Un servizio per conoscere l’uso agricolo del suolo

suolo
Canola field with farm structures on a background highlighted by a sunset
Partito in Emilia-Romagna, potrebbe estendersi ad altre regioni

Conoscere la distribuzione delle colture agricole in atto riveste un ruolo chiave non solo nella compilazione di indagini statistiche, ma anche nella pianificazione della risorsa idrica, in quanto permette la stima del reale fabbisogno irriguo di un territorio attraverso opportuni modelli matematici di simulazione. Tuttavia, nonostante oggi si disponga di strumenti avanzati di monitoraggio e di database costantemente aggiornati, la disomogeneità dei criteri di classificazione utilizzati costituisce ancora un limite. Anche per questo motivo stanno nascendo progetti che mirano a colmare parte delle lacune esistenti.

Del tema si è parlato all’incontro tecnico organizzato dal Crpa sul tema «Il monitoraggio dell’uso del suolo in Emilia-Romagna», che si è tenuto nella sede del Consorzio Parmigiano Reggiano a Reggio Emilia. A oggi, tre sono le modalità a disposizione per monitorare e classificare il suolo: tecnologie non invasive come il telerilevamento satellitare, banche dati come, ad esempio in Emilia-Romagna, quella di Agrea (Agenzia regionale per le erogazioni in agricoltura), e la combinazione di dati già presenti nei database con le informazioni provenienti dal comparto zootecnico.

 

Telerilevamento

Per avere un quadro di come sarà l’uso agricolo della pianura dell’Emilia-Romagna (circa 820.000 ha) prima dell’estate, dal 2007 il Servizio Idro-Meteo-Clima di Arpae, in collaborazione con l’Assessorato Agricoltura della Regione Emilia-Romagna, realizza una copertura geografica di uso del suolo a partire da immagini satellitari appositamente acquisite (Progetto iColt, Classificazione delle cOLture in atto tramite Telerilevamento). Il telerilevamento è reso possibile grazie a sensori montati su satelliti che a loro volta possono essere geostazionari (satelliti meteo posti a circa 36mila km dall’equatore che guardano sempre la stessa porzione di globo) e eliosincroni o polari (satelliti che ruotano intorno ai poli ripassano da un determinato punto sempre alla stessa ora posti a una distanza tra i 400-900 km dalla superficie terrestre).

 

Leggi l'articolo completo su Terra e Vita 16/2016 L’Edicola di Terra e Vita

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