Emilia-Romagna e Veneto si schierano a fianco dei bieticoltori

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    Hanno aderito al "patto" in difesa dello zucchero 100% made in Italy di Coprob. Gli assessori Caselli e Pan chiedono «al nuovo Parlamento e al futuro Governo che si insedierà, di attivarsi presso gli organismi europei per mettere il settore in condizione di fronteggiare la concorrenza dell’industria saccarifera d’Oltralpe».

    Le Regioni Emilia-Romagna e Veneto si schierano a fianco dei bieticoltori e rilanciano la campagna di Coprob a tutela dello zucchero 100% made in Italy.

    In un incontro tenutosi ieri a Bologna il presidente della Giunta, Stefano Bonaccini, e l’assessore all’Agricoltura, Simona Caselli (presenti i due vicepresidenti dell’industria cooperativa bolognese, Giovanni Tamburini e Piero Cavrini, accompagnati dal presidente e dal direttore di Confcooperative Emilia-Romagna, Francesco Milza e Pierlorenzo Rossi, e il sindaco di Minerbio, Lorenzo Minganti) hanno aderito al "patto" in difesa dello zucchero made in Italy. Si è trattato di un primo appuntamento al quale seguiranno altri di carattere più immediatamente operativo per la messa a punto di una strategia complessiva di rilancio di un comparto che interessa circa 38mila ettari nel Nord Italia, di cui quasi 24mila in Emilia-Romagna, con un indotto economico complessivo superiore a 200 milioni di euro.

    «Nonostante la drastica riduzione di superfici e impianti dopo la riforma europea del 2006- ha sottolineato Caselli - la filiera bieticolo-saccarifera resta un settore di fondamentale importanza per l’agroalimentare italiano e in particolare per l’Emilia-Romagna. Per questo chiediamo al nuovo Parlamento e al futuro Governo che si insedierà, di attivarsi presso gli organismi europei per mettere il settore in condizione di fronteggiare la concorrenza dell’industria saccarifera d’Oltralpe, che gode di condizioni ambientali più favorevoli. Al tempo stesso - prosegue l’assessore - d’intesa con il collega della Regione Veneto, Giuseppe Pan, nei prossimi giorni ci attiveremo per coinvolgere il vicepresidente della Commissione Agricoltura e Sviluppo rurale del Parlamento europeo, Paolo De Castro, e gli altri europarlamentari del nord- est per spingere Bruxelles ad affrontare le distorsioni create dalla fine del regime delle quote zucchero, facendo leva su qualità e distintività delle produzioni. Infine mi impegnerò per la nascita di un tavolo che riunisca tutti gli attori della filiera - produttori, industria alimentare e grande distribuzione- per mettere in campo azioni concrete per il rilancio dello zucchero made in Italy».

    Sullo stesso tema l’incontro tenutosi a Padova dove Claudio Gallerani, Presidente di Coprob, ha ribadito l’appello alla politica italiana. «Siamo in prima linea per coinvolgere sempre più esponenti delle nostre istituzioni al ‘tavolo della sostenibilità’, e per trovare un accordo a tutela del nostro comparto, asset strategico dell’industria agroalimentare italiana – ha detto Gallerani -. Denunciando questo squilibrio dei prezzi provocato dalla liberalizzazione, puntiamo a porre le basi per un cambiamento sinergico, significativo e sostenibile. Perchè non siamo disposti a rinunciare allo zucchero 100% italiano».

    «Non basta fare ‘catenaccio’ tra Regioni e associazioni dei produttori – ha rilanciato l’assessore Pan –. Di fronte alla forte concorrenza dei produttori francesi, tedeschi e olandesi, e alla prossima scadenza del 2020, quando finiranno anche i sussidi europei per le barbabietole e l’industria saccarifera, le istituzioni italiane devono fare squadra. Il nuovo Parlamento, il futuro governo e i nostri rappresentanti in Europa hanno il compito di difendere una delle ultime filiere ‘made in Italy’ rimasta ancora interamente nazionale, e i relativi posti di lavoro».

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