Le potature cittadine equiparate a quelle agricole

Più semplice la gestione dei residui di sfalci e potature urbane da parte delle aziende agricole e conto terzi che svolgono questo tipo di attività

La legge comunitaria 2018 approvata dalla camera dei Deputati il 12 marzo 2019 e inviata al Senato per la definitiva approvazione, ha introdotto l’esclusione dalle norme del Codice ambientale sulla gestione dei rifiuti, i residui degli sfalci e delle potature urbane. La norma serve anche a chiudere il contenzioso che la Commissione aveva avviato nei confronti dell’Italia sul fatto che non era stata recepita in modo corrette la normativa comunitaria contenuta nella relativa Direttiva.

La nuova disposizione consente quindi un più semplice smaltimento ed utilizzo dei residui delle potatura urbane escludendo la gestione delle stesse come residui con tutti gli obblighi di registrazione e tracciabilità.

Il contenuto della legge comunitaria 2018

L’articolo 20 della Legge Comunitaria 2018, è relativo allo smaltimento degli sfalci e delle potature e risulta finalizzato alla chiusura del Caso Eu-Pilot 9180/17/ENVI concernente specifiche ulteriori 'esclusioni' dalla normativa sui rifiuti introdotte dal legislatore nazionale all’articolo 185, comma 1, lettera f) del decreto legislativo n. 152/2006 (Codice dell'ambiente), rispetto al testo della direttiva europea sui rifiuti.

La norma, in particolare, esclude dall'applicazione della parte quarta del Codice dell’ambiente, in materia di rifiuti, le materie fecali, la paglia nonché l'altro materiale agricolo o forestale naturale non pericoloso quali - in un elenco che la norma medesima specifica avere carattere esemplificativo e non esaustivo - gli sfalci e le potature, ove effettuate nell'ambito delle buone pratiche colturali.

In virtù di una proposta emendativa approvata prima durante l'esame in Commissione, e poi dall’Assemblea di Montecitorio, l'esclusione si stabilisce altresì per la categoria degli sfalci e delle potature derivanti dalla manutenzione del verde pubblico di comuni e città metropolitane, riproponendo per tale aspetto l'esclusione già prevista a legislazione vigente.

Si prevede che i materiali siano utilizzati in agricoltura, nella silvicoltura o per la produzione di energia da tale biomassa, anche al di fuori del luogo di produzione ovvero con cessione a terzi, con metodi che non danneggiano l'ambiente e la salute umana.

LASCIA UN COMMENTO

Per favore inserisci il tuo commento
Per favore inserisci il tuo nome