Xylella, linee di frantoi trasferite dal Salento in Marocco e Tunisia

Marocco e Tunisia stanno portando via intere linee di produzione di frantoi della provincia di Lecce, inutilizzate per la mancanza di olive da molire.
Pezzi di Salento vanno via, un duro colpo alla filiera olivicolo-olearia della provincia di Lecce, mentre i reimpianti sono ancora bloccati

Marocco e Tunisia stanno acquistando e portando via intere linee di produzione di frantoi della provincia di Lecce, inutilizzate nell’ultima campagna olivicolo-olearia e inutilizzabili anche la prossima per la mancanza di olive da molire. È la conseguenza dell’epidemia di Xylella che ha fatto e continua a far seccare migliaia di olivi in tutto il Salento.


Particolare del trasferimento di una linea di produzione di un frantoio della provincia di Lecce in Marocco.

Muraglia (Coldiretti Puglia): «Duro colpo alla filiera olivicolo-olearia»

«È un duro colpo alla filiera olivicolo-olearia salentina, stretta fra le difficoltà dei reimpianti e il calo della produzione di olive che ha azzerato l’attività degli impianti di trasformazione – denuncia il presidente di Coldiretti Puglia Savino Muraglia –.

Savino Muraglia, presidente di Coldiretti Puglia.

Serve un cambio di passo, occorrono determinazione e responsabilità per non distruggere definitivamente un comparto che produce oltre il 50% dell’olio made in Italy. Se gli agricoltori non reimpiantano, non producono olive e i frantoi muoiono. Se i frantoi muoiono, quando e se ci saranno nuovamente olive non ci saranno più impianti di trasformazione. È inaudito che le istituzioni non riescano a trovare la quadra, con misure precise e definitive, mentre olivicoltori e frantoiani salentini vivono in uno stato di confusione, sconforto, disperazione e abbandono».

 

«Nel 2019 importazioni di olio di oliva dal Marocco aumentate di 13 volte»

Dall’autunno 2013, quando la malattia venne accertata in un oliveto di Gallipoli, la malattia, aggiunge Muraglia, si è estesa senza che sia stata applicata una strategia efficace per fermare il contagio che, dopo aver fatto seccare gli olivi leccesi, ha intaccato il patrimonio olivicolo di Brindisi e Taranto, con effetti disastrosi su ambiente, economia e occupazione.

In Italia crescono le importazioni di olio di oliva dal Marocco e dalla Tunisia.

«Intanto nel 2019 le importazioni di olio di oliva dal Marocco sono aumentate di 13 volte. E l'olio tunisino arriva senza dazi in Italia e in Europa. Per effetto del crollo in Puglia del 65-80% della produzione sei bottiglie di olio extravergine di oliva made in Italy su 10 hanno dovuto dare l’addio agli scaffali dei supermercati».

 

Cantele (Coldiretti Lecce): «Chiuderanno a breve oltre 200 frantoi»

Occorre un impegno concreto e immediato per i frantoi salentini, perché si annuncia la chiusura nei prossimi mesi di oltre 200 strutture, visto che negli ultimi anni, per colpa dei gravi ritardi nella gestione della Xylella, con errori, incertezze e scaricabarile, essi hanno già dismesso numerose linee di produzione, con l’azzeramento della forza lavoro, evidenzia il presidente di Coldiretti Lecce Gianni Cantele.


Gianni Cantele, presidente di Coldiretti Lecce.

«Gli agricoltori chiedono da anni interventi decisi per espiantare, reimpiantare e far rinascere le aree colpite, dopo annunci, promesse, rimpalli di responsabilità e la mancanza di impegni concreti per la ricostituzione del patrimonio olivicolo distrutto, mentre non sanno come comportarsi per realizzare nuovi impianti resistenti e tornare a lavorare e produrre. È assurdo che, ottenuto il Decreto emergenze che consente gli espianti, ora cavilli burocratici impediscono i reimpianti. A distanza di sei anni dal primo olivo infetto su cui è stata conclamata la presenza della malattia, gli agricoltori salentini sono ancora ingabbiati e abbandonati al loro destino e ogni giorno al danno si aggiunge un’altra beffa».

 

«Le aziende olivicole vogliono ripartire e avere un futuro»

Già l’11 giugno scorso, prosegue Cantele, «abbiamo posto al presidente Michele Emiliano il problema di preoccupanti interpretazioni del Decreto emergenze sui reimpianti che imbriglierebbero per l’ennesima volta le aziende agricole che vogliono solo ripartire e riavere un futuro imprenditoriale. Chiediamo che la delibera di Giunta per superare questo ennesimo grave inghippo burocratico sia portata immediatamente in Giunta regionale, così come promesso da Emiliano durante quell’incontro».

Xylella, linee di frantoi trasferite dal Salento in Marocco e Tunisia - Ultima modifica: 2019-07-31T18:05:30+02:00 da Giuseppe Francesco Sportelli

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