Il duro riprende fiato, bene i grana, soffrono olio e mais

mais
Le quotazioni rilevate da Ismea nella settimana dal 15 al 21 ottobre 2018 parlano di un arresto della discesa dei valori del frumento duro, mentre continua a soffrire il mais. Male anche suini e burro, tonici Padano e Reggiano

Cereali, il duro ha smesso di scendere

Dopo i consistenti cali osservati nella precedente rilevazione, il prezzo del frumento duro di origine nazionale si è stabilizzato in gran parte dei centri di scambio del Paese; da segnalare solamente la diminuzione di 3 €/t a carico di tutte le categorie merceologiche quotate a Milano. L'ultimo rapporto dell'Usda, pubblicato lo scorso 11 ottobre, ha ritoccato in negativo le stime sui raccolti russi e australiani di grano tenero, favorendo un rialzo delle quotazioni sul mercato internazionale e in diverse piazze del nord Italia. Si conferma il trend positivo dell'orzo, sostenuto dall'abbondante domanda mondiale a fronte di una consistente riduzione della produzione. Listini in calo per il mais a causa di un'offerta superiore alla richiesta. Relativamente ai semi di soia, prezzi in lieve ripresa a Bologna (+1 €/t) e Treviso (+2 €/t), mentre a Milano è stata rilevata una flessione di 2 €/t.

Suini, regna il segno meno

Relativamente alla Cun suinetti il cui listino è stato emesso il 18 ottobre la tendenza risulta complessivamente in calo ad eccezione della pezzatura da 7 kg che risulta stabile. In linea con la tendenza italiana risulta essere il mercato danese, mentre quello olandese risulta stabile e quello tedesco in crescita. Per quanto riguarda i suini da macello la tendenza risulta in calo sia per quelli che non vanno al circuito tutelato che per quelli che vanno al circuito tutelato; la pezzatura principale la 160/176 kg risulta perdere rispetto alla settimana scorsa 1 centesimo e 4 millesimi. I suini da macello nei mercati europei risultano tutti caratterizzati dal segno meno e da un’analisi più attenta si evince come la flessione appaia più contenuta sul mercato danese, mentre più significative risultano essere sul mercato tedesco e olandese. Il listino della Cun tagli emesso il 19 ottobre risulta complessivamente in calo, ad eccezione della pezzatura più piccola delle cosce e dei tagli meno importanti.

Caseario, continua la discesa del burro, bene le grandi Dop

Sesta settimana consecutiva di flessioni mostrate da tutte le categorie merceologiche di burro. Per lo zangolato già da inizio settimana il mercato evidenziava su Milano Modena e Reggio Emilia i listini in perdita di 15 centesimi al chilo, fino a toccare perdite di 18 centesimi nella giornata di venerdì a Parma (2,37 euro al chilo). Flessioni anche per la crema di latte che, con un valore medio di 2,32 al chilo ha perso dall’inizio del mese il 7,2% (-15,3% variazione tendenziale).
All’opposto gli scambi dei formaggi grana a denominazione appaiono buoni con rialzi diffusi sui diversi centri di scambio. Nello specifico per il Grana Padano Dop si sono concretizzati incrementi a Milano e Cremona pari a 10 centesimi al chilo per tutte le varietà, mentre Mantova recupera ulteriori 5 centesimi. Il Parmigiano Reggiano Dop ha mantenuto una certa vivacità negli scambi, con aumenti uniformi sulle varie piazze pari a 5 centesimi al chilo per tutte le varietà. Per questa Dop, grazie a tali recuperi, da un confronto delle medie attuali con quelle dell’anno precedente, si evidenziano variazioni tendenziali positive, mentre per il Grana Padano il confronto su base annua è ancora su terreno negativo. Per ciò che concerne il latte spot la settimana in analisi mette in risalto una congiuntura rialzista. Sulla piazza di Lodi il prezzo del latte nazionale crudo è aumentato del +2,4% rispetto alla settimana precedente, toccando i 43 euro al quintale. Anche sulla piazza di Verona il prezzo del latte spot ha mostrato recuperi di 50 centesimi raggiungendo i 42,75 al quintale (+1,2% variazione congiunturale).

Olio, anche l'evo soffre

Mercato ancora in fase di assestamento per l’olio d'oliva. Nella terza settimana del mese di ottobre si è osservata una generale flessione dei listini per tutte le tipologie considerate. Per l’extravergine i maggiori cali si sono osservati nel foggiano (-5,3%) a causa di un prodotto di qualità non sempre ottimale e sulle piazze calabre (-1,7%) in seguito ad un assestamento dei listini sul prodotto ancora in giacenza, in rialzo invece le quotazioni nell’areale salentino grazie ai limitati quantitativi commercializzati. In calo anche le quotazioni dell’olio vergine sulle piazze calabre e del lampante sulle piazze pugliesi in seguito ai maggiori volumi immessi sul mercato.

Vino, prezzi invariati

Sostanzialmente stabile il mercato nazionale dei vini comuni sia bianchi che rossi mentre si sono osservati dei lievi assestamenti a ribasso delle quotazioni per le Igt. Stanno proseguendo regolarmente le operazioni di raccolta e vendemmia nei principali areali produttivi.

I prezzi dei prodotti agricoli del 15 ottobre
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