Riso, si parte con la raccolta. E i primi segnali sembrano positivi

    Non si può parlare ancora di quantità ma la qualità sembra buona. Inoltre le scorte, consumate nel lockdown, non vanno ad appesantire la raccolta. Ma nel settore continua a regnare incertezza. Ce ne parla Paolo Carrà, presidente Enr

    Siamo solo all’inizio della raccolta del riso ma se il buondì si vede dal mattino le prospettive sono incoraggianti. Lo stato di salute del prodotto sembra buono mentre grazie a un discreto smaltimento delle scorte non si presenterebbero grossi problemi allo stoccaggio del prodotto.

    Siamo solo all'inizio

    riso paolo carrà
    Paolo Carrà, presidente Ente nazionale risi

    «Sarà stato raccolto solo poco più dell’1% della superficie – ci dice Paolo Carrà, presidente dell’Ente nazionale risi – ed è presto per parlare di rese. Oltre tutto le previsioni indicano l’arrivo di una settimana di piogge e questo potrebbe far slittare ulteriormente la raccolta. La Lomellina è probabilmente la zona in cui la raccolta sta procedendo  più spedita mentre nelle zone di Novara e Vercelli sono stati raccolti solo dei fazzoletti di terra. E in Baraggia probabilmente solo delle aree saggio». 

     

     

    Semina e raccolta sempre più tardi

    Come ci ricorda Carrà le semine sono sempre più spostate in avanti. Inizialmente  in aprile, oggi si arriva quasi a fine maggio.

    «Sulla qualità, invece, possiamo un pochino sbilanciarci – continua Carrà – perché sembrerebbe davvero buona. Il prodotto si presenta sano e molto apprezzato dai risicoltori».

    Ma con che spirito i risicoltori si approcciano a questa raccolta?

    «Il comparto è sprofondato in un profondo clima di incertezza – afferma sconsolato Carrà – determinato da grosse oscillazioni di prezzo da un anno all’altro. Il mercato dell’Indica si presenta stazionario mentre quello del Lungo A parboiled è ancora in sofferenza. E l’effetto trascinamento del mercato di agosto non è troppo efficace. Ma si tratta di valutazioni del momento che potrebbero mutare nelle prossime settimane».

    In aumento il problema malerbe

    risaia«Un’altra questione con la quale la risicoltura deve fare i conti – ricorda Carrà – è la carenza di molecole per la difesa, la cui produzione è lunga e  costosa. Per questo le aziende non sono interessate a investire in questo settore. Purtroppo oggi  si riscontrano molte infestanti: ci sono 5-6 giavoni, diverse ciperacee ed altre infestanti che non si erano viste in passato. Da luglio in avanti si sono sviluppate nelle risaie creando diversi problemi».

    Green Deal e Farm to Fork rappresentano due importanti dossier nei quali il riso trova una importante collocazione. Per Carrà si tratta però di documenti ancora troppo “ideologici” che non entrano in valutazioni economiche oggettive.

    Riduzione delle scorte nel lockdown

    «Per fortuna, almeno, in questa condizione complessa – conclude Carrà – le riserve, che sono state consumate nel lockdown non vanno ad appesantire la campagna risicola 2020-2021». Vedremo nei prossimi giorni come si evolverà la situazione.

     

    Riso, si parte con la raccolta. E i primi segnali sembrano positivi - Ultima modifica: 2020-09-17T22:00:50+02:00 da Alessandro Maresca

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