Forte rischio in Puglia di perdere fondi Psr. «Ma la colpa è degli agricoltori»

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Leonardo Di Gioia
L'assessore Leonardo Di Gioia denuncia: Abbiamo escluso dalla misura investimenti il 73% delle domande presentate perché presentavano dati gonfiati sulle performance aziendali». Si rischia il colpo di grazia per una Regione già a forte rischio disimpegno

Rischio disimpegno. Un incubo per almeno sette Regioni italiane (Puglia, Liguria, Friuli Venezia Giulia, Lazio, Campania, Abruzzo e Marche, oltre ai due Psr nazionali). Terra e Vita ha lanciato l’allarme e sta monitorando la situazione (accedi qui all’edicola digitale per leggere gli articoli di Angelo Frascarelli su TV 25 e 27 e le interviste agli assessori su TV 28).

Avanzamento spese fermo al 13,5%

Particolarmente complicata la situazione della Puglia, che registra una quota di realizzazione delle spese dell’anno d’impegno 2015, quelle per cui scatta la perdita automatica a fine anno, all’80%. Ma che, soprattutto, risulta bloccata al 13,5% nell’avanzamento della spesa globale 2014-2020. Un obiettivo che pare ulteriormente allontanarsi.

La relazione sulle istruttorie dell'Assessorato

«La Puglia è a rischio di perdita degli aiuti Ue per il Psr, ma la colpa è degli agricoltori!». È l’affermazione implicitamente contenuta nella relazione che l’Assessorato all’agricoltura della Regione Puglia ha presentato al Tar e che è stata resa nota in questi giorni. Tribunale amministrativo a cui si erano rivolti gli imprenditori agricoli le cui domande sono state escluse dai benefici delle misure previste dal Psr 2014-2020 della Regione Puglia.

In particolare si tratta della Misura 4.1A, dedicata al “Sostegno per investimenti materiali e immateriali finalizzati a migliorare la redditività, la competitività e la sostenibilità delle aziende agricole singole e associate”.

Saranno infatti più del 73% le domande escluse dal finanziamento. Lo ha annunciato ieri Leonardo Di Gioia, assessore alle Risorse Agroalimentari della Regione Puglia, presentando l’esito dell’istruttoria preliminare del bando.

Fuori dalle più pessimistiche previsioni

«Su 652 aziende sono 477 – testimonia Di Gioia, citando la relazione dell’Autorità di Gestione del PSR Puglia – quelle che presentano dati non corretti e che come tali saranno, ad istruttoria ultimata, oggetto di rigetto. Si tratta di un dato fuori dalle previsioni più pessimistiche che, purtroppo – ha aggiunto – attesta che in molti hanno o sbagliato i valori della domanda di finanziamento o artificiosamente utilizzato il bando per descrivere performance aziendali fuori da quelli che sono i range economici di sostenibilità e compatibilità. Questo tradisce la fiducia della pubblica amministrazione e compromette il rapporto di lealtà che la Regione ha con gli utenti».

La denuncia contenuta nella relazione istruttoria presentata al Tar è senza dubbio sconcertante e dimostrerebbe una volontà precisa e diffusa di dichiarare requisiti inesistenti pur di essere ammessi ai benefici stessi. Ma non si può fare a meno di rilevare come la diffusione del risultato istruttorio a pochi mesi dalla deadline fissata per il disimpegno automatico, al di là dell’intento moralizzatore, abbia come effetto pratico la quasi certezza di non riuscire a spendere per tempo i fondi comunitari e quindi perderli in favore di altre amministrazioni più efficienti.

Un fallimento burocratico

Un esito istruttorio così ampiamente negativo si può prestare ad una duplice interpretazione: o la predisposizione di un dispositivo di controllo preventivo delle domande particolarmente efficace, oppure la probabile incapacità degli apparati burocratici di predisporre modalità di formulazione delle domande di aiuto efficaci nel prevenire indicazioni fallaci dei requisiti richiesti.

In entrambi casi, la scoperta di falsità così diffuse, finisce solo per dare più voce a chi alimenta il sospetto di trovarsi di fronte ad una “repressione spinta” che si è sostituita alla mancata prevenzione formativa e cosciente. Fino ad oggi casi del genere si erano infatti registrati anche in altri casi e in altre regioni, ma in misura minore e con dimensioni “fisiologiche” per ogni sistema di aiuti.

Un caso, quello segnalato in Puglia, che fa perdere ulteriore fiducia da parte dei cittadini e, per motivi differenti, da parte degli agricoltori, nei confronti di Pac e Psr.

La tecnica fraudolenta

«C’è chi avendo intuito che il criterio della miglior performance attribuiva dei punti – asserisce l’assessore  Di Gioia – ha modificato il business plan andando a posizionarsi nei 600 posti utili, ma tradendo la fiducia della Pubblica Amministrazione».

Dalle carte è emerso di tutto: masserie con camere da 300 euro a notte anche in bassa stagione, a mo’ di albergo extra lusso, ma che nella realtà non sono risultate affatto tali, aziende che per acquistare un trattore dichiarano di vendere frumento a prezzi più alti. Insomma sono stati alterati prezzi e quantità, nessi tra ricavi e investimenti e tra investimenti e costi, pur di far risultare le proprie performance altissime, acquisendo punteggi.

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