Un pool di esperti di settore grazie al quale si accresce ulteriormente il livello d’informazione e formazione del gruppo.
MICHELE PISANTE Università di Teramo
Viticoltura ALBERTO PALLIOTTI Università Perugia
Zootecnia da latte MARIA TERESA PACCHIOLI Crpa Reggio Emilia
Agronomia Precision Farming RAFFAELE CASA Università della Tuscia – Viterbo
Orticoltura ALBERTO PARDOSSI Università di Pisa
Meccanizzazione PAOLO BALSARI Univeristà di Torino
Economia e Politica Agraria ANGELO FRASCARELLI Università di Perugia
Bioenergie/Economia circolare FABRIZIO ADANI Università di Milano
Difesa Vegetale VITTORIO ROSSI Università Cattolica di Piacenza
Fertilizzazione CLAUDIO CIAVATTA Università di Bologna
Frutticoltura LUCA CORELLI GRAPPADELLI Università di Bologna
Irrigazione GRAZIANO GHINASSI Università di Firenze
Forestazione PIERMARIA CORONA Crea-Arezzo
Il 2018 in casa Edagricole parte con una novità di rilievo. Terra e Vita, la rivista ammiraglia del gruppo, e Nova agricoltura, il progetto focalizzato sull’innovazione, si dotano ognuno di un Comitato scientifico costituito con il preciso intento di portare idee, far crescere il livello d’informazione e incidere sulla formazione degli imprenditori agricoli.
Un pool di professori e ricercatori, molti dei quali collaboratori storici delle riviste Edagricole, in grado di valorizzare le tante attività che Università e Centri di ricerca stanno portando avanti, utilizzando i nuovi canali informativi, senza dimenticare l’ancora l’amata carta. Con l’obiettivo di dare un futuro migliore al settore agricolo.
La Tunisia accelera sui mercati internazionali dell’olio d’oliva cambiando gli equilibri del Mediterraneo. L’Italia resta un partner strategico, ma rafforza i controlli per tutelare filiera, tracciabilità e valore del Made in Italy
Con un fatturato di 28,5 miliardi il settore lattiero caseario nazionale rappresenta l’11% dell’export e l’11% del giro d'affari alla produzione dell’intera industria alimentare italiana
Il cambiamento climatico incide ormai direttamente sulla redditività agricola attraverso la qualità degli asset produttivi. Una lettura economica ancora poco integrata nei modelli decisionali