Settemila euro per gli agricoltori colpiti dalla crisi CV 19. La nuova misura dello Sviluppo rurale

Wojciekowski all'EuroParlamento
Punta a dare un eccezionale e rapido sostegno agli imprenditori e alle piccole imprese agricole colpite dalla crisi e consente alle amministrazioni regionali in difficoltà di non disperdere i fondi dei Psr. L’europarlamento vota quasi all’unanimità e rilancia al rialzo la proposta del Commissario Wojciekowski

Un altro tassello è andato al suo posto nel quadro delle misure comunitarie eccezionali resesi necessarie a causa della diffusione del COVID-19..

Giovedì 11 giugno la Commissione agricoltura del Parlamento europeo ha approvato, sfiorando l’unanimità, la proposta della Commissione Europea di una nuova misura, nell’ambito dello sviluppo rurale, a favore del settore agricolo ed agro-alimentare che ha subito un impatto negativo per la diffusione del coronavirus.

 

 

Sostegni rapidi

Il Commissario Wojciekowski durante la sua partecipazione alla ComAGRI del 30 aprile per presentare le misure post-COVID a favore dei settori vino e ortofrutta, aveva anticipato la pubblicazione del provvedimento per dare un eccezionale e rapido sostegno agli agricoltori  maggiormente colpiti dalla crisi.

Il rilancio del Parlamento

La misura votata tiene conto delle modifiche al rialzo richieste dal Consiglio e dal Parlamento rispetto alla proposta della Commissione e prevede:

  • il versamento di una somma una tantum fino a 7.000 euro per agricoltore e 50.000 euro per PMI agro-alimentare (attive nella trasformazione, commercializzazione e sviluppo di prodotti agricoli), particolarmente colpite dalla crisi dovuta al COVID-19;
  • gli importi dovranno essere pagati entro il 30 giugno 2021, sulla base di impegni assunti entro la fine del 2020;
  • gli Stati Membri e le Regioni dovranno focalizzare il sostegno verso i potenziali beneficiari maggiormente colpiti dalla crisi sulla base di criteri obiettivi e non discriminatori;
  • l’importo massimo di questa misura eccezionale può essere pari al 2% dell’importo di ogni programma di sviluppo rurale per il periodo di programmazione 2014-2020;
  • le spese saranno considerate elegibili a partire dal momento della dichiarazione della crisi.

Per l’Italia 200 milioni di euro più il cofinanziamento nazionale

Il 2% dell’importo di ogni programma ha di fatto raddoppiato la proposta della Commissione e per l’Italia rappresenta un importo di circa 200 milioni di euro a cui deve essere aggiunto il cofinanziamento nazionale.

Il sostegno sarà attribuito ai settori e/o alle aree capaci di dimostrare la carenza di liquidità (esempio di reddito, di fatturato) e situazioni di crisi, già a partire da febbraio 2020.

La nuova misura, per quanto non sostenuta da “soldi freschi” in quanto alimentata dalle risorse già attribuite ad ogni Stato membro nella programmazione attuale, permette un intervento diretto ed immediato a favore del settore. Al tempo stesso, soprattutto per alcune Regioni italiane in ritardo di spesa, fornisce l’opportunità di massimizzare l’utilizzo delle risorse evitando il rischio di un disimpegno e quindi della perdita dei fondi non utilizzati che tornerebbero nel bilancio comunitario.

Entro questa settimana la Plenaria del Parlamento Europeo dovrà confermare la validità della proposta e dare il “via libera” alla modifica del Regolamento sviluppo rurale che permetterà l’avvio della procedura nazionale per l’assegnazione del contributo ai beneficiari entro la fine dell’anno.

Settemila euro per gli agricoltori colpiti dalla crisi CV 19. La nuova misura dello Sviluppo rurale - Ultima modifica: 2020-06-17T03:09:51+02:00 da Lorenzo Tosi

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