Iot, il “grande fratello” che proietta il vigneto nel futuro

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    Con l' lot (internet delle cose) è possibile controllare tutte le fasi del ciclo colturale della vite e della vinificazione e gestirle al meglio per avere risultati migliori riducendo l'impiego di agrofarmaci. Il 7 giugno durante Nova Agricoltura in Vigneto un seminario sarà dedicato a queste tematiche

    Immaginate di poter monitorare tutto quello che avviene tra i filari dei vostri vigneti (anche se ubicati in appezzamenti diversi) e in cantina durante le fasi della vinificazione, grazie a un sistema di sensori collegati tra loro senza fili, che raccolgono una quantità notevole di dati e li convogliano in una piattaforma web, che li elabora e fornisce ai tecnici informazioni, allerte e suggerimenti per la gestione degli impianti e delle operazioni di vinificazione.

    Oppure provate a pensare alle ricadute positive a livello di immagine per le vostre etichette se i consumatori potessero seguire comodamente da casa tutte le fasi produttive del vino, dal campo alla bottiglia, sempre con il supporto di sensori piazzati tra i filari ma anche all’interno delle barrique, che raccolti in un cloud e poi elaborati da un software forniscono una serie di informazioni sulle caratteristiche organolettiche del vino, sfruttando le potenzialità della realtà virtuale e aumentata.

    E ancora, provate a ipotizzare di essere coltivatori di uva da tavola e di riuscire a ottimizzare gli input colturali come irrigazione, fertilizzazione e trattamenti contro le avversità, ma anche di essere informati quando è il momento giusto per la raccolta e di gestire il post raccolta grazie a un packaging interattivo che regola l'atmosfera dove sono racchiusi i grappoli e aumenta la shelf-life del prodotto.

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    Di questo si parlerà il 7 giugno nel vigneto San Lorenzo dell'azienda Umani Ronchi a Osimo (AN), durante Nova Agricoltura in Vigneto in uno dei sei laboratori tematici dedicato proprio all'internet of things (l'internet delle cose), durante il quale Cristina Micheloni e Matteo Balderacchi spiegheranno come sensori, realtà aumentata e virtuale siano in grado di mantenere sotto controllo il processo produttivo dal vigneto alla tavola dei consumatori passando per la cantina, rendendo la viticoltura più redditizia e sostenibile grazie alla riduzione dell'uso di risorse idriche, agrofarmaci e fertilizzanti, ma anche capace di produrre uve e vini di maggior qualità, andando incontro alle aspettative sempre più alte del mercato.

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