

«Si tratta di un risultato molto importante – sottolinea l’assessore regionale all’Agricoltura, Alessio Mammi – in quanto l’obiettivo del primo anno di lotta biologica alla cimice era proprio quello di permettere alla vespa samurai di insediarsi nel territorio regionale il più velocemente possibile, in modo da avviare quel processo di riequilibrio ecologico che dovrebbe dare respiro alla nostra frutticoltura».

«Sarebbe certamente utile proseguire nel 2021 e anche nei prossimi anni con il programma di lanci della vespa – prosegue Mammi – con l’infittimento e l’estensione della maglia regionale dei siti di lancio. Pertanto, auspichiamo il via libera dal ministero dell’Ambiente alla prosecuzione anche per quest’anno del progetto, il più grande programma di lotta biologica mai attuato in Italia. Noi siamo pronti a ripartire con un piano che prevede almeno un centinaio di nuovi siti di lancio della vespa samurai nelle zone non coperte dalla campagna 2020».

Cimice asiatica, in Emilia-Romagna la vespa samurai si è “ambientata” bene - Ultima modifica: 2021-01-21T15:17:29+01:00 da Terra e Vita

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