Cinque nuovi ogm autorizzati in Unione europea, ma in Italia le presenze negli alimenti sono limitatissime

niente ogm
OGM
Bruxelles autorizza quattro mais geneticamente modificati e una varietà di barbabietola. Il piano di controllo triennale coordinato dal Ministero della Salute ha individuato presenze di ogm nel 3% dei campioni con una sola irregolarità: un campione con 8 presenze superiori al limite dello 0.9% senza l'indicazione della presenza di ogm evidenziata in etichetta

La Commissione europea ha autorizzato nel mese di agosto l'uso nell’Ue di cinque organismi geneticamente modificati per alimenti e mangimi. E il ministero della Salute si è precipitato a specificare che la loro presenza negli alimenti venduti nel Belpaese è comunque limitatissima. Le 5 autorizzazioni europee riguardano due nuove licenze per altrettante varietà di mais e tre rinnovi di autorizzazione, per due mais e una barbabietola.

La decisione, che non riguarda la coltivazione, arriva dopo che i Paesi membri non hanno raggiunto un'opinione condivisa sia nel Comitato di autorizzazione che in quello di appello. Le autorizzazioni sono valide per 10 anni e, ricorda in una nota la Commissione europea, tutti i prodotti ottenuti da questi ogm saranno soggetti alle regole di etichettatura e tracciabilità dell'Ue.

Il piano di controllo triennale

Giulia Grillo, ministro della salute

Sottoposte nel nostro Paese a piani di controllo coordinati dal dicastero del ministro Giulia Grillo che, in una recente nota, ha specificato che «In Italia a presenza di organismi geneticamente modificati (Ogm), autorizzati e non, negli alimenti continua ad essere decisamente limitata ed a concentrazioni estremamente basse, inferiori al limite di quantificazione».

Questa affermazione conclude il rapporto del Ministero della Salute sull’attuazione del Piano triennale di monitoraggio degli Ogm negli alimenti sia di produzione nazionale che importati.

Una sola irregolarità

Il rapporto ministeriale riferisce che in particolare esaminando i dati relativi al territorio, per un numero totale di campioni prelevati ed analizzati pari a 682, la percentuale di quelli positivi è stata del 3%, con una sola di non conformità per mancata etichettatura. Ciò conferma sempre di più sia la consapevolezza crescente degli operatori del settore alimentare che pongono particolare attenzione lungo tutta la filiera alimentare, dall’approvvigionamento delle materie prime alla commercializzazione del prodotto finito, sia l’efficacia dei controlli ufficiali messi in atto.

L’attività all’importazione ha presentato un lieve incremento nel numero dei campionamenti con 123 campionamenti effettuati, per i quali non sono state rilevate non conformità.

I prodotti campionati

Dei 682 campioni prelevati 103 sono stati prelevati da prodotti biologici e quindi sottoposti a particolari e specifici vincoli e i restanti 579 da prodotti convenzionali.

Nel primo caso i campioni risultati irregolari sono stati 4 e nel secondo caso 14 per cui la percentuale media di irregolarità è risultata del 3% confermando la sicurezza dei prodotti alimentari presenti sul nostro mercato.

Tutte le positività, sempre inferiori alla soglia di tolleranza dello 0,9%, per la maggior parte dei campioni hanno mostrato percentuali di OGM autorizzati molto basse e al di sotto del limite di quantificazione. Tenuto conto che le positività dei risultati analitici sono superiori ai campioni prelevati in quanto le ricerche per lo stesso campione hanno riguardato più di un principio Ogm, si ha nel dettaglio, 31 positività totali hanno interessato 18 campioni su 682 totali ossia il 3%, di queste tutte relative ad OGM autorizzati nell’Unione europea, 19 sono al di sotto del limite di quantificazione e 4 quantificate da 0.02% a 0.1%. Solo un campione di granelle, creme e farine di mais, di riso e miste è risultato avere 8 positività con presenza di mais autorizzati al di sopra della soglia dello 0,9% e non essere regolamentare perché non etichettato.

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