Coronavirus: incontro Governo – parti sociali, le richieste per l’agricoltura

Il premier Giuseppe Conte
Difendere la reputazione del made in Italy, sostenere le imprese e i lavoratori allargando la platea delle agevolazioni fiscali e contributive e annullando inutili balzelli. Le richieste avanzate oggi de Coldiretti, Confagricoltura, Cia e Copagri al tavolo di confronto a Palazzo Chigi

Sono partite nel tardo pomeriggio a Palazzo Chigi, alla presenza del Presidente del Consiglio, Giuseppe Conte, i tavoli di incontro tra Governo e rappresentanze di parti sociali ed enti locali riguardanti la gestione dell'emergenza Coronavirus.

Lo stretto timeline degli incontri è partito alle ore 16 con Cgil, Cisl, Uil, Regioni, Anci, Upi; alle ore 17 Coldiretti, Confagricoltura, CIA, Copagri; alle ore 18 Associazioni delle Imprese, Confindustria, Rete Imprese, Confapi, Abi, Confprofessioni, Ania, alle 20 si è chiuso con Alleanza delle Cooperative e Legacoop.

Il confronto tra governo e Regioni a Palazzo Chigi sull'emergenza coronavirus

Coldiretti #Mangiaitaliano

Giuseppe Conte e Ettore Prandini

«Per combattere la disinformazione, gli attacchi strumentali e la concorrenza sleale prende il via la prima campagna #Mangiaitaliano in Italia e all'estero». Lo annuncia il presidente della Coldiretti Ettore Prandini in occasione dell'incontro delle parti sociali con il premier Giuseppe Conte, anche alla luce del video francese sulla pizza italiana, punta dell'iceberg di comportamenti che mirano a screditare il made in Italy. La campagna, spiega la Coldiretti, nasce per salvare la reputazione dei prodotti tricolori enogastronomici, difendere il territorio, l'economia e il lavoro e far conoscere i primati della più grande ricchezza del Paese. Un modo per sconfiggere la richiesta avanzata da diversi Paesi di avere certificazioni sanitarie 'virus free' su vini e cibi provenienti dalla Lombardia e dal Veneto, come anche per arginare una diffidenza spesso alimentata ad arte con fake news dalla concorrenza. «L'emergenza coronavirus con le difficoltà produttive, logistiche e commerciali e i pesanti danni di immagine - ricorda la Coldiretti -, sta mettendo a rischio l'intera filiera agroalimentare estesa, dai campi agli scaffali fino alla ristorazione, che raggiunge in Italia una cifra di 538 miliardi di euro pari al 25% del Pil e offre lavoro a 3,8 milioni di occupati».

Verrascina (Copagri):  «Sanzioni per chi pretende certificati virus-free»

Franco Verrascina, presidente della Copagri nazionale.

«Contrastare la disinformazione legata alla presunta insalubrità dell'agroalimentare nazionale, che rischia seriamente di aggravare il già salato conto dei danni che stanno pagando i produttori agricoli di tutto il Paese». È il messaggio che lancia la Copagri in merito alla situazione venutasi a creare in seguito all'allarme causato dal Coronavirus e al conseguente diffondersi di paure e diffidenze che hanno rallentato gli scambi commerciali, minando la fiducia dei mercati nei confronti delle produzioni nazionali. «È importante ricordare che l'agroalimentare italiano è tra i più controllati al mondo-, sottolinea il presidente della Copagri Franco Verrascina, in occasione del vertice con le parti sociali convocato a Palazzo Chigi dal presidente del Consiglio Giuseppe Conte -, non a caso vanta un primato invidiabile in termini di indicazioni d'origine e salubrità». Verrascina si dice soddisfatto delle recenti normative con le quali vengono previste sanzioni fino a 60mila euro per gli acquirenti di prodotti agroalimentari che richiedono una fantomatica certificazione 'coronavirus-free', chiarendo inoltre che tale pretesa rappresenta a tutti gli effetti una pratica commerciale sleale, espressamente vietata dalla recente direttiva comunitaria in materia.

Scanavino (CiA): «Sgravi a chi acquista Made in Italy
e green ticket per le imprese»

Agea
Dino Scanavino, presidente nazionale Cia - Agricoltori italiani

Sgravi fiscali a chi acquista cibo Made in Italy, estensione delle misure previste nella zona rossa a tutto il Nord Italia, sostegno ad agriturismi ed export, incentivi ai giovani agricoltori, semplificazione nell'accesso al credito, green ticket per imprese, richiesta di deroga agli aiuti di Stato. Queste alcune delle proposte presentate da Cia-Agricoltori Italiani al tavolo del Governo con le parti sociali, convocato dal premier Giuseppe Conte. «Occorre pensare a un progetto di rilancio e sviluppo dell'intero sistema economico - ha sottolineato il presidente Dino Scanavino - chiediamo misure concrete e immediate per fronteggiare il momento difficile. Servono anche impegni di prospettiva per tornare a crescere». Tra le misure presentate, Cia chiede per quanto riguarda gli sgravi fiscali una detrazione fiscale per le famiglie del 19% sulle spese per acquisto di prodotti agricoli e alimentari Dop e Igp e bio. Per gli agriturismi la sospensione dei contributi previdenziali e dei pagamenti delle rate dei mutui per non meno di 12 mesi. Per l'export la realizzazione di una campagna promozionale all'estero che punti sugli elementi di salubrità del cibo italiano, oltre a incentivi a tutela del sistema fieristico internazionale. Quanto al sistema produttivo, occorre un intervento di natura finanziaria che dia ossigeno alle aziende agricole per almeno 24 mesi, parallelamente a una semplificazione dell'accesso al credito grazie al fondo Ismea. Cia propone, inoltre, l'ipotesi del green ticket per le imprese, uno strumento che semplifichi i rapporti di lavoro in agricoltura, introducendo una maggiore flessibilità.

Giansanti (Confagri): «Ridurre il cuneo fiscale per incentivare l’occupazione; allargare la platea delle agevolazioni per le imprese»

Massimiliano Giansanti

«Dalla crisi sanitaria un piano per far ripartire l’economia». Lo ha detto il presidente di Confagricoltura Massimiliano Giansanti intervenendo oggi a Palazzo Chigi all’incontro del Governo con le parti sociali.

Per il presidente di Confagricoltura è essenziale affrontare l’emergenza Coronavirus in maniera coerente e congiunta per tutto il settore agricolo e agroindustriale, che rappresenta quasi il 20% del PIL italiano e circa il 10% dell’export nazionale complessivo.

A tal fine Confagricoltura propone una serie di misure straordinarie da adottare, per le quali sono richieste risorse congrue e strumenti incisivi. Si tratta di azioni strategiche di diversa estrazione, di carattere generale e specifico, per tutelare e salvaguardare il settore agricolo, ma anche quelli da cui esso dipende, come la ristorazione e la ristorazione collettiva, la grande distribuzione, i grossisti, il commercio estero.

In materia di lavoro, per Giansanti, occorrono misure per favorire il reclutamento di manodopera da parte delle imprese agricole i cui lavoratori sono impossibilitati ad effettuare la prestazione a causa dell’emergenza sanitaria. E proseguire con determinazione sulla strada della riduzione del cuneo fiscale, liberando risorse per sostenere il fronte della domanda e incentivare l’occupazione.

In materia fiscale, Confagricoltura ritiene sia importante nell’ambito delle misure Trasformazione 4.0, che il MISE valuti l’opportunità di rendere il credito d’imposta fruibile fino ad esaurimento, anche dunque oltre i cinque anni previsti. E di concederlo alle imprese che subiscono un calo del fatturato in conseguenza dell’emergenza di tutto il territorio nazionale. Va inoltre presa in considerazione la cancellazione, per il 2020, e non la mera sospensione, degli obblighi tributari e contributivi delle imprese in zona rossa e la sospensione per le imprese in tutto il territorio nazionale, nonché l’abrogazione di Plastic Tax e Sugar Tax, al fine di sostenere e far riprendere agevolmente i processi commerciali direttamente imputabili alle filiere produttive a valle.

Anticipo di tutti i pagamenti Pac

Per quanto riguarda la politica agricola comune, per Confagricoltura è essenziale che sia disposto l’anticipo di tutti i pagamenti della PAC (aiuti diretti e sviluppo rurale) a sostegno della liquidità delle imprese.

In considerazione dell’impatto economico subito dalle imprese, anche limitrofe a talune aree, è importante prevedere sotto il profilo del credito, una “moratoria” generale da parte anche delle Istituzioni, mettendo a disposizione delle imprese strumenti di finanza agevolata, come la sospensione del pagamento delle rate e un corrispondente allungamento della durata dei piani di ammortamento; la concessione e l’estensione a “titolo gratuito” delle garanzie ISMEA; meccanismi di copertura dei costi degli interessi legati ad ogni forma di indebitamento delle imprese a loro carico, prevedendo inoltre un rinvio delle scadenze e il mantenimento delle attuali disponibilità finanziarie.

«Infine – ha detto il presidente Giansanti - è necessario procedere ad un vero e proprio enforcement della normativa in vigore per quanto riguarda il contrasto alle pratiche sleali. Sollecitiamo il recepimento della nuova direttiva comunitaria in questione nell’ordinamento interno, anche con l’ampliamento della lista definitiva della UE per rafforzare il ruolo commerciale della parte agricola; affidare ad uno o più soggetti il compito di indagare e sanzionare sulle condotte scorrette; prevedere adeguate sanzioni, come bene ha previsto il ministro Bellanova nel DL 9/2020. E, soprattutto, occorre puntare su un piano di promozione straordinario del Made in Italy per recuperare competitività sui mercati esteri e salvaguardare l’immagine dei prodotti agricoli e agroalimentari».


 

Vacondio (Federalimentare): «Efsa garantisca i prodotti italiani»

«Certificazioni virus free, difficoltà a far arrivare le materie prime dall'Europa e una comunicazione falsa che, sotto il cappello della satira, fa terrorismo sui prodotti Made in Italy: tutti sistemi che mettono ingiustamente a dura prova le eccellenze alimentari italiane» commenta così Ivano Vacondio, presidente di Federalimentare, le preoccupanti conseguenze inseguito all'emergenza Coronavirus. «Naturalmente - precisa Vacondio - quelle che si susseguono in questi giorni sui nostri prodotti sono frutto di una comunicazione scorretta, quando non di vere e proprio pratiche commerciali sleali, ma il problema è che tali informazioni vanno a toccare la sfera della salute dei consumatori, creando in loro, comprensibilmente, una preoccupazione che può facilmente trasformarsi in un rifiuto a comprare e mangiare cibo italiano». Cibo che però rimane sicuro e non corre alcun rischio con il Covid-19 ma, continua Vacondio «si sta facendo terrorismo psicologico sui nostri prodotti, con la possibilità di indurre una frenata ancora maggiore all'economia. In questo clima, ci rendiamo conto di come non sia sufficiente che a rassicurare i consumatori sia la sola industria alimentare. Chiediamo allora all'Efsa, l'Autorità Europea per la Sicurezza Alimentare - conclude - che si faccia garante dei nostri prodotti».


Filiera Italia «In difficoltà il 70% del fatturato agroalimentare»

Luigi Scordamaglia di Filiera Italia

«Un'emergenza sanitaria che diventa sempre più occupazionale e sociale». Ad affermarlo, in un appello al Governo, è Luigi Scordamaglia, consigliere delegato di Filiera Italia, che aggiunge: «Sotto scacco tutto il settore agroalimentare che, proprio nelle zone più colpite da questa epidemia, ha il suo cuore produttivo e logistico». Secondo una stima di Filiera Italia la somma del fatturato dell'agroalimentare di Piemonte, Lombardia, Veneto ed Emilia Romagna rappresenta infatti quasi il 70% dell'intero settore. Scordamaglia aggiunge: «Se guardiamo al comparto del food includendo anche la ristorazione (dagli agriturismi alle grandi catene) le cose vanno ancora peggio, tracollo al Nord, con cali tra il 50% e l'80%". E ricordata poi l'importanza della spesa alimentare legata al turismo "che per forza di cose subirà un arresto importante». Nello specifico si sottolinea che si parla di più di 30 miliardi di euro, di cui più della metà legati al turismo nazionale e circa 12 miliardi di euro per il turismo internazionale. Si chiede quindi al Governo «l'attivazione di misure straordinarie per tutte le aziende fuori zona rossa ma legate all'emergenza da un qualsiasi nesso causale». Si conclude infine che è proprio l'export quello che maggiormente preoccupa il settore: secondo Filiera Italia: «se l'emergenza in corso durasse ancora qualche settimana rischieremmo di perdere accelerazione in uno dei volani della nostra economia, con un rallentamento anche di 4 punti percentuali, mantenendo comunque un trend positivo (dal + 6 % del 2019 al + 2%). Decisamente più preoccupanti gli effetti che deriverebbero da un eccessivo prolungamento della situazione».

Coronavirus: incontro Governo – parti sociali, le richieste per l’agricoltura - Ultima modifica: 2020-03-04T21:28:45+01:00 da Lorenzo Tosi

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