La coltivazione del mais, coltura strategica per l’Italia e in particolare per la pianura padana, risulta sempre più compromessa dagli stress termico e idrico provocati dal cambiamento climatico.
In Lombardia sopravvivono però ecotipi locali adattati alle condizioni agro-climatiche e selezionati nel tempo dagli agricoltori che dimostrano maggiore resilienza agli stress ambientali rispetto alle cultivar moderne.
Partendo da questo spunto e con l’obiettivo di preservare la biodiversità maidicola e la competitività delle imprese agricole in Lombardia, è nato il progetto “LO-MAIS: Miglioramento e adattabilità di varietà precoci di mais locali per il valore della filiera lombarda”, finanziato nell’ambito dell’Intervento “SRG01 - Sostegno gruppi operativi PEI AGRI” del Complemento per lo Sviluppo Rurale della Regione Lombardia.
LO-MAIS ha una durata di 30 mesi, da marzo 2026 a settembre 2028. Durante questi mesi, il capofila del progetto Agricola 2000 e gli altri partner coinvolti mirano a valutare e rilanciare le varietà locali più resilienti e, al contempo, rafforzare il legame tra ricerca, sperimentazione e imprese.
LO-MAIS taglia il nastro
Il progetto LO-MAIS, la cui attività di sperimentazione è partita la scorsa estate, verrà presentato ufficialmente il prossimo 28 ottobre, dalle 10.30 alle 12.30, presso l’Aula Molon, all’interno della Facoltà di Scienze Agrarie e Alimentari dell'Università degli Studi di Milano.
L’evento, rivolto ad imprenditori agricoli, tecnici e consulenti del settore, è gratuito e accessibile previa compilazione del modulo di iscrizione. È possibile seguire il convegno in presenza (fino a esaurimento dei posti) o da remoto collegandosi a questo link. La partecipazione all’evento permette ad agronomi, periti agrari e agrotecnici di maturare crediti formativi.
Apriranno il convegno Giovanna Nicastro della DG Agricoltura Regione Lombardia, Marta Guarise, Training & Projects Manager di Agricola 2000, e Alessandra Lanubile, professoressa al Centro BioDNA dell’Università Cattolica del Sacro Cuore.
Seguiranno gli interventi di Michela Landoni, professoressa al DSTA dell’Università degli Studi di Pavia, Roberto Pilu, professore al DiSAA dell’Università degli Studi di Milano, Matteo Busconi, professore al BioDNA, e infine di Marta Guarise.
10 Partner, un'unica squadra

Il progetto poggia le basi su una stretta collaborazione tra Enti di Ricerca, Università e aziende agricole riuniti in un Gruppo Operativo (GO) multidisciplinare, coordinato da Agricola 2000. La direzione scientifica è affidata al BioDNA dell’Università Cattolica.
A supporto del progetto LO-MAIS, anche il DiSaa dell’UniMi, che segue lo sviluppo delle sperimentazioni, le analisi qualitative-genetiche e le attività di divulgazione. Al Dsta dell’UniPv sono affidati gli aspetti di miglioramento varietale, conservazione della biodiversità e le analisi qualitative.
La gestione delle attività di campo è affidata, oltre che ad Agricola 2000, a 6 aziende agricole:
- Azienda Agricola Ceriani Maria Antonia - Truccazzano (MI);
- Azienda Agricola Cascina Mischia - Cisliano (MI);
- Azienda Agricola Sciarretta Massimo - Pizzighettone (CR);
- Azienda Agricola Cirenaica - Robecchetto con Induno (MI);
- La Quercia Società Cooperativa Sociale - Chiavenna (SO);
- Azienda Agricola Terre Villane - Romagnese (PV).
Dalla tutela del mais lombardo alla messa in campo
Le sei varietà di mais protagoniste della sperimentazione sono Quarantino Cremonese, Ottofile Pavese, Ganassina, Bianco di Calcio, Agostanello e Marano Vicentino.
LO-MAIS va alla riscoperta di questi ecotipi locali attraverso un percorso articolato in diverse attività che vanno dalla conservazione del patrimonio genetico e selezione delle varietà nei campi sperimentali, alla coltivazione e valutazione dell’adattabilità degli ecotipi in campi di prova e nelle aziende agricole fino all’analisi della qualità e della sicurezza alimentare della granella. I risultati saranno presentati direttamente su campi dimostrativi, aperti ad agricoltori, tecnici e operatori del settore.
Maggiori informazioni e tutte le ultime novità del progetto LO-MAIS sono sul sito dedicato, concepito per costruire un dialogo tra i partner del progetto e gli operatori sul territorio.













