I produttori italiani di fertilizzanti si aspettavano di poter disporre entro il 2016 di una nuova e moderna normativa europea, di tipo omnicomprensivo, ossia che riguardasse non solo i concimi minerali, come il vigente reg. 2003/2003, ma anche tutti gli altri tipi di fertilizzanti. In questo modo anche i concimi di produzione tipicamente italiana come gli organici e gli organo-minerali, avrebbero avuto il via libera sui mercati europei senza dover essere soggetti a limitazioni dipendenti da singoli Stati membri. Ma purtroppo non è così e non lo sarà, si suppone, almeno per altri 3-4 anni. Infatti la nuova Commissione europea non ha inserito fra le priorità la revisione del reg. 2003/2003 che così sta pesantemente rallentando. Sembra che questa posizione sia stata appoggiata dalle lobby del Nord, e della Germania in particolare, che non hanno nessun interesse all’ampliamento dell’attuale normativa europea sui fertilizzanti. Sono poi cambiate le regole dei Fertilizer Working Group, i tavoli tecnico-consultivi nei quali vengono esaminati tutti gli aspetti della normativa. Fra le varie decisioni c’è stata quella di eliminare le traduzioni simultanee. La frequenza e la durata degli incontri sono poi state ridotte. Dai 3 incontri all’anno del 2014, ognuno dei quali della durata di due giorni, quest’anno abbiamo avuto per ora un solo incontro che si è concluso in una mattinata. Al di là dell’allungamento dei tempi di decisione, questo limbo della normativa crea i presupposti per l’inserimento in sordina di dettagli, che per alcuni Stati membri però possono risultare determinanti e che potrebbero sfuggire al controllo delle Commissioni stesse. Una questione molto importante riguarda invece i partecipanti ai Fertilizer Working Group che, con le nuove regole, potranno ospitare esclusivamente associazioni europee ed escludendo invece i sodalizi nazionali. Dal momento, però, che fra i partecipanti ammessi c’è l’Efba, European Fertiliser Blenders Association (l’Associazione europea dei miscelatori), un’associazione di associazioni fra le quali Aif (Associazione italiana fertilizzanti) continua in qualche modo, sia pure indirettamente, ad essere assicurata una rappresentanza italiana al gruppo di lavoro come ha ricordato Pierluigi Graziano, presidente dell’Aif ma anche di Efba, in occasione di un incontro organizzato a Bologna da Aif, con il supporto di Arvan e Silc Fertilizzanti.
Slitta la revisione del reg. 2003/2003 da parte della Commissione europea
Dalla stessa categoria
Protesta autotrasportatori, bloccate le spedizioni del food deperibile
A lanciare l'allarme gli operatori delle filiere agroalimentari, da quella del latte di bufala a quella del settore ortofrutticolo. Grande preoccupazione per i prodotti che hanno una scadenza temporale breve e devono attraversare lo Stivale
Assemblea Parmigiano Reggiano, sì al Progetto equilibrio in difesa del valore
Lo ha approvato l’Assemblea generale dei Consorziati riunita a Reggio Emilia. L'importo può arrivare a 65 euro al quintale nel 2027 per chi sfora
Commodity agricole, tra clima e geopolitica cresce l’incertezza
Le analisi di Areté evidenziano una grande sofferenza per il comparto del mais, mentre cresce la preoccupazione per grano tenero. Più tranquilla la situazione del duro. Pomodoro e patate in altalena
Carne bovina, Cremonini: «Da esportatrice l’Europa è diventata importatrice»
Nel nostro Paese il decreto Coltivitalia ha dato una boccata di ossigeno mettendo a disposizione 300 milioni per la linea vacca vitello
Agroalimentare, in Emilia-Romagna crescono produzione ed export
Nel primo semestre 2026 la regione è prima in Italia per esportazioni, con 5,8 miliardi e il 16,3% del totale nazionale












