Sul tema del sostegno diretto solo agli agricoltori “genuini” (la nuova espressione coniata dal Commissario Phil Hogan che sostituisce il concetto di “agricoltore attivo”) non c’è ancora un posizionamento chiaro, limitandosi per ora a prendere atto della proposta di Bruxelles. Condividendo l’obiettivo del miglioramento della resilienza delle aziende agricole, viene sottolineata la necessità di rivedere il sistema della riserva di crisi che a oggi non ha portato a risultati tangibili. Intanto il prossimo 13 marzo Herbert Dorfmann presenterà ai colleghi del Parlamento europeo la sua relazione, in vista di una possibile adozione a maggio. L’eurodeputato altoatesino condivide alcune delle proposte della Commissione ma pone l’accento sulla necessità di semplificare la Pac senza mettere a rischio l’integrità del mercato unico. Secondo Dorfmann la sussidiarietà per gli Stati membri dovrebbe essere concessa solo nell’ambito di un insieme comune di norme e strumenti concordati a livello dell’Ue quale approccio uniforme agli sforzi di programmazione e ai criteri di ammissibilità, mantenendo la struttura a due pilastri. Uno dei punti principali della relazione è la proposta di sostituzione del sistema esistente per il calcolo dei pagamenti diretti nel primo pilastro, spesso basato su diritti storici, con un metodo uniforme a livello europeo di calcolo dei pagamenti in modo da rendere il sistema più semplice e trasparente. In vista della riforma della Pac diverse Ong presenti a livello europeo chiedono interventi incisivi volti alla riduzione dei sostegni alle produzioni animali (carne e prodotti lattiero-caseari). Secondo un recente rapporto di Greenpeace i livelli produttivi in questi settori dovrebbero calare di almeno il 50% entro il 2050 per «evitare i pericoli del cambiamento climatico e restare in linea con gli obiettivi degli accordi di Parigi».
La proposta del Commissario Phil Hogan sostituisce l'effimero strumento dell'agricoltore attivo per la concessione del sostegno diretto.
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Ma c’è solo Greenpeace che può dare giudizio sulla politica agricola o ci sono organismi meno ideologizzati e più zazionali che possono esprimere pareri sul futuro delle scelte politiche eurpee, visto che questi signori da più di venti anni ci raccontano balle sugli ogm e ora anche sulle nuove biotecnologie ,non vogliamo essere alla mercè di questi estremisti per poi dipendere dalle importazioni da altri continenti .
Saluti Giovanni Baldini