Alimentazione zootecnica: sale l’orzo, ma si abbassano le oleaginose

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Secondo gli ultimi rilevamenti della Borsa merci telematica italiana, prosegue il raffreddamento dei listini di grano tenero, farina di colza e di girasole

Con la raccolta ancora in corso e con rese che si confermano variabili a seconda degli areali produttivi (in calo in particolare nelle regioni del nord ovest), i prezzi dell’orzo nazionale hanno registrato un leggero rincaro settimanale su tutte le principali Borse Merci. A conferma delle criticità dettate dalle scarse precipitazioni e dalle alte temperature, il Bollettino JRC Mars sul monitoraggio dei raccolti pubblicato a giugno dalla Commissione Europea ha rivisto in ribasso le rese dell’orzo invernale in Europa, portandole a 5,73 t/ha rispetto ai 5,78 t/ha che venivano stimati a maggio. Per l’Italia la contrazione delle rese sarebbe del 6,7% rispetto al 2021 (da 4,21 a 3,93 t/ha). Tra gli altri cereali da foraggio, prosegue, intanto, il rientro dei prezzi del grano tenero. Diffusi ribassi si sono osservati nel mercato delle oleaginose, condizionate sia dai cali delle quotazioni internazionali che da una domanda zootecnica che rimane limitata.

Orzo, +60% rispetto al 2021

La seconda settimana di quotazione per il nuovo raccolto di orzo ha mostrato una leggera progressione dei valori di scambio. A Bologna i prezzi dell’orzo pesante si sono portati su un valore medio di 325 €/t (franco arrivo), guadagnando 5 €/t rispetto ai prezzi d’esordio dell’annata. Resta significativa la crescita rispetto ad un anno fa, superiore al 60%.

Grano tenero sotto la soglia dei 400€/t, non quotato il sorgo

Arretra ancora, invece, il prezzo del grano tenero foraggero, attestato su un valore medio di 385 €/t a Bologna (franco arrivo), ai minimi da inizio aprile. Entra nella fase dei “non quotato” il sorgo nazionale.

Soia, stimata una crescita della produzione a doppia cifra

Rimangono orientati al ribasso i prezzi nel comparto delle oleaginose, risentendo del clima ribassista che si sta registrando sul mercato internazionale. Le quotazioni futures dei semi di soia scambiati alla Borsa di Chicago hanno chiuso la settimana sui 16,10 $/bushel (pari a 560 €/t), cedendo il 5,4% rispetto a sette giorni prima. Le prospettive sulla prossima produzione mondiale nell’annata 2022/23 appaiono al momento positive, con un output che l’International Grains Council (IGC) nel suo report dello scorso 23 giugno stima sui 389,8 milioni di tonnellate, l’11,2% in più rispetto all’annata 2021/22, grazie all’incremento dei raccolti previsto per Brasile (+15%), Stati Uniti (+4,4%) e Argentina (+13,6%), ovvero i primi tre produttori mondiali. In Italia, dove si iniziano a registrare preoccupazioni sul prossimo raccolto a causa delle condizioni climatiche avverse, la flessione settimanale è stata più contenuta, pari a 8 €/t (-1,2%), con i prezzi della soia di provenienza estera scesi sui 662-667 €/t (franco arrivo). Il confronto con lo scorso anno rimane comunque positivo, pari ad un +38,7%.

Farine proteiche, la discesa continua

Il segno “meno” contraddistingue ancora l’andamento attuale dei prezzi all’ingrosso delle farine proteiche. Il mercato resta cedente, condizionato dai ribassi a livello internazionale dell’intero comparto delle oleaginose. La farina di colza perde ulteriori 5 €/t, arretrando sulla piazza di Milano sui 425-428 €/t (franco arrivo). La crescita su base annua scende sotto i 20 punti percentuali. Ulteriori ribassi anche per la farina di girasole, con il prezzo del prodotto proteico estero che scende a Bologna sui 365-370 €/t (franco arrivo), in calo di 10 €/t rispetto alla settimana precedente. Su base annua l’incremento è del +16,7%.

I prezzi dei cereali foraggeri e delle materie prime zootecniche nella settimana dal 20 al 25 giugno 2022

Alimentazione zootecnica: sale l’orzo, ma si abbassano le oleaginose - Ultima modifica: 2022-06-27T12:46:32+02:00 da Redazione Terra e Vita

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