Alla diga di San Giuliano, che è ubicata in Basilicata ma serve la parte occidentale della provincia di Taranto, la quota di invaso ha raggiunto un valore prossimo alla quota soglia, per cui si è reso necessario aprire le paratoie per far defluire l’acqua in eccesso. Una situazione paradossale, se si considera che in Puglia gli invasi sono pieni solo parzialmente e che, malgrado le piogge degli ultimi mesi, la stagione irrigua è realmente a rischio.
Dalla diga di San Giuliano si sversa l’acqua in eccesso
Di fronte a tale spreco di acqua il presidente della Regione Puglia, Antonio Decaro, ha incontrato il gruppo di lavoro sulla resilienza idrica, che opera a supporto del gabinetto di presidenza, per analizzare la situazione degli invasi nei quali risulta esserci una crescente disponibilità di risorsa idrica, tuttavia non sufficiente per assicurare una regolare stagione irrigua. L’attenzione si è concentrata proprio sulla situazione della diga di San Giuliano, la cui quota di invaso ha raggiunto un valore prossimo alla quota soglia, per cui si è reso necessario aprire le paratoie per far defluire l’acqua in eccesso.
Alla luce della necessità di garantire le future riserve idriche e per non disperdere la risorsa accumulata, si è valutata l’opportunità di chiedere l’innalzamento della quota di invaso per la diga di San Giuliano. A tal fine, e a seguito di istruttoria tecnica affidata al gruppo di lavoro, il presidente Decaro, dopo essersi consultato con il presidente della regione Basilicata, Vito Bardi, ha comunicato che chiederà la convocazione del tavolo politico dell’Accordo di programma con la Regione Basilicata per la gestione delle risorse idriche.
Invasi meglio del 2025, ma occorre gestione attenta
La situazione aggiornata dei principali bacini ad oggi, evidenzia segnali positivi, ma anche elementi che richiedono prudenza e gestione attenta:
- Diga di Occhito (Fortore): 92 milioni di mc (53 milioni nello stesso periodo dello scorso anno).
- Diga di Marana Capacciotti: 23 milioni di mc (18,9 milioni al 2 marzo 2025).
- Diga di Monte Cotugno: 252 milioni di mc (211 milioni lo scorso anno), con una capacità irrigua programmata di circa 70 milioni.
- Diga di Conza: 41 milioni di mc (22 milioni nel 2025).
- Diga del Pertusillo: 91 milioni di mc (53 milioni nel 2025).
- Diga del Capaccio (Celone): 4,8 milioni di mc (920 mila mc nel 2025).
- Diga di San Pietro: 4,1 milioni di mc (dato stabile).
- Diga del Locone: 50 milioni di mc (42 milioni di mc nel 2025).
Cia Due Mari: «Servono nuove opere infrastrutturali»
Sulla situazione della diga di San Giuliano è intervenuta Cia Due Mari Taranto-Brindisi con una nota nella quale chiede che «la Regione Puglia renda immediatamente disponibili le risorse economiche necessarie per realizzare sul proprio territorio opere infrastrutturali capaci di invasare i quantitativi di acqua in eccesso quando si verificano situazioni eccezionali, mettendo fine allo sconsiderato scarico a mare di una risorsa che ogni anno diventa sempre più rara».













