I prezzi agricoli di Ismea per Terra e Vita (9 ottobre)

prezzi agricoli di ismea terra e vita
In collaborazione con Ismea (Istituto di Servizi per il Mercato Agricolo Alimentare)

Tutti i prezzi dei prodotti agricoli rilevati, e commentati, da Ismea sulle principali piazze italiane nell’ultima settimana.

Animali vivi, carni fresche, cereali e derivati, derivati di colture industriali, foraggi e alimenti per il bestiame, latte e derivati, oli e grassi vegetali, semi oleosi, uova fresche e in guscio, vini.

 

AVICUNICOLI

I consumi di pollo hanno manifestato un andamento crescente durante la settimana. L’offerta di vivo, ancorché tendente al rialzo, è stata in linea con i volumi richiesti e il mercato è risultato equilibrato, anche se le Borse merci hanno ridotto leggermente le quotazioni. Sul macellato cala qualche ombra: i petti, finora trainanti, hanno ceduto qualche posizione. Le galline rosse hanno registrato anche durante la scorsa settimana un’offerta di vivo molto contenuta a causa del poco prodotto in circolazione; contestualmente diminuisce sensibilmente la domanda perché il prezzo, anche se consono, è troppo alto e sul mercato nazionale si registrano defezioni. Prosegue il momento positivo per le faraone che spuntano qualche centesimo in più, mentre il tacchino conferma i livelli sin ora raggiunti. Prezzi adeguati anche per i conigli, per cui la mancanza di prodotto vivo è più che evidente. Ancora in aumento le uova che oltre ad essere fortemente richieste sembra siano anche poche; per il momento gli aumenti continuano.

 

BOVINO

Non sembra ci sia soluzione di continuità per la dinamica ribassista che, ormai dalla seconda metà di luglio, sta interessando i vitelli baliotti su tutte le principali piazze di scambio. In rialzo i prezzi dei vitelli da macello che registrano aumenti sulle piazze di Modena e Montichiari. Tornano a crescere anche i valori di vitelli e vitelle da ristallo, mentre la situazione resta stazionaria per tutte le altre tipologie. I tagli di vitello registrano aumenti per le mezzene di seconda qualità e per i busti, a dimostrazione del fatto che l’offerta di carne è di buona qualità; i consumi, seppur positivi, non sono ancora del tutto soddisfacenti.

 

CASEARIO

Settimana di assoluta stabilità nelle rilevazioni dei prodotti caseari su tutte le principali piazze. Per i due formaggi grana a denominazione gli scambi risultano nella norma per il periodo, con i prezzi che rimangono stabili su tutti i centri di contrattazione. Benché nell’ultimo mese non si siano evidenziati ritocchi dei listini nel segmento dei due grana, rispetto al medesimo periodo di riferimento del 2016, le quotazioni si collocano su discreti livelli. Riguardo alla materia prima, dalle rilevazioni mensili sulla piazza di Cremona si evidenzia una flessione media pari a 60 centesimi al quintale, accompagnandosi i cali già mostrati da Lodi e Verona nel corso di tutto il mese di settembre e proseguiti anche nell’ultima settimana. Per le materie grasse non si rilevano scostamenti di sorta rispetto ai precedenti valori, su tutti i centri di scambio, evidenziando una sostanziale tenuta dei prezzi ancora su livelli importanti.

 

CEREALI

Nell’ultima rilevazione le quotazioni medie del frumento tenero hanno registrato dei lievi assestamenti al rialzo in diverse piazze del centro nord; a titolo di esempio la categoria fino è aumentata di 3 €/t a Bologna e di 1 €/t a Milano, andamento commerciale più regolare per il grano duro. Tra i cereali ad uso prevalentemente zootecnico si conferma la dinamica flessiva dei prezzi del mais, pesantemente condizionati da un eccesso di offerta a livello globale, all’opposto, i listini dell’orzo sono risultati in ulteriore ripresa, sostenuti da una buona attività della domanda. Tutto invariato nel mercato nazionale dei semi oleosi, da segnalare solamente il lieve apprezzamento (+2 €/t) della soia scambiata a Treviso.

 

SUINI

Nel comparto dei suinetti da allevamento persiste il calo della domanda che porta ancora ad una diminuzione dei prezzi (alla Borsa di Modena per le taglie 25/100 kg) e che la rilevazione della CUN conferma anche per la prossima settimana concentrando i cali sulle taglie da 25/65 kg. Nel comparto dei suini grassi la settimana ha evidenziato una situazione di pesantezza che ha portato alla Borsa di Modena la quotazione a 1,742 €/kg. L’andamento dei tagli alla Borsa di Modena ha registrato una situazione di pesantezza con cali anche decisi per coppe, pancette, lombi, spalle. Gli aumenti hanno riguardato trito e gole. Anche le cosce sono risultate in diminuzione, ma in questo caso la decisione è stata assunta dalla Commissione.

 

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