Il territorio chiama la scuola risponde

Il Centro istruzione e formazione della Fondazione Edmund Mach prepara i professionisti dell’agricoltura trentina. Percorsi scolastici articolati e flessibili, tecnici e professionali

Non si può definire “la prima scuola enologica d’Italia” perché quando, nel 1874, la scuola agraria fu fondata a San Michele all’Adige (oggi in provincia di Trento) per decisione della Dieta regionale tirolese di Innsbruck, essa si trovava in terra d’Austria.
Una scuola che fin dalle origini possiede un tratto distintivo: la volontà di abbinare alla formazione la ricerca, per trasmettere agli studenti l’idea di “scoperta”. Con questa missione partì, l’11 novembre 1874, la prima classe di un percorso scolastico che ai tempi durava due anni.

Oggi il Centro Istruzione e Formazione - insieme al Centro di Ricerca e Innovazione, di fama internazionale, al Centro di Trasferimento Tecnologico, che di fatto rappresenta il supporto di riferimento per l’agricoltura trentina in termini di assistenza tecnica, e all’azienda agricola sperimentale di circa 120 ettari, destinati precipuamente alla viticoltura e alla frutticoltura – costituiscono quella che dal 2008 si chiama Fondazione Edmund Mach, in onore di colui che fu il primo direttore della scuola agraria.

Al suo interno, l’istruzione secondaria di secondo grado è ampiamente articolata e risponde alla richiesta, proveniente dal territorio provinciale, di specifiche figure professionali.
Ne abbiamo parlato con Manuel Penasa che all’Istituto agrario di San Michele all’Adige si è diplomato, per poi entrare, dopo la laurea all’Università di Padova, a far parte del corpo docente dell’Istituto e infine diventare, da settembre 2021, dirigente del Centro di Istruzione e Formazione Fem.

Come si struttura l’offerta formativa del Centro di Istruzione e Formazione?

«Il centro scolastico ha due poli: quello di Istruzione tecnica, i cui percorsi sono ordinamentali e portano al conseguimento della maturità in 4 o 5 anni, e quello di Formazione professionale che, in percorsi di 3 o 4 anni, porta a conseguire qualifiche o diplomi e che è sotto coordinamento della Provincia autonoma di Trento. Questo significa che, pur essendo i titoli conseguiti validi a livello nazionale, il polo punta a formare le figure professionali più richieste sul territorio: casari, macellai, tecnici della trasformazione delle materie prime vegetali, allevatori, frutticoltori e ortoflorovivaisti. Le tre classi quarte dei percorsi di formazione professionale sono tutte fortemente improntate alla pratica. In due casi esse prevedono tirocini altamente specializzanti, della durata di 10 mesi. Nel terzo caso l’organizzazione è in modalità duale, il che comporta che gli studenti abbiano un contratto di lavoro con un’azienda e in essa trascorrano metà del tempo scuola. Al termine dei percorsi professionali è possibile frequentare un quinto anno, che può anche traghettare gli studenti verso la formazione terziaria».

Quanto “pesa” Fem nell’istruzione agraria trentina?

«In base all’articolo 31 della Legge Provinciale 5/2006, siamo l’unica scuola che in Trentino si occupa di formazione in ambito agricolo e ambientale. Possiamo tranquillamente dire che in ogni famiglia oggi impegnata in agricoltura in Trentino c’è almeno una persona che è transitata dalle nostre aule. Oggi gli studenti sono circa 800, di cui circa 500 impegnati nel percorso di istruzione tecnica e 300 in quello di formazione professionale».

Tutti trentini?

«No, anche se in percentuale minore, accogliamo anche studenti provenienti da fuori provincia che ultimamente sono aumentati soprattutto nel percorso tecnico viticolo-enologico, grazie al riconoscimento del titolo di enotecnico conseguibile col nostro sesto anno. Gli studenti possono usufruire del nostro convitto di 170 posti letto».

Come si consegue questo titolo?

«Il percorso formativo tecnico viticolo-enologico, ordinamentale, comporta un biennio comune, seguito da 3 anni di indirizzo. Dopo il quinquennio e il diploma è possibile eventualmente frequentare qui il sesto anno e ottenere il titolo di enotecnico.

Enotecnico ed enologo. Che ruoli hanno?

La figura dell’enotecnico in passato è stata ed è tuttora importantissima per lo sviluppo dell’enologia italiana. Quella dell’enologo è molto più recente ed è stata introdotta con la legge 129/91 che ha imposto il conseguimento della laurea triennale per ottenere il titolo. La riforma Gelmini dell’istruzione secondaria di secondo grado (2010) ha poi eliminato il diploma al sesto anno e, di fatto, il titolo di enotecnico, pur lasciando ai diplomati in 5 anni l’accesso a un anno ulteriore di specializzazione. Ma entrambe le figure sono fondamentali in cantina e ricoprono ruoli differenti. Per questo la Rete delle suole enologiche italiane, di cui siamo capofila, ha attivamente contribuito all’approvazione del Decreto legge n. 45 del 7 aprile 2025 che ha collocato il riconoscimento dell’anno di specializzazione post-diploma per la formazione dell’Enotecnico al V livello del Quadro Nazionale delle Qualificazioni, una posizione che normalmente viene attribuita a corsi post-diploma biennali. Chi consegue il titolo di enotecnico in Fem con la formula 5+1, grazie alla convenzione stipulata con l’Università C3A di Trento, ha accesso al Corso di laurea triennale in Viticoltura ed Enologia di tale ateneo, ospitato presso il nostro campus, con il vantaggio del riconoscimento di crediti formativi fino a un assimo di 27».

Che rapporti ci sono tra il Centro di Istruzione e Formazione e il Centro di Trasferimento Tecnologico della Fem?

«Molte attività vengono svolte in collaborazione, arrivando a totalizzare 300 ore l’anno di interventi da parte del Ctt nei percorsi formativi del Cif. Le attività non sono rivolte soltanto agli studenti. Anche i docenti seguono almeno due volte l’anno corsi di aggiornamento erogati proprio dal Ctt al fine di rimanere costantemente aggiornati».

Le tre strade da scegliere

Istruzione tecnica, maturità in 4 anni

Per chi è interessato a materie tecnico-scientifiche del settore agricolo, agroalimentare, ambientale e forestale, con attitudine all’approccio scientifico e alla visione globale. Titolo di studio: Diploma di Istituto tecnico-tecnologico, indirizzo​​ Agraria, agroalimentare e agroindustria, articolazione Gestione Ambiente e Territorio.

Istruzione tecnica, maturità in 5 anni

Per chi è interessato a materie tecnico-scientifiche del settore agricolo, agroalimentare, ambientale e forestale, con l’attitudine a un approccio razionale e operativo. Titolo di studio: Diploma di Istituto tecnico-tecnologico, indirizzo​​ Agraria, agroalimentare e agroindustria, conseguito in una delle seguenti articolazioni: Gestione Ambiente e Territorio - Produzione e Trasformazione - Viticoltura ed Enologia.

Istruzione e formazione professionale

Per chi ha interesse per le materie tecnico-pratiche del settore agricolo e agroalimentare, predisposizione alle attività manuali e forte senso pratico. Titoli di studio: Qualifica di operatore agricolo (3° anno Ota); Diploma di tecnico imprenditore agricolo (4° anno Tia); Diploma di tecnico delle produzioni alimentari (4° anno Ali).

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