Frumento tenero, le varietà migliori per la prossima semina

    I risultati delle prove nazionali 2019-2020 del Crea-Za di Lodi. Testate 36 selezioni. Fra i panificabili brillano Porticcio, Somtuoso Cs e Sy Cicerone. Fra i panificabili superiori Rgt Montecarlo mentre Giorgione si fa largo fra i frumenti di forza

    La sperimentazione varietale sul frumento tenero, giunta al 47° anno di attività, ha interessato quest’anno 36 varietà che sono state valutate in 22 località: 8 nell’areale Nord, 10 nel Centro e 4 nel Sud e Sicilia. Originariamente, il numero di località individuate per le prove nazionali era più elevato ma sono state eliminate alcune prove perché, all’analisi della varianza, hanno mostrato un coefficiente di variabilità (CV) superiore a 15% per il carattere produzione.

     

     

    Le prove sperimentali sono state coordinate dal Crea-Za Consiglio per la ricerca in agricoltura e l’analisi dell’economia agraria di Lodi, con il supporto essenziale di una serie di collaboratori, appartenenti ad istituzioni pubbliche e private, ai quali vanno i più sentiti ringraziamenti per la costante ed efficace collaborazione per la realizzazione della Rete nazionale.

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    Nella tabella 1 le varietà in prova sono state raggruppate per classe qualitativa di appartenenza e identificate secondo l’anno di iscrizione al Registro nazionale, il responsabile della selezione conservatrice ed il responsabile della commercializzazione in Italia: 6 appartengono ai Frumenti di Forza (FF), 9 ai Frumenti Panificabili Superiori (FPS), 18 ai Frumenti Panificabili (FP) e 3 ai Frumenti da Biscotto (FB).

    Rispetto al 2018/19 escono quest’anno dalla sperimentazione i frumenti di forza (FF) Giambologna, Metropolis e Nestore, i frumenti panificabili superiori (FPS) RGT Algoritmo e Teorema, i frumenti panificabili (FP) Amburgo, Angelico, Ascott, Ausonio, Brunelleschi, LG Absalon, e LG Ayrton, i frumenti da biscotto (FB) Cosmic, Oregrain e Santorin in quanto, oltre ad essere già stati ampiamente valutati negli anni precedenti, non hanno mostrato caratteristiche tali da poter essere inclusi tra le varietà testimoni per le rispettive classi qualitative, né hanno raggiunto una diffusione tale da rientrare tra le tre o quattro varietà più diffuse a livello nazionale (dati Crea-Dc). Le varietà FF Bingo VST e Izalco CS, FPS Albagran, Berta, Pinturicchio, RGT Vivendo, Solindo CS, SY Starlord e SY Ural, FP Cabiria, Filon, Ginger, KWS Coli, KWS Lazuli, Poker VST e SY Capitano, FB Canaletto sono state invece introdotte nella rete poiché mai provate; mentre la varietà Aiace VST (FF) iscritta nel catalogo greco, viene riprodotta in Italia per oltre 500t di seme/anno (dati Crea-Dc). Per diffusione, sono state inserite in prova le varietà FF Rebelde e Giorgione, mentre tra le varietà interessanti sotto un profilo qualitativo e dotate di elevata produttività (testimoni di classe) la varietà panificabile superiore (FPS) Blasco, dopo quasi un ventennio di permanenza in prova, è stata sostituita dalla più recente Lancillotto.

    In tutte le località è stato utilizzato uno schema a graticcio con tre repliche. La parcella elementare di 10 m2 è stata seminata con un investimento unitario di 450 cariossidi germinabili/m2. Per tutti i caratteri rilevati in ciascuna località è stata eseguita l’analisi della varianza.

    Il seme delle varietà, conciato con prodotti commerciali, è stato fornito dalle ditte sementire responsabili della loro commercializzazione sul territorio nazionale (tabella 1).

    L’andamento climatico, per la campagna appena terminata, non è stato, in generale, particolarmente favorevole ai cereali autunno-vernini. Infatti, già le operazioni di semina sono state condizionate dall’andamento meteorologico dell’autunno 2019: un discreto numero di semine è stato effettuato nel periodo compreso tra la fine di ottobre e la prima decade di novembre, ma le successive precipitazioni, abbondanti e diffuse sino alla metà di dicembre, hanno in alcuni casi compromesso l’emergenza o impedito di portare a termine le operazioni di semina, posticipando le stesse ai mesi di dicembre o gennaio. L’inverno è stato caratterizzato da temperature non particolarmente rigide e in alcuni periodi anche miti. Durante i mesi invernali e sino all’inizio di aprile le precipitazioni sono risultate pressoché assenti tanto che in alcuni areali, caratterizzati da terreni sciolti e con bassa capacità di campo le colture hanno iniziato a manifestare sintomi da stress idrico.

    L’andamento anomalo del periodo autunno-invernale ha, in diverse zone, limitato l’accestimento delle colture.

    All’inizio dell’ultima decade di aprile si è verificato un cambio dell’andamento metereologico, con l’arrivo di piogge diffuse, accompagnate da un calo delle temperature che si sono mantenute al di sotto dei valori medi anche durante il mese di maggio.

    Il perdurare delle precipitazioni anche durante le prime settimane di giugno ha limitato l’aumento repentino delle temperature garantendo una maturazione graduale e limitando il fenomeno della stretta. Le operazioni di trebbiatura si sono concentrate in un periodo abbastanza ristretto e, nella maggior parte dei casi, si sono concluse nella prima quindicina di luglio. Anche quest’anno l’andamento climatico ha limitato gli attacchi di origine fungina, rimasti su livelli moderati almeno in buona parte delle prove.

    Nelle tabelle 2, 3 e 4 vengono riportati i risultati dei principali caratteri agronomici, produttivi e merceologici per le varietà in prova suddivise secondo la classe qualitativa di appartenenza e in ordine decrescente di produzione.

    Italia settentrionale

    In questo areale, le condizioni climatiche non particolarmente favorevoli ai cereali autunno-vernini hanno determinato delle rese granellari molto variabili, condizionate sia dall’elevata piovosità riscontrata nel periodo autunnale che dalla scarsità di pioggia del successivo periodo invernale. Ciò ha determinato una produzione media generale di 6,94 t/ha (tabella 2) con un calo, rispetto alla scorsa campagna agraria, di 0,97 t/ha.

    Se si considerano le diverse classi qualitative, le produzioni medie più elevate, come atteso, sono state riscontrate per le classi FP (7,07 t/ha), FPS (7,02 t/ha) e FB (6,92 t/ha), mentre con un valore leggermente inferiore troviamo la classe di più elevata qualità FF (6,43 t/ha).

    Considerando le 36 varietà in prova, quelle che hanno mostrato la produttività media più elevata appartengono alle classi FP e FPS. La cultivar più produttiva è risultata le nuove introduzioni RGT Vivendo (7,73 t/ha) che ha fatto inoltre rilevare un’ottima stabilità con valori superiori a 100 dell’indice produttivo in tutte le località di prova. Buone produzioni, in particolare se si considera l’andamento meteo di questa annata, sono state registrate per un gruppo di varietà di recente costituzione: Filon, Somtuoso CS, KWS Lazuli, Solindo Albagran e Guercino, tutte con produzioni medie comprese tra 7,54 t/ha e 7,43 t/ha. Tutte queste varietà mostrano anche una ottima stabilità produttiva superando la media di campo in quasi tutte le località di prova. Buone produzioni sono state rilevate anche per la varietà in prova da più anni Solehio (7,35 t/ha) che comunque comincia a perdere di competitività quando confrontata con le nuove costituzioni. Tra i frumenti di più elevata qualità, FF, i quali hanno mostrato rese granellari, comunque attese, inferiori alla media di campo si distingue la varietà Giorgione (6,77 t/ha). Buone produzione di granella con indici superiori a 100 in diverse località di prova sono state ottenute dalla varietà FB, al primo anno di prova, Canaletto (7,25 t/ha).

    La fase di spigatura è avvenuta mediamente il 4 maggio. Le varietà che hanno mostrato maggiore precocità sono risultate Berta, Giorgione, Izalco CS e Lancillotto (2 maggio), mentre le più tardive sono risultate Albagran e Somtuoso CS (8 maggio).

    Per la taglia delle piante è stato osservato un valore medio generale di 79 cm; il valore più elevato è stato evidenziato per la varietà Izalco CS (94 cm), mentre Cabiria ha mostrato la taglia minore (70 cm).

    Per quanto attiene alle caratteristiche merceologiche, il peso ettolitrico medio è risultato buono (77,4 kg/hL). Le varietà che hanno fatto registrare valori medi più alti per questo carattere sono state Berta (81,4 kg/hL), appartenente alla classe FPS, Rebelde (81,3 kg/hL), Giorgione (80,8 kg/hL), Bologna (80,3 kg/hL) e Izalco CS (80,0 kg/hL), appartenenti alla classe FF. Nella parte bassa della graduatoria troviamo una varietà appartenenti alla classe FP (LG Arnova) e una appartenenti alla classe FB (Avila) che hanno fatto rilevare un peso ettolitrico al di sotto del valore soglia (75 kg/hL) per la classificazione qualitativa.

    Per il peso dei 1.000 semi è stato rilevato un valore medio discreto (40,6 g). Nell’ambito delle varietà, il valore massimo per questo carattere è stato registrato per Antigua (48,0 g) mentre il peso minimo è stato invece evidenziato per Aiace VST (33,8 g).

    Italia centrale

    In questo areale la produttività media generale delle varietà (tabella 3) ha fatto registrare un valore di 6,55 t/ha con una diminuzione, rispetto alla resa riscontrata lo scorso anno, di 0,71 t/ha.

    Anche in questo areale, nell’ambito delle classi qualitative, le rese più elevate sono state riscontrate per le classi FP e FPS (6,69 t/ha per ambedue); a seguire, con produzioni molto vicine alle precedenti, troviamo le classi FB (6,55 t/ha) mentre la classe di più elevata qualità, FF, è risultata leggermente meno produttiva (5,92 t/ha).

    Considerando il comportamento delle varietà, è possibile notare che, anche nell’areale centro, le cultivar più produttive sono quelle di più recente costituzione. Tra queste, con produzioni superiori a 7,0 t/ha, si distinguono Filon, Albagran, Somtuoso CS, Solindo CS e Guercino tutte appartenenti alle classi FPS o FP; queste varietà mostrano anche un’ottima stabilità con valori superiori a 100 dell’indice produttivo in quasi tutte le località di prova. Tra i frumenti appartenenti alla classe FB, anche nell’areale Centro, si distingue sia per produzione di granella che per stabilità la varietà Canaletto (6,86 t/ha) al primo anno di valutazione. Tra i frumenti FF, la varietà Giorgione (6,52 t/ha) conferma le sue buone caratteristiche produttive evidenziate anche negli altri areali.

    La spigatura media è avvenuta il 7 maggio. In questo areale la varietà più precoce è risultata Filon (30 aprile), le più tardive Albagran, Canaletto, LG Ascona e SY Capitano (11 maggio).

    Per il carattere “altezza pianta” è stato osservato un valore medio pari a 77 cm. Izalco CS (88 cm) si conferma come la varietà con sviluppo maggiore, mentre LG Arnova e Stromboli quelle a taglia più contenuta (67 cm).

    Prendendo in considerazione le caratteristiche merceologiche del prodotto, è stato rilevato un valore medio del peso ettolitrico molto buono (80,2 kg/hL). Ben ventisei varietà appartenenti a tutte e quattro le classi qualitative hanno mostrato valori superiori a 80,0 kg/hL. In questo areale tre varietà appartenenti alla classe qualitativa FP (Filon, LG Arnova e Stromboli) non ha superato il valore soglia (75 kg/hL) per la classificazione qualitativa.
    Infine, la media varietale per il peso dei 1.000 semi è risultata di 40,5 g. Il peso delle cariossidi più elevato è stato riscontrato per la varietà Antigua (48,8 g), mentre Rebelde (33,7 g) è risulta la varietà con il peso dei 1.000 semi più basso.

    Italia meridionale

    La produzione media (3,53 t/ha) di questo areale (tabella 4) è risultata decisamente inferiore a quella della precedente campagna agraria (- 1,85 t/ha).

    In questo areale le produzioni medie più elevate sono state evidenziate per la classe qualitativa FPS (3,86 t/ha); mentre le altre tre classi hanno mostrato produzioni leggermente più basse e molto vicine tra loro: FP (3,47 t/ha), FB (3,42 t/ha) e FF (3,31 t/ha).

    Considerando le singole varietà, nell’ambito della classe FPS si distinguono per resa e buona stabilità produttiva, in particolare se si considera la classe qualitativa di appartenenza, le varietà Pinturicchio (4,51 t/ha), RGT Montecarlo (4,36 t/ha) e Solindo CS (4,12 t/ha); tra gli FP si distinguono per buone rese e indici produttivi in quasi tutte le località di prova le cultivar Guercino (4,39 t/ha) e Filon (4,02 t/ha); mentre tra i FF primeggiano le  varietà Giorgione (4,09 t/ha).

    Tra i FB, oltre al testimone di classe Bramante (3,78 t/ha) anche in questo areale va segnalata la varietà al primo anno di prova Canaletto (3,67 t/ha). La spigatura media delle varietà è avvenuta il 30 aprile. La varietà più precoce è risultata Artù SN (23 aprile), la più tardiva Stromboli (7 maggio).

    Con riferimento all’altezza delle piante, il valore medio è risultato di 69 cm. La varietà Izalco CS hanno mostrato la taglia più elevata (80 cm), mentre Cabiria (62 cm) ha fatto registrare il valore più contenuto.

    Per quanto concerne il peso ettolitrico, il valore medio osservato (74,8 kg/hL) è risultato decisamente basso ed inferiore al valore soglia (75 kg/hL) per la classificazione qualitativa. Tale valore non è stato raggiunto da ben venti varietà per la maggior parte appartenenti alla classe FP e FPS. Solamente le varietà FF Giorgione, FPS Berta e Pinturicchio, FB Bramante e Canaletto hanno mostrato un peso ettolitrico discreto (> 78,0 kg/hL).

    Il peso medio dei 1.000 semi è risultato basso (28,0 g). La varietà Antigua (35,8 g) ha fatto registrare per questo carattere il valore più elevato, mentre Bologna (23,3 g) il più basso.

    Indici produttivi

    In tabella 5 vengono riportati gli indici medi produttivi delle 36 varietà valutate negli ultimi cinque anni di sperimentazione allo scopo di fornire indicazioni utili per la scelta delle varietà da impiegare nella prossima campagna agraria. Considerando la classe qualitativa dei frumenti panificabili (FP), la più rappresentata numericamente, si confermano per produzioni elevate associate ad un’ottima stabilità delle rese (sempre > a 100) in tutti gli areali la varietà testimone di classe Solehio, anche se tende a perdere di competitività quando raffrontata a quelle di più recente costituzione in particolare negli areali Centro e Sud. Tra le varietà che hanno concluso quest’anno il biennio di valutazione, hanno confermato le loro buone caratteristiche produttive le cultivar Porticcio, Somtuoso CS, Sothys CS, e SY Cicerone, mentre Stromboli sembra meglio adattarsi agli ambienti del Nord e Centro; Antigua a quelli del Centro Sud. Tra le varietà al primo anno di valutazione, risultati interessanti in tutti gli areali sono stati evidenziati per Filon; per il Nord e Centro da KWS Lazuli; per il Centro Sud da Cabiria.

    Nell’ambito dei frumenti di forza (FF), Bologna, la varietà più coltivata e in prova da diversi anni, tende a perdere di competitività quando comparata a costituzioni più recenti; mentre Giorgione, che ha completato il secondo anno di prove, ha mostrato un buon comportamento in tutti gli areali, in particolare al Sud.

    Per la classe dei frumenti panificabili superiori (FPS), si segnala la varietà RGT Montecarlo, al secondo anno di valutazione, che ha evidenziato elevate e stabili produzioni in tutti gli areali e le varietà di nuova introduzione nella rete Albagran, Pinturicchio, RGT Vivendo, Solindo CS e SY Starlord.

    Infine, tra i frumenti da biscotto (FB), si segnala la varietà al primo anno di prova Canaletto.

    Prove trattate

    In tabella 6 vengono infine riportati i risultati relativi alle quattro località dove, alla prova non trattata, è stata affiancata una seconda prova su cui è stato effettuato il trattamento fungicida. Dall’osservazione dei dati è possibile notare che il valore medio delle differenze di produzione e del peso ettolitrico tra le varietà con e senza trattamento è risultato quest’anno nullo per la resa e di 0,30 kg/hL per il secondo parametro. Ciò è imputabile all’andamento climatico che ha molto limitato lo sviluppo delle malattie. Incrementi di resa superiori a +0,50 t/ha sono stati evidenziati per le varietà Canaletto e Bramente; mentre per quanto riguarda il peso ettolitrico incrementi superiori a 1,0 kg/hL sono stati riscontrati per Poker VST, Antigua, Canaletto e Solindo CS.

    Visti i risultati ottenuti anche nelle prove condotte negli anni precedenti, è comunque possibile affermare che i trattamenti di difesa rappresentano il più efficace mezzo di lotta agronomico in grado di contenere gli agenti patogeni fungini, specialmente in annate con andamento climatico favorevole al loro sviluppo, migliorando di conseguenza i livelli produttivi, i parametri merceologici e le condizioni igienico-sanitarie delle produzioni, soprattutto nelle varietà dotate di minore resistenza alle avversità biotiche.

    Considerazioni conclusive

    Alla luce dei risulta ottenuti in questi anni, risulta quindi indispensabile che l’attività di sperimentazione varietale, iniziata 47 anni fa, possa continuare anche in futuro in modo da garantire all’agricoltore le informazioni necessarie per attuare una scelta varietale oculata, in grado di consentire il contenimento dei costi di produzione e la valorizzazione commerciale del prodotto ed ai trasformatori la disponibilità di partite rintracciabili e di migliore qualità tecnologica e salutistica.

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    Gli autori sono del Crea Consiglio per la ricerca in agricoltura e l’analisi dell’economia agraria - Centro Zootecnia e Acquacoltura (ZA), Lodi (Lo)
    maurizio.perenzin@crea.gov.it

    Frumento tenero, le varietà migliori per la prossima semina - Ultima modifica: 2020-09-18T08:08:57+02:00 da Roberta Ponci

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